B&B in condominio: si può vietare?

B&B in condominio: si può vietare?

Il grande successo che i B&B hanno riscosso negli ultimi anni dimostra che i viaggiatori amano questo tipo di turismo a stretto contatto con il territorio, più economico e familiare rispetto al classico soggiorno in hotel.

Sfruttando questo trend positivo, sono davvero molti gli italiani che hanno deciso di aprire una struttura turistica microricettiva per guadagnare affittando per brevi periodi una casa di proprietà o addirittura parte della loro abitazione.

Ma quando è un immobile in condominio ad essere adibito a B&B, cosa ne pensano gli altri condòmini del perpetuo movimento di viaggiatori nel loro palazzo?

Le assemblee convocate per discutere sulla possibilità di modificare il regolamento in modo da vietare lo svolgimento di questa attività in condominio sono sempre più frequenti: infatti il continuo viavai degli ospiti rischia di pregiudicare la tranquillità e la sicurezza degli altri condòmini.

Questi ultimi di solito vedono nel B&B una minaccia alla tranquillità della vita nel palazzo e sperano di rintracciare nel regolamento condominiale norme che ne vietano la creazione all’interno di edifici privati.

Il vero problema è che, per quanto la giurisprudenza di recente abbia avuto occasione di esprimersi spesso sul tema dei vincoli alla presenza di B&B nei condomini, questo argomento non ha ancora trovato un orientamento e delle linee guida univoche e chiare.

In effetti non esiste alcuna norma che definisca le modalità e i tempi con cui il regolamento condominiale può impedire lo svolgimento dell’attività all’interno del condominio.

Il tribunale di Milano con la sentenza dell’8 maggio 2018 n. 2757 ha stabilito che il bed & breakfast è una particolare forma di locazione breve il cui esercizio non può essere impedito sulla base di un regolamento condominiale.

Allora cosa può vietare il B&B in condominio?

In generale possiamo dire che attualmente il divieto può essere:

  • stabilito in origine nel regolamento di natura contrattuale, ovvero quello predisposto dal costruttore dell’edificio o dall’originario unico proprietario di esso, allegato o semplicemente richiamato nei singoli atti di compravendita e accettato dall’acquirente
  • risultare da una delibera dell’assemblea a patto che ottenga il consenso unanime di tutti i partecipanti al condominio e venga in seguito trascritta nei registri immobiliari.

Nel caso in cui venga deliberata la clausola da inserire nel regolamento già esistente con cui si vieta lo svolgimento in condominio dell’attività di bed & breakfast o simili, questa deve essere espressa in modo chiaro ed univoco, perché destinata ad imporre limiti ai poteri e alle facoltà spettanti ai condòmini sui beni di loro esclusiva proprietà.

Una clausola generica come ad esempio quella che proibisce “ogni uso diverso da quello abitativo” è da considerarsi nulla.

Perciò il bed & breakfast all’interno del palazzo può essere bloccato solo se il regolamento impone di destinare le unità dell’immobile soltanto ad abitazione o studio professionale e ufficio, e se il regolamento, con tale contenuto, è regolarmente trascritto all’Agenzia delle Entrate (come stabilito dalla Corte di Cassazione 21024/16).

Se stai cercando l’occasione perfetta per aprire la tua attività e desideri trovare un immobile adatto a diventare una piccola struttura turistica, Pisa è la città giusta in cui investire!

Leggi il nostro articolo su come trasformare un immobile in un B&B, visita il sito dell’Agenzia Immobiliare Pegaso per prendere spunto e per maggiori informazioni contattami o vieni in Agenzia.

Insieme troveremo il luogo in cui potrai avviare la tua attività… ovviamente verificando in modo preventivo che non ci siano per te vincoli o restrizioni in merito!

Ti aspetto!

Elisabetta Senesi

 

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Agenzia Pegaso Immobiliare editor

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