Archivio mensile giugno 2018

E se il più saggio dei Tre Porcellini fosse quello con la casa di paglia?

A quanto pare la fiaba dei Tre porcellini dovrebbe essere modificata e resa più attuale. Probabilmente il maialino che si era costruito la casa di paglia era il più saggio di tutti: oggi il Lupo Ezechiele non sarebbe più in grado di distruggere la sua abitazione con un solo soffio.

Nel Comune di Crespina Lorenzana a Pisa è stata costruita una casa fatta con balle di paglia: si tratta della realizzazione di un progetto in chiave totalmente green e a prova di terremoto.

Nasce in Provincia di Pisa un edificio NZEB, cioè a impatto energetico pari a zero, voluta e progettata dall’architetto Matteo Pierattini e dagli ingegneri Guido Fabozzi e Andrea Baldini.

L’immobile ha una struttura in legno lamellare prefabbricata, isolata grazie all’impiego di balle di paglia in blocchi compatti, materiale 100% naturale che offre molti vantaggi.

L’edificio ha un involucro altamente efficiente dal punto di vista energetico, in grado di assorbire i vapori e l’umidità nell’aria in modo autonomo; in questo senso è decisamente superiore alle costruzioni tradizionali.

Questo tipo di casa inoltre ha bisogno di pochissima energia per il riscaldamento e per il raffrescamento. Per questo non è indispensabile installare gli impianti classici delle abitazioni tradizionali. Infatti un impianto di ventilazione meccanica controllata con recupero del calore può bastare per soddisfare il bisogno energetico di un edificio in paglia. I pannelli solari infine rendono la casa praticamente in grado di funzionare autonomamente dal punto di vista energetico.

Tra i vantaggi figura anche la possibilità di usufruire degli incentivi statali (come l’Ecobonus) previsti per i lavori volti a migliorare la resa energetica di un edificio.

Oltre all’efficienza energetica, un valore aggiunto sono le eccellenti proprietà antisismiche: le balle di paglia garantiscono maggiore solidità rispetto alle case di mattoni in caso di terremoti di elevata magnitudo.

L’immobile si distingue anche per comodità e design; anche per i progetti futuri in edilizia ecocompatibile non ci sarà alcun limite di scelta, dato che le costruzioni isolate in paglia sono moderne e innovative quanto quelle classiche.

Insomma, un bell’esempio di edificio moderno e innovativo, simbolo di quello che sarà il domani dell’edilizia: costruzioni che coniugano comfort abitativo massimo e completo rispetto dell’ambiente.

A fare da cornice a questo edificio sicuro, bello e a impatto zero, c’è il suggestivo Comune di Crespina Lorenzana.

Crespina Lorenzana

Crespina Lorenzana in Provincia di Pisa è un comune sparso di 5.457 abitanti, istituito il 1 gennaio 2014 dalla fusione dei due piccoli comuni di Crespina e Lorenzana. La campagna circostante per la sua bellezza era già attraente alla fine del XVII secolo, quando divenne meta di villeggiatura di famiglie nobili e facoltose di Livorno e di Pisa. Questo territorio raggiunse poi nel XIX secolo il suo splendore con la costruzione di numerose ville, fattorie e casini di caccia, che rendono caratteristico il Comune.

Vivere qui significa scegliere di abitare in una zona verde, nella tranquillità della campagna, pur restando in Provincia di Pisa.

Desideri che la tua nuova casa sia situata in una realtà come questa? scegli tra le proposte immobiliari di Pegaso Immobiliare nel Comune di Crespina Lorenzana; avrai la certezza di essere seguito con professionalità nella tua compravendita e la garanzia di un panorama mozzafiato 365 giorni l’anno!

Ti aspettiamo!

“Bella la mì Pisa”…Lo splendore dei Lungarni e della Torre a San Ranieri.

Le scuole sono già chiuse da qualche giorno, ma l’evento che fa davvero percepire l’arrivo dell’estate a Pisa è la festa per la vigilia del patrono San Ranieri, che si celebra tradizionalmente il 16 giugno di ogni anno.

Un appuntamento imperdibile per tutti i pisani e per i numerosi turisti che, visitando Pisa in questi giorni, si trovano ad assistere ad uno spettacolo senza uguali.  Che la meraviglia dei Lungarni illuminati da centinaia e centinaia di lumini fosse un panorama unico al mondo lo aveva già espresso Neri Tanfucio (anagramma di Renato Fucini) in un sonetto in vernacolo pisano nel 1870:

Viaggi ’n dell’Uropa ’un n’ho ma’ fatti;
Prima pelchè a quaini sèmo bassi,
E po’ pelch’e’ Pisani ’un c’enn’adatti
Per anda’ per er mondo a strapazzassi.
Ma un mi’ amio di Lucca che fa ‘ gatti…
(Li fa cor gesso, creda, da sbagliassi).
Lui, vòrsi di’, ch’è stato fra’ Mulatti,
Che ha visitato anch’ e’ Paesi Bassi,
M’ha detto che neppure ‘n der Peino
Luminare di Pisa ‘un se ne vede:
Nun n’hann’ idea laggiù der lampanino.
Chi nun l’ha vista, ‘reda, ‘un lo pòr crede’;
Eppoi, ‘ni basti di’ che ar mi’ ‘ucino,
Dalla gran carca ‘ni stroppionn’ un piede.

Ovvero: “Viaggi in Europa non ne ho mai fatti; sia perché a soldi siamo messi male, sia perché i Pisani non sono adatti ad andare in giro per il mondo a stancarsi. Ma un mio amico di Lucca che fa i gatti (intendo con il gesso)… Lui, volevo dire, che è stato all’estero e ha visitato anche i Paesi Bassi, mi ha detto che nemmeno a Pechino si vedono Luminare come quella di Pisa: laggiù non hanno idea del lampanino. Chi non l’ha vista non lo può credere; e poi, mi basti dire che a mio cugino, dalla gran calca, gli storpiarono un piede”.

Eh già, perché la Luminara di San Ranieri (vernacolo pisano per luminaria) è una festa dalle origini antiche, che conserva ancora oggi la sua atmosfera incantata. Tutto ebbe inizio il 25 marzo 1688, quando l’urna contenente le spoglie del patrono Ranieri degli Scaccieri fu traslata nell’attuale cappella dell’Incoronata. I cittadini organizzarono una processione e una luminaria in suo onore, che si è tramandata fino ad oggi, rientrando nei festeggiamenti del Giugno Pisano.

Per saperne di più sul programma del Giugno Pisano clicca qui.

Le leggende sul conto del patrono della città sono molte; forse la più famosa è quella riguardante la sua burrasca: ogni anno, nonostante il clima estivo, il santo metterebbe alla prova i propri concittadini scatenando la pioggia dopo i festeggiamenti in suo onore. Che nei giorni successivi alla Luminara ci attenda la pioggia, poco importa: intanto è il caso di goderci la meraviglia dei Lungarni…

San Ranieri

I lungarni pisani, con i loro meravigliosi palazzi e i ponti sopravvissuti ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale sono i luoghi più suggestivi e famosi di Pisa. Gli splendidi edifici che li costeggiano nella discesa dell’Arno verso la sua foce a Marina di Pisa, opera delle famiglie benestanti che avevano scelto i Lungarni come residenza, vengono avvolti da un’atmosfera speciale grazie ai 110mila lumini a cera che ne definiscono forme e contorni.

Il programma di quest’anno prevede alle ore 22 circa l’accensione dell’illuminazione della Torre Pendente, unico monumento a brillare lontano dai Lungarni. Alle 23.30 circa inizierà quindi lo spettacolo dei fuochi d’artificio, sparati dalla Cittadella e da postazioni galleggianti sul fiume stesso.

Vieni anche tu ad ammirare la bellezza di una città senza tempo e innamorati di Pisa.

Chissà…magari mentre ammiri lo spettacolo pirotecnico ti viene voglia di acquistare casa proprio vicino ai Lungarni per goderti lo spettacolo dal terrazzo di casa tua i prossimi anni!

In tal caso, Pegaso Immobiliare è a tua disposizione! Ci trovi in Via Santa Marta 2.

A presto!

Anche la casa è social! Nasce un nuovo modo di condividere l’abitare.

Internet ha stravolto il mondo della comunicazione. Nel corso degli ultimi venti anni la nostra società è cambiata profondamente e, con lei, il modo di stringere amicizie e di lavorare. Siamo tutti attenti alle novità, aggiornati costantemente ed in tempo reale, pronti a condividere ciò che ci accade quotidianamente sui social.

Non ultimo, è cambiato il modo di concepire la casa. Comincia a diffondersi dal Nord Italia la filosofia del cohousing o abitare collaborativo. Pegaso Immobiliare ti spiega in cosa consiste.

Se vogliamo dare un’immagine complessiva di questo fenomeno, si può sintetizzare il cohousing dicendo che si tratta di una forma abitativa più partecipata, nata da un nuovo stile di vita. Alla base di tutto c’è la scelta di condividere alcuni spazi e servizi e dedicarsi alla collaborazione tra le persone e ai buoni rapporti di vicinato.

Questi progetti, da realizzare in nuove costruzioni o attraverso il recupero del patrimonio edificato esistente, prevedono complessi abitativi composti da alloggi privati corredati da spazi comuni destinati alla condivisione da parte di più nuclei familiari, che utilizzano la lavanderia, la stanza dei giochi per i bambini, l’orto, il giardino, la sala dedicata al lavoro…tutto in comune.

Negli ampi spazi in comune è possibile incontrarsi e vivere in modo solidale e sostenibile, in equilibrio tra l’autonomia della casa privata e la socialità.

Vivere in un appartamento piccolo per poi usufruire di aree condivise va incontro alle esigenze di economicità e sostenibilità di molti. Questo modello abitativo è nato negli anni Sessanta nel Nord Europa (in Danimarca per la precisione) e poi si è diffuso in molti altri Paesi. Solo da pochi anni se ne parla anche in Italia, dove l’abitare collaborativo parte in particolare da Piemonte e Lombardia, come risposta alle esigenze di chi vive in grandi città, ma ci sono progetti anche in Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Toscana.

cohousing

Il cohousing italiano.

Che Milano si confermi la città italiana più all’avanguardia anche in questo campo, non è una novità. Proprio qui tra il 2007 e il 2009 è stato realizzato l’Urban Village Bovisa, il primo complesso per l’abitare collaborativo in Italia. Gli abitanti delle 32 unità abitative hanno vari servizi comuni come l’orto, la lavanderia-stireria, la piscina-solarium, l’asilo e il car-sharing. L’abitare social è al centro di altri progetti e l’attenzione per il cohousing è testimoniata anche da eventi dedicati. A giugno 2017 ad esempio, sempre a Milano, si è tenuta la Terza edizione di Experimentdays, la fiera dedicata alle nuove forme dell’abitare sociale organizzata da Housinglab (un’associazione per l’abitare collaborativo). In questa sede è stata presentata una prima mappatura del cohousing in Italia. I progetti sono promossi soprattutto da giovani coppie, pronti a sperimentare la collaborazione con gli altri abitanti dall’ideazione dello stabile all’abitazione stessa.

Il cohousing può avere varie forme e infinite possibilità di svilupparsi. Si spazia da progetti di condominio solidale a villaggio cooperativo, da coabitazione giovanile fino a residenza temporanea. Ciascuno di questi interventi avrà caratteristiche differenti, e vedrà in campo differenti forme giuridiche.

Se Milano non stupisce più per la sua modernità, forse resterai piacevolmente sorpreso nello scoprire che anche nel territorio di Pisa è stato realizzato un progetto di cohousing.

Si tratta di Cohlonia a Calambrone, costruita a due passi dal mare tra 2008 e 2010 dal recupero di una ex colonia degli anni ‘70, Ex Villa Rosa Maltoni Mussolini. Ad oggi è uno dei luoghi d’eccellenza per quanto riguarda il cohousing in Italia.

In effetti la qualità abitativa per chi vive nei 60 alloggi è davvero alta. I servizi in condivisione sono molti e vari: dalla palestra al parco di 24.000 mq con una piscina scoperta, dal deposito mare e piscina (90 mq) alla biblioteca e mediateca, all’area giochi per i bimbi, alle camere per gli ospiti, alla ciclofficina. Gli appartamenti sono stati destinati in parte alla vendita (e sono stati acquistati sia come prima che come seconda casa) e in parte all’affitto, con un modello di club residenziale ad alto valore aggiunto per i residenti e per i vacanzieri, che possono soggiornare in un luogo bello e intenso nelle relazioni di buon vicinato.

E tu che cosa ne pensi? Ti piacerebbe sperimentare un nuovo modo di abitare, più social?

Faccelo sapere con un commento!

Sicuramente nei prossimi mesi sentiremo ancora parlare di cohousing… chissà se ci saranno ulteriori sviluppi a riguardo!?

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A presto con un nuovo post!

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