Archivio mensile marzo 2018

Green Bonus ed Ecobonus: gli incentivi per un futuro ecosostenibile.

L’ultima Legge di Bilancio  ha confermato l’introduzione del cosiddetto Green Bonus, cioè l’incentivo relativo al rinverdimento di tetti, balconi, aree scoperte private, realizzazione di giardini pensili, impianti di irrigazione e pozzi. Inoltre ha confermato l’Ecobonus, il beneficio per la riqualificazione energetica degli edifici. La coesistenza di due benefici fiscali di questo tipo è la conferma di un’ottica nuova, che vuole incentivare le scelte eco-sostenibili di chi opera interventi sui propri immobili.

Pegaso Immobiliare vi illustra quanto prevede la normativa in materia.

Il Green Bonus.

Il Green Bonus consiste in un incentivo per la riqualificazione di aree verdi private; in base alla normativa sull’agevolazione fiscale per interventi di ristrutturazione edilizia la detrazione è del 36% applicabile fino a un tetto massimo di spesa di 5mila euro.

Gli interventi che rientrano nel beneficio sono:

  • la riqualificazione di giardini, terrazze, balconi;
  • la sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze, recinzioni;
  • la realizzazione di impianti di irrigazione e di pozzi;
  • la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

Anche le case che non hanno giardini o balconi possono usufruire del bonus, ad esempio installando coperture a verde come il tetto verde o il wall garden, ossia il giardino verticale che riveste le pareti esterne di una casa.

Non si tratta solo di interventi che migliorano l’estetica dell’immobile, ma lo valorizzano anche da un punto di vista di efficienza. I vantaggi principali di una copertura verde sono:

  •  l’isolamento acustico,
  • la filtrazione di polveri e sostanze inquinanti nell’aria,
  • l’aumento della biodiversità nelle aree urbane,
  • l’isolamento termico sia in estate sia in inverno,
  • una maggiore protezione da agenti atmosferici.

La detrazione Irpef può essere richiesta da chi possiede o detiene, sulla base di titolo idoneo, l’immobile che ha subìto gli interventi e ne ha sostenuto le spese.

Green Bonus e Ecobonus

Il Green Bonus è cumulabile con altri benefici previsti dalla normativa e spetta per unità immobiliare (non per persona); dunque se il soggetto che richiede la detrazione è proprietario o detiene più immobili ad uso abitativo, può beneficiare di più detrazioni diverse, relativamente ai diversi immobili.

Per quanto riguarda interventi di sistemazione al verde eseguiti su parti comuni esterne di edifici condominiali, si può richiedere il bonus fino ad un importo massimo complessivo di 5mila euro per unità immobiliare; il singolo condomino avrà poi diritto all’agevolazione nel limite della quota a lui imputabile, se questa è stata versata entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.

L’Ecobonus.

L’Ecobonus invece consente di ottenere una detrazione fiscale per gli interventi e le spese volte al risparmio energetico, cioè eseguire a vantaggio dell’efficienza energetica e delle prestazioni dell’abitazione.

L’agevolazione è del 65% per lavori sulle abitazioni ai fini di:

  • miglioramento termico dell’edificio (coibentazioni, pavimenti, finestre e infissi);
  • installazione di pannelli solari;
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale;
  • lavori di messa in sicurezza dei giardini condominiali;
  • rimozione dell’amianto dai tetti;
  • interventi di domotica, (installazione di dispositivi per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento).

Oltre a queste spese, è possibile richiedere l’Ecobonus anche per l’acquisto di materiale per il risparmio energetico e le prestazioni professionali per la relativa installazione.

Per l’Ecobonus il tetto massimo di spesa ammesso è di:

  • 100.000 euro per la riqualificazione energetica;
  • 60.000 euro per lavori sull’involucro dell’edificio;
  • 30.000 euro per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione, pompe di calore e impianti geotermici.
  • 60.000 euro per l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali.

Rispetto all’anno passato, ci sono stati dei cambiamenti rispetto ai benefici fiscali per la sostituzione della caldaia; infatti la detrazione del 65% prevista per l’installazione di una caldaia a condensazione di classe A con sistemi di termoregolazione evoluti, scende al 50% se si installa solo la caldaia a condensazione di classe A, per poi azzerarsi definitivamente se si sceglie una caldaia di classe B.

Sia per richiedere il Green Bonus che per richiedere l’Ecobonus, è indispensabile che le spese dei lavori siano documentate e pagate attraverso strumenti che garantiscono la tracciabilità, come ad esempio il bonifico bancario.

La detrazione totale sarà quindi distribuita nell’arco di 10 anni, con uno sconto annuale sulle tasse; gli adempimenti necessari per fare richiesta sono gli stessi che abbiamo visto nel nostro precedente articolo.

Approfittate degli incentivi per investire nella valorizzazione del vostro immobile; contribuirete anche al miglioramento dell’immagine urbana.

Per ulteriori informazioni o se avete bisogno di una consulenza specifica, contattate l’Agenzia Pegaso Immobiliare.

 

Interventi di ristrutturazione edilizia 2018 – come richiedere le detrazioni.

L’ultima Legge di Bilancio ha prorogato anche per l’anno 2018 importanti benefici fiscali per chi fa interventi di ristrutturazione edilizia.

Il Bonus consiste attualmente  nella detrazione IRPEF di una percentuale delle spese sostenute per i lavori avviati a partire dal 1 gennaio 2018 pari al 50% fino al 31 dicembre 2018; poi dal 1 gennaio 2019 si tornerà all’ordinario 36% con tetto massimo di spesa di 48mila euro, previsto dall’articolo 16-bis del Dpr 917/86 (Testo unico delle imposte sui redditi).

La detrazione per tutto l’anno in corso si calcola su un importo massimo di 96mila euro per unità abitativa e viene ripartita in 10 anni.

Per interventi di adozione di misure antisismiche le percentuali di detrazione fiscale sono addirittura più alte: possono arrivare fino al 70-80% per spese sostenute fino al 31 dicembre 2021. Anche in questo caso il calcolo del beneficio viene effettuato su un tetto di spesa massimo di 96mila euro; va ripartito in 5 anni.

Per quali lavori?

La lista degli interventi che beneficiano della detrazione è lunga: si va dalla manutenzione straordinaria di singoli appartamenti a quella ordinaria e straordinaria delle parti comuni di edifici condominiali. Rientrano tra gli interventi anche ristrutturazioni per eventi sismici e quelli necessari alla ricostruzione di immobili danneggiati da eventi calamitosi.

Danno inoltre diritto alla detrazione:

  • la realizzazione di box o posti auto, anche a proprietà comune, purché pertinenziali con un’unità immobiliare abitativa;
  • l’abbattimento delle barriere architettoniche, in modo da favorire gli spostamenti di persone con limitata capacità motoria;
  • l’installazione di ascensori;
  • l’installazione di impianti fotovoltaici;
  • l’adozione di misure finalizzate alla sicurezza della casa e dei suoi abitanti (come l’acquisto di porte blindate, vetri antisfondamento, grate alle finestre, impianti di allarme e videosorveglianza, telecamere). La detrazione è applicabile solo alle spese sostenute per realizzare interventi sugli immobili, quindi non rientra nell’agevolazione, per esempio, il contratto stipulato con un istituto di vigilanza;
  • bonifica dall’amianto ed esecuzione di opere volte ad evitare gli infortuni domestici (come ad esempio installazione di apparecchi di rilevazione di gas o la sostituzione di tubi rovinati);
  • la cablatura degli edifici, il contenimento dell’inquinamento acustico, il conseguimento di risparmi energetici, l’adozione di misure di sicurezza statica e antisismica degli edifici.

A chi spetta la detrazione?

L’agevolazione spetta a chi sostiene le spese, quindi non solo al proprietario, ma anche all’inquilino, al comodatario o al familiare convivente.

L’Agenzia delle Entrate sottolinea che se è stato stipulato un contratto preliminare di vendita, l’acquirente dell’immobile ha diritto al bonus se:

  • è stato immesso nel possesso dell’immobile
  • esegue i lavori a proprio carico
  • il compromesso è stato registrato entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi in cui si fa valere la detrazione.

Inoltre anche chi esegue i lavori in proprio può richiedere la detrazione fiscale, ma limitatamente alle spese di acquisto dei materiali impiegati.

Il bonus di ristrutturazione edilizia può essere richiesto anche se il contribuente ha pagato i lavori tramite un finanziamento: sarà sufficiente che la società finanziaria interessata paghi tramite bonifico indicando il codice fiscale del soggetto per il quale sta pagando. Per il titolare del finanziamento basterà conservare nella documentazione la ricevuta del bonifico.

Una novità introdotta dal 2018 sta nel fatto che i benefici possono essere usufruiti anche:

  • dagli Istituti autonomi per le case popolari,
  • dagli enti che hanno le stesse finalità sociali dei predetti istituti, costituiti e già operanti alla data del 31 dicembre 2013, che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “house providing”. Le detrazioni spettano per i lavori effettuati su immobili di loro proprietà, oppure gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica.

ristrutturazione edile 2018

Quali altre spese si possono considerare ai fini della detrazione?

Oltre alle spese necessarie per l’esecuzione dei lavori, ai fini della detrazione è possibile considerare anche le spese sostenute per:

  • la progettazione degli interventi e le altre prestazioni professionali connesse,
  • prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento,
  • la messa in regola degli edifici ai sensi del DM 37/2008 – ex legge 46/90 (impianti elettrici) e delle norme Uni cig per gli impianti a metano (legge 1083/71),
  • l’acquisto dei materiali,
  • il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti,
  • l’effettuazione di perizie e sopralluoghi,
  • l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunzie di inizio lavori,
  • gli oneri di urbanizzazione,
  • gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi nonché agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati (decreto n. 41 del 18 febbraio 1998).

Gli adempimenti per richiedere la detrazione.

Per richiedere i benefici di ristrutturazione edilizia basta indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori vengono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione.

Va poi ricordato che, nei casi in cui gli interventi lo prevedano, bisogna comunicare l’inizio dei lavori alla Asl competente per territorio prima del loro avvio e occorre acquisire le abilitazioni e le concessioni richieste dalle norme edilizie. La Asl dovrà essere informata su: le generalità del committente dei lavori e ubicazione degli stessi, la natura dell’intervento, i dati identificativi dell’impresa esecutrice dei lavori, che si assume la propria responsabilità rispetto agli obblighi posti dalla vigente normativa in materia di sicurezza sul lavoro e contribuzione.

Dal 2018 la legge di bilancio ha introdotto inoltre l’obbligo di inviare all’Enea, per via telematica, i dati relativi alla tipologia di interventi effettuati, analogamente a quanto già previsto per la riqualificazione energetica degli edifici. Tali informazioni servono a monitorare e valutare il risparmio energetico realizzato in seguito a interventi di ristrutturazione.

Come pagare i lavori?

Per ottenere la detrazione è necessario che i pagamenti siano effettuati tramite bonifico bancario o postale (anche on line), da cui risultino:

  • causale del versamento,
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione,
  • codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

Quando sono più soggetti a sostenere la spesa e tutti intendono fruire della detrazione, il bonifico deve riportare il numero di codice fiscale delle persone interessate.

Per quanto riguarda gli interventi realizzati sulle parti comuni condominiali, oltre al codice fiscale del condominio è necessario indicare quello dell’amministratore o di un altro condomino che effettua il pagamento.

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato di recente sul suo sito una guida contenente tutte le indicazioni utili per richiedere correttamente i benefici fiscali, mostrando modalità e adempimenti.

Per qualsiasi informazione o chiarimento l’Agenzia Pegaso Immobiliare è a vostra disposizione! Continuate a seguire il nostro blog per scoprire le altre agevolazioni fiscali per interventi sulla vostra casa.

Le ristrutturazioni trainano il mercato dell’edilizia italiano.

In Italia circa l’80% degli edifici residenziali sono stati costruiti prima del 1990: questo significa che il mercato delle ristrutturazioni edilizie rappresenta per il nostro Paese la chiave di volta per incrementare il patrimonio immobiliare.

Secondo il Rapporto sul recupero edilizio in Italia tenuto a Milano mercoledì 7 marzo da Scenari Immobiliari, negli ultimi 10 anni gli investimenti in manutenzione straordinaria sono raddoppiati, con circa 700mila abitazioni ristrutturate. Sono ancora molte le abitazioni che necessitano di interventi di ristrutturazione; ciò vuol dire che potenzialmente ci sarebbe da sbloccare il 5% dello stock residenziale italiano: oltre 1 milione di case!

Già attualmente buona parte delle compravendite, circa il 23,2%, vede protagonisti immobili da ristrutturare; sul totale delle 560mila transazioni immobiliari avvenute nel corso del 2017 sono infatti state acquistate 130mila abitazioni che necessitavano di manutenzione straordinaria.

É evidente che il futuro dell’edilizia italiana e del mercato immobiliare sta nel recupero di questo partimonio residenziale.

Per il resto del 2018 è previsto un ulteriore aumento degli investimenti in interventi di manutenzione.

Napoli è la città italiana in cui riscuotono più successo gli appartamenti da ristrutturare, scelti dal 30,1% degli acquirenti, poiché le soluzioni residenziali nuove scarseggiano. Questo dato era emerso già dal Rapporto sul recupero edilizio in Italia dello scorso anno, con il picco delle compravendite degli immobili da ristrutturare al 25%, rispetto alla media italiana del 19%.

ristrutturare

 

Perché ristrutturare.

I lavori di recupero immobiliare sono consigliabili per due ottime ragioni:

1- la prima è l’innegabile miglioramento delle condizioni di vita degli abitanti dell’immobile. Risanare mura, cambiare rivestimenti, rendere la casa più sicura per mezzo di infissi nuovi e impianti di allarme, installare impianti di riscaldamento all’avanguardia che permettano un risparmio energetico, riadattare gli spazi degli ambienti della casa…sono tutti interventi che incidono positivamente sulla qualità della vita.

2- La seconda ragione è che l’immobile, diventando più bello e funzionale, sarà valorizzato, tanto da aumentare il proprio prezzo fino al 30-35% rispetto a quello di partenza. La classifica dei capoluoghi in cui ristrutturare un immobile offre maggiori vantaggi economici al termine dei lavori vede sul podio Roma, Napoli, Firenze, seguite da Milano, Bologna, Venezia, Bergamo, Brescia e Torino.

Per questo motivo molti italiani, soprattutto under 35, decidono di usufruire delle agevolazioni previste per la ristrutturazione edilizia o per la riqualificazione energetica. La normativa fiscale italiana prevede infatti la possibilità di beneficiare di alcuni incentivi.

Grazie ai bonus stabiliti dall’ultima Legge di Bilancio potrete recuperare parte delle spese sostenute per interventi sulla vostra casa.

Seguite i prossimi articoli del blog dell’Agenzia Pegaso Immobiliare di Pisa per scoprire tutti gli incentivi fiscali.

Riscaldare casa con i combustibili a biomassa. Come scegliere?

In questi giorni freddi è piacevole starsene al calduccio nelle nostre abitazioni, magari di fronte al fuoco di un camino o di una bella stufa.

L’Agenzia Pegaso Immobiliare vi guida nella scelta dei combustibili a biomassa in base al loro impatto ambientale e al risparmio energetico.

1.La tradizionale legna da ardere.

scegliere i combustibili

Facile da trovare, la legna viene ricavata da alberi e arbusti, tagliata in pezzi lunghi circa 1 m e di diametro compreso tra i 5 e i 30 cm, e poi lasciata a stagionare per 1-2 anni. La stagionatura serve a ridurre il contenuto idrico del prodotto, aumentandone così la resa in calore. Questo tipo di pezzatura non è adatta all’uso domestico: le caldaie a legna necessitano quindi di una pezzatura ridimensionata almeno del 50%.

La legna è di facile reperimento e ha il vantaggio di essere più economica di altri combustibili, ma necessita di un luogo apposito in cui essere accatastata. Inoltre, essendo umida, ha una resa energetica piuttosto bassa; ma il problema principale è che questo combustibile non può essere utilizzato in sistemi automatici. Infatti occorre un caricamento manuale dell’impianto termico.

2.Pellet.

scelta dei combustibili

Il pellet è formato da cilindretti di 4-8 mm di diametro, lunghi 1,5-3 cm, ricavati dalla segatura essiccata e poi densificata e compressa. Nelle stufe di ultima generazione sostituiscono i ceppi di legno; sono più pratici nell’utilizzo, non devono essere caricati manualmente, hanno umidità bassissima e alto potere calorifico.

C’è di negativo che il prezzo del pellet è piuttosto alto e instabile, dato che varia in base alla disponibilità del prodotto, non sempre disponibile sul mercato in alcuni momenti in cui la domanda ha superato l’offerta.

Inoltre ha fumi abbondanti rispetto al metano e le stufe a pellet risultano piuttosto rumorose a causa della ventola che al loro interno diffonde l’aria di alimentazione.

3.Cippato.

scelta dei combustibili

Particolarmente indicato per gli impianti a caricamento automatico, il cippato può essere marrone, bianco o verde in base al tipo di biomassa utilizzata (rispettivamente legname con corteccia, senza corteccia, con foglie). Si tratta di scaglie legnose non densificate di spessore variabile e di 2-10 cm di lunghezza.

Ha un’ottima resa energetica, ma la necessità di uno stoccaggio in grossi silos lo rende un combustibile più adatto a impianti di riscaldamento industriali ad alta potenza, piuttosto che ad un uso domestico. In Italia ancora non sono molto diffusi gli impianti per la cippatura.

4.Bricchetti.

scelta dei combustibili

Si tratta di cilindri di segatura pressata, a bassissima umidità (6-8%), che a differenza del pellet hanno le dimensioni di un tronchetto di legna da ardere. Hanno un’ottima resa energetica e possono essere usati anche in impianti automatici.

Il costo è piuttosto elevato rispetto agli altri combustibili di derivazione legnosa, ma lo svantaggio vero è la difficile tracciabilità del prodotto. Infatti è necessario avere garanzia sulle sue origini e accertarsi che sia privo di sostanze tossiche come vernici o scarti della lavorazione del legno.

Se avete intenzione di acquistare un generatore di calore a biomassa approfittate degli incentivi!

Lo Stato incentiva l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili, in edifici sia pubblici che privati.

Nello specifico, l’Ecobonus è l’agevolazione fiscale destinata a lavori effettuati per il conseguimento di risparmio energetico, mirati a migliorare le prestazioni e ridurre gli sprechi di energia. Essa è concessa ad esempio per interventi come:

  • pannelli solari,
  • cappotti termici,
  • climatizzatori ad alta efficienza energetica,
  • dispositivi multimediali per il controllo da remoto di impianti di riscaldamento.

Secondo la Legge di Bilancio 2018 questi lavori potranno beneficiare di una detrazione del 65% su un tetto massimo di spesa che varia da 60mila euro per i pannelli solari a 100mila euro per l’opera di riqualificazione energetica globale. La detrazione si riduce al 50% invece per:

  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione o con impianti dotati di generatore di calore alimentate a biomasse combustibili,
  • acquisto e installazione di finestre, infissi, schermature solari.

Secondo la normativa riguardante l’agevolazione fiscale sugli interventi di ristrutturazione edilizia pubblicata dall’Agenzia delle Entrate, possono usufruire del bonus i proprietari o i titolari di diritti reali sugli immobili per i quali si effettuano i lavori e che ne sostengono le spese, ma anche l’inquilino o il comodatario.

Il bonus è dilazionato su 10 anni e, per ottenerlo, sono obbligatori l’emissione di fattura e il pagamento tramite bonifico bancario.

Per avere ulteriori informazioni su tutte le detrazioni fiscali di cui potete usufruire per la vostra casa, contattate l’Agenzia Pegaso Immobiliare!

Saremo lieti di mettere la nostra esperienza a vostro servizio.

 

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