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Edifici in bioedilizia: l’Italia è il quarto produttore in Europa.

Il settore della bioedilizia cresce velocemente in Italia, facendo registrare numeri importanti che evidenziano un trend positivo a conferma dell’interesse di committenti pubblici e privati per costruzioni che rispettano i principi della sostenibilità e riducono al minimo i consumi energetici.

La filosofia che sta alla base della bioedilizia è costruire rimanendo in linea con la sostenibilità ambientale e limitando al minimo l’impatto negativo sull’ambiente grazie all’impiego di materiali naturali (legno, paglia, pietre, argille ecc.) e l’utilizzo di fonti rinnovabili per alimentare l’edificio dal punto di vista energetico.

Infatti una casa rispettosa dell’ambiente è vantaggiosa per il nostro pianeta, ma anche per i suoi abitanti: le abitazioni che utilizzano soluzioni innovative ed eco-friendly sono più confortevoli e sane, migliorano la vita di chi le abita e riducono notevolmente gli sprechi grazie all’utilizzo di tecnologie che permettono di risparmiare sulle bollette garantendo migliori prestazioni energetiche.

Gli italiani stanno prendendo sempre più coscienza di tutto questo, così la bioedilizia si è fatta strada negli ultimi anni ed il mercato immobiliare del nostro Paese si è orientato in questo senso, dato che per chi cerca casa la sostenibilità rientra tra i fattori più importanti da tenere in considerazione.

A dimostrazione dell’interesse per la casa ecologica ci sono i dati del Rapporto Case ed edifici in legno di FederlegnoArredo, l’associazione confindustriale del settore.

L’indagine conferma la vitalità del settore e colloca l’Italia al quarto posto a livello europeo nella classifica dei produttori di edifici in legno.

In quanto a capacità produttiva e volumi di mercato gestiti, fanno meglio di noi solo Germania, Regno Unito e Svezia.

Possiamo dire che l’edilizia in legno nel nostro Paese sta vivendo una crescita rapida ed è anche in grado di affermarsi all’estero, sfruttando il riconoscimento e la forza del brand «made in Italy».

Infatti è aumentato il volume delle esportazioni (+112%) che, con un valore di 43 milioni, per la prima volta nel 2015 hanno superato le importazioni. I mercati di sbocco? Principalmente la Germania, che assorbe il 29% dell’export, seguita da Svizzera (18%), Croazia e Francia (entrambe 11%).

Nella nostra Penisola il maggior numero di abitazioni in bioedilizia si trovano in:

  • Lombardia (23%)
  • Veneto (19%)
  • Trentino Alto Adige (12%)
  • Emilia-Romagna (11%).

Anche le imprese impegnate in bioedilizia si concentrano più o meno in queste regioni: il 24% si trova in Trentino Alto Adige, il 22% in Lombardia e il 15% in Veneto (15%).

Se consideriamo le nuove costruzioni, quelle in legno rappresentano il 7% dell’intero mercato immobiliare del nostro Paese con un totale di 3.224 edifici: il 90% di questi rientra nel comparto residenziale, raggiungendo un valore complessivo di 700 milioni di euro.

Gli esempi di case costruite in bioedilizia sono sempre più diffusi su tutto il territorio italiano, Toscana inclusa.

Giusto pochi mesi fa ci siamo occupati proprio di questo argomento in un altro articolo del nostro blog, in cui abbiamo presentato un progetto realizzato nel Comune di Crespina Lorenzana a Pisa, dove è stata costruita una casa dalla struttura in legno lamellare prefabbricata, isolata grazie all’impiego di balle di paglia in blocchi compatti.

Si tratta di un edificio NZEB, cioè a impatto energetico pari a zero, totalmente green e a prova di terremoto, che rappresenta un esempio perfetto di ciò che concretamente può essere fatto seguendo un nuovo modo di progettare e costruire.

Continua a seguire il blog di Pegaso Immobiliare per conoscere tutti gli aggiornamenti  e le curiosità del settore e se vuoi metterti in contatto con l’Agenzia, clicca qui!

A presto con un nuovo articolo!

 

Lavori da casa? 5 consigli per organizzare il tuo studio.

L’home working sta diventando ormai una realtà sempre più consolidata.

Blogger, scrittori, grafici, liberi professionisti, ricercatori, informatici e molte altre figure professionali, grazie alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie, non hanno bisogno di recarsi in ufficio e possono lavorare direttamente da casa.

Sicuramente si tratta di una soluzione comoda, che non prevede spostamenti e consente di svolgere la propria attività tra le pareti domestiche, ma attenzione: la casa è il luogo dell’intimità familiare e questo implica dei problemi quando si parla di lavoro.

Infatti la nostra abitazione è ricca di comodità… e di distrazioni!

Quindi se non ci si impongono delle regole precise e non si organizza uno spazio adeguato che favorisca la concentrazione, qui può essere davvero molto difficile lavorare.

Come ritagliarsi il giusto spazio tra le pareti domestiche?

Segui i nostri 5 consigli per allestire al meglio uno studio in casa in cui trovare la tranquillità emotiva e mentale adatta a svolgere il tuo lavoro in modo efficace.

1.Organizza lo spazio.

Per avere uno studio adeguato non occorre molto spazio.

Basta un piccolo ambiente, possibilmente in una zona della casa più riservata e lontana da punti di passaggio come il corridoio o  dalle stanze più rumorose (la cucina ad esempio), in modo da favorire il silenzio e la concentrazione.

Poi sarà sufficiente organizzare la disposizione degli elementi d’arredo che ti occorrono e che, generalmente, non sono molti.

Ciò che ti serve davvero in questa stanza è:

  • la scrivania di dimensioni adeguate,
  • una sedia comoda,
  • lo spazio dove mettere la stampante e gli oggetti utili per la tua attività,
  • una libreria.

Se inserire un mobile a parete non è possibile, alla tradizionale libreria puoi preferire delle mensole (anche di vetro per dare più luminosità alla stanza) o piccoli mobili componibili.

L’importante è che, per quanto piccolo possa essere il tuo studio, ogni cosa sia sempre al suo posto.

Uno spazio organizzato porta ad un migliore ordine mentale che ti aiuterà nello svolgimento del tuo lavoro.

2.Lo studio deve rispecchiare la tua personalità.

Se è vero che nello studio devono esserci meno distrazioni possibili, è anche vero che circondarti di oggetti che rispecchiano il tuo gusto e la tua personalità ti aiuterà a sentirti a tuo agio.

La differenza tra lavorare a casa e lavorare in ufficio sta anche nella totale libertà che hai nel primo caso di personalizzare la tua postazione come più ti piace!

Nella scelta dell’arredamento dello studio puoi dunque sbizzarrirti optando per forme e colori che rendano la stanza per te familiare: anche la scrivania può diventare quel tocco personale che farà la differenza.

3.Sfrutta al massimo la luce naturale.

lo studio per lavorare da casaL’illuminazione della stanza è una questione da non sottovalutare mai nell’allestimento del tuo studio in casa.

La disposizione dei mobili deve favorire il passaggio della luce naturale.

Anche se può apparire un consiglio scontato, ricorda che è importante lavorare il più possibile con la luce naturale, sia per la salute degli occhi sia per il risparmio energetico.

Perciò la posizione ottimale per la scrivania sarà vicino alla finestra, meglio ancora se la luce colpisce da sinistra il tuo piano di lavoro.

Per lavorare la sera o nei giorni in cui la luce naturale non basta, ti sarà utile una bella lampada da tavolo che, illuminando la scrivania, ti consentirà di mantenere sempre alta l’attenzione su ciò che stai facendo.

In alternativa puoi adottare soluzioni estetiche, ad esempio mettere una striscia di luci a LED sul soffitto o un’applique.

4.Scegli colori neutri.

I colori neutri e tenui sono quelli più indicati per favorire la distribuzione della luce nella stanza, quindi sono da preferire per dipingere le pareti e l’arredamento in generale.

I toni di bianco, azzurro, beige, giallo chiaro rendono lo studio più luminoso e favoriscono la concentrazione, mentre i colori troppo accesi, come il rosso ad esempio, sono da escludere o usare solo per piccoli dettagli nella stanza.

5.Le piante sono le benvenute.

Un  tocco di verde non guasta mai, quindi sì alle piante nel tuo “ufficio domestico”.

Un po’ di vegetazione sul posto di lavoro porta calma ed ottimismo, quindi qualche dettaglio verde aiuterà sicuramente a rendere gradevole lo studio.

Quali piante preferire? Pare che i cactus abbiano la caratteristica di evitare disturbi come il mal di testa… provare per credere.

Stai cercando una nuova casa in cui ritagliarti uno spazio da dedicare al tuo lavoro? Contattami! Sicuramente con l’aiuto dell’Agenzia Immobiliare Pegaso troverai la soluzione perfetta per te!

Ti aspetto…

Elisabetta Senesi

In quali città d’Italia si vive bene? Pisa tra le migliori.

Cosa rende davvero vivibile una città? Quali sono realmente le condizioni che fanno sentire i cittadini felici e appagati di abitare in un luogo? La qualità di vita è un argomento trasversale, che va a toccare varie discipline, dalla filosofia all’economia, dalla politica alla sociologia.

Sta di fatto che il benessere è il risultato di tanti fattori che vanno a combinarsi tra loro e, a quanto pare, a Pisa sembrano essersi coordinati davvero bene.

A fine marzo il quotidiano Avvenire ha pubblicato una classifica sul “Ben Vivere” nei capoluoghi di provincia italiani, nella quale la nostra Pisa occupa un’onorevole sesta posizione, preceduta solo da Bolzano, Trento, Pordenone, Firenze e Parma.

Delle bellezze di Pisa ho già avuto modo di parlare in altri articoli su questo blog, perché ritengo che chiunque abbia avuto modo di visitare la nostra città sappia che la sua magia non si esaurisce con Piazza dei Miracoli e la Torre Pendente: queste sono le attrazioni più celebri e punto di partenza o di arrivo di molti itinerari, certo, ma al di là di questo, Pisa si svela una meravigliosa città d’arte ricca di piazze e palazzi storici degni di nota.

Una città piccola ma allo stesso tempo preziosa, un piccolo gioiello che trasuda storia e cultura in ogni sua strada. E senza dubbio tutto questo incide sul benessere di chi vive qui.

Dopotutto, il piacere di abitare in un luogo passa anche attraverso gli occhi e in quanto a meraviglie Pisa è a suo modo impareggiabile…

Ma la ricerca che ha prodotto la classifica del “Ben Vivere” non si è limitata a prendere come riferimento ambiente, turismo e cultura.

Sono stati valutati altri indici e Pisa si colloca nelle prime 10 posizioni della graduatoria in ben 7 parametri.

In particolare, il miglior piazzamento è nell’ambito della salute, dove la nostra città conquista il primo posto nazionale.

Ottimo, ovviamente, anche il risultato ottenuto per quanto riguarda l’istruzione; non potrebbe essere diversamente, dal momento che proprio di recente l’Ateneo Pisano è stato inserito tra i primi 100 al mondo in cinque discipline nella QS World University Rankings by Subject 2019, la classifica universitaria mondiale divisa per disciplina, confermando così la sua eccellenza.

Ecco gli altri risultati ottenuti dalla città in base ai singoli parametri considerati dalla ricerca “Ben Vivere”:

Accoglienza e politiche per la gestione dei migranti: 7° posizione

Capitale umano: 10° posto (istruzione, innovazione)

Ambiente, turismo e cultura: 10° posto (raccolta differenziata, inquinamento)

Servizi di sostegno alla persona (famiglie, anziani e giovani): 11° posto

Impegno civile: 21° posto

Inclusione economica: 27° posto (livelli di reddito, sviluppo banche, lotta alla povertà)

Relazioni sociali, demografia e famiglia: 31° posto

Lavoro: 40° posto (occupazione, occupazione giovanile, domanda/offerta).

Dai dati quindi emerge che Pisa è una città ideale in cui abitare, che garantisce una buona qualità della vita ai suoi cittadini e che, allo stesso tempo, ha ancora ampi margini di miglioramento.

Ti piacerebbe cercare qui la tua nuova casa? Contattami!

Ti aspetto in Agenzia per aiutarti a scegliere l’abitazione perfetta per te!

Elisabetta Senesi

Titolare dell’Agenzia Immobiliare Pegaso

I 7 errori che devi assolutamente evitare quando compri casa.

Prima o poi arriva per tutti il momento di cercare casa. Specialmente se l’intenzione è quella di acquistarla, la ricerca dell’abitazione giusta deve essere un’operazione da gestire in modo attento ed organizzato.

Per scegliere la casa adatta alle tue esigenze evitando di rimanere deluso o pentito del tuo acquisto, ecco i 7 errori che non devi commettere.

1. Cercare senza un criterio.

L’inizio della ricerca della casa giusta è senza dubbio uno dei momenti più entusiasmanti.

Hai in mente ciò che non deve mancare nella tua nuova abitazione, sei aperto a valutare più soluzioni e cerchi ispirazione lanciandoti in un’appassionata ricerca tra gli annunci immobiliari (il più delle volte online) per avere un’idea di cosa offre il mercato nella tua zona.

Tutto questo non è sbagliato, ma se i giorni passano e tu continui a cercare una casa che possa piacerti senza restringere il campo di ricerca non arriverai ad individuare gli immobili che possono veramente fare al caso tuo.

Perché perdere tempo?

2. Non informarsi sul mutuo.

Se già sai che per il tuo acquisto immobiliare farai ricorso ad un mutuo, è meglio contattare il prima possibile uno o più istituti di credito in modo che possano proporre dei preventivi.

Così facendo avrai più chiara la somma su cui potrai fare affidamento quando troverai la casa per te e saprai a quale banca rivolgerti.

Di solito per il mutuo viene concesso un importo che non supera l’80% del valore del bene da acquistare; nei casi in cui si supera questa percentuale sono richieste maggiori garanzie e vengono applicate condizioni meno vantaggiose per il cliente.

Perciò valuta bene la soluzione che nel tempo per te risulta più conveniente.

3. Tentare il passo più lungo della gamba.

Una casa ti piace moltissimo ma il prezzo per te è fuori budget?

Non fare il passo più lungo della gamba! Una proposta d’acquisto fatta sull’onda dell’entusiasmo potrebbe portarti presto a pentirti…

Non lasciarti abbagliare e fai sempre le tue valutazioni in modo razionale tenendo conto delle tue reali possibilità anche perché, come vedremo al prossimo punto, nell’acquisto di un immobile c’è da tenere conto non solo del prezzo di vendita da corrispondere al proprietario dell’immobile, anche di varie spese extra…

4. Non calcolare tutte le spese.

A tuo carico ci sono alcune spese legate alla compravendita:

  • l’onorario notaio, che dovrà stipulare l’atto di compravendita e l’atto di mutuo; di conseguenza dovrai pagare
    due onorari direttamente proporzionali rispettivamente al prezzo dell’immobile e all’ipoteca che verrà
    iscritta a garanzia del mutuo;
  • le imposte dovute allo Stato, che variano se si acquista come prima o seconda casa da un
    privato o da un’impresa costruttrice, e in presenza di mutuo ipotecario l’imposta sostitutiva sull’importo
    erogato;
  • la provvigione dell’agente immobiliare;
  • le spese legate alla stipula del mutuo.

Le voci sono varie, quindi per non avere sgradite sorprese è buona norma conoscere preventivamente tutti i costi che andrai ad affrontare. In questo il tuo agente immobiliare potrà senz’altro essere d’aiuto.

→ Hai bisogno di una consulenza? Contatta subito l’Agenzia Immobiliare Pegaso!

5. Non considerare eventuali lavori di ristrutturazione.

Prima di acquistare, chiediti sempre se l’immobile ha bisogno di qualche lavoro di ristrutturazione e di che entità.

Questo andrà ad incidere non solo sul budget, ma anche sulle tempistiche: se stai cercando casa in fretta perché hai l’esigenza di trasferirti nel più breve tempo possibile, ovviamente scegliere un’abitazione che necessita di essere messa a nuovo non sarà una decisione conveniente.

6. Non effettuare le verifiche preliminari.

Prima di intraprendere un acquisto importante come quello della tua casa, ci sono delle verifiche preliminari che non puoi trascurare.

Per prima cosa dovrai accertare che l’immobile:

  • sia di piena proprietà di chi vende e conoscere come ne è entrato in possesso
  • non sia gravato da trascrizioni, pignoramenti, vincoli, azioni giudiziarie o ipoteche non evidenziate dal venditore.

Inoltre devi controllare la regolarità urbanistica e catastale del bene; nel caso in cui emergessero difformità, il venditore dovrà provvedere a sanarle a sue spese prima dell’atto di compravendita.

Per approfondire questo argomento, ti suggeriamo di leggere anche questo articolo cliccando qui.

7. Lasciarsi prendere dalla fretta.

Potrà sembrare un errore banale, ma è sicuramente tra i più frequenti.

Spesso l’eccessiva fretta di comprare una casa che sembra quella giusta fa perdere alternative più valide.

Avere un po’ di pazienza porta i suoi frutti e se sarà un agente immobiliare a consigliarti senza dubbio sarai in grado di valutare tutte le soluzioni adatte a te.

Comprare una casa è una scelta che, a livello economico e non solo, si ripercuote sulla vita di una persona per anni.

Dunque, prima di decidere, devi essere davvero convinto: affrontare la compravendita con un professionista che renda tutto facile e sicuro ti aiuterà a vivere la tua esperienza d’acquisto nel modo giusto.

Vuoi comprare un immobile nella zona di Pisa? Contattami e comincia subito a cercare con Pegaso Immobiliare la tua nuova casa!

Elisabetta Senesi

Titolare dell’Agenzia Immobiliare Pegaso

Vendere casa affittata: quando l’inquilino ha diritto di prelazione?

Che succede quando si decide di vendere una casa di proprietà, ma l’immobile è affittato? In quali circostanze l’inquilino ha diritto di prelazione?

Mentre è in corso una locazione, può capitare che ad un certo punto il proprietario abbia bisogno di ottenere liquidità in breve tempo e decida di vendere la casa.

La prima cosa da dire è che ne ha tutto il diritto, dal momento che l’immobile gli appartiene, e che può farlo senza restrizioni.

Infatti vendere una casa locata con contratto ancora in essere è consentito dalla legge: secondo quanto stabilito all’articolo 1602 del Codice Civile, l’acquirente “subentra, dal giorno del suo acquisto, nei diritti e nelle obbligazioni derivanti dal contratto di locazione”, diventando ufficialmente per l’inquilino il nuovo padrone di casa.

Ma in alcuni casi è possibile che l’affittuario abbia una precedenza sugli aspiranti acquirenti e possa esercitare il diritto di prelazione.

Che cos’è il diritto di prelazione?

Il diritto di prelazione è quello che permette a un soggetto di essere preferito rispetto ad altri e alle stesse condizioni.

Questo significa che l’affittuario, se interessato, sarebbe il primo ad avere la possibilità di acquistare la casa e che a parità di prezzo il locatore è tenuto a preferire il proprio inquilino rispetto ad altri possibili acquirenti.

Quando può essere esercitato il diritto di prelazione?

I contratti di locazione per immobili ad uso abitativo sono solitamente 4+4 o 3+2, ovvero prevedono una durata rispettivamente di 4 o di 3 anni, con la possibilità di rinnovo automatico per un altro periodo, che sarà di ulteriori 4 anni nel primo caso e di 2 nel secondo.

Il diritto di prelazione sussiste soltanto se il locatore disdice il contratto di locazione alla prima scadenza dei 4 o dei 3 anni, a seconda del contratto, e non risulta proprietario di altri immobili a uso abitativo salvo quello eventualmente adibito a propria abitazione.

Quindi se alla prima scadenza contrattuale il proprietario è intenzionato a vendere il proprio appartamento, deve comunicare al suo inquilino condizioni e corrispettivo della compravendita e quest’ultimo dovrà a sua volta comunicare il diritto di prelazione entro 60 giorni dalla ricezione della comunicazione.

Così facendo si concede all’affittuario la possibilità di acquistare la casa a preferenza sugli altri ipotetici e potenziali acquirenti.

In tutti gli altri casi (se la vendita interviene dopo la prima scadenza contrattuale o se il proprietario ha altri immobili ad uso abitativo) non c’è nessuna prelazione; tuttavia il decreto ministeriale 30 dicembre 2002 (art. 1) stabilisce che il proprietario dell’immobile può comunque scegliere di sua iniziativa di concedere tale diritto al conduttore.

Le eccezioni.

Dobbiamo inoltre sottolineare che ci sono alcune circostanze in cui, anche in presenza dei requisiti che abbiamo visto sopra, non è comunque possibile che la prelazione sussista.

Nello specifico:

  • se l’immobile è in comproprietà tra il locatore e altri soggetti a titolo di comunione ereditaria, il diritto di prelazione dei coeredi (stabilito all’articolo 732 del Codice Civile) fa passare in secondo piano quello dell’inquilino;
  • se la vendita è destinata al coniuge del locatore o ai suoi parenti entro il secondo grado, all’inquilino non spetta alcun diritto.

Vuoi saperne di più? Lascia le tue domande in un commento oppure contattaci!

L’Agenzia Immobiliare Pegaso è a disposizione per chiarire i tuoi dubbi in materia di locazione o compravendita.

Ti aspettiamo!

 

Animali in condominio: quali si possono tenere?

Sono moltissime le famiglie italiane che ospitano tra le mura di casa un animale domestico e non sempre si tratta di cani o gatti.

C’è chi sceglie specie più insolite… ma cosa dice la legge in merito? Ecco quali sono gli animali che puoi tenere se abiti in condominio.

Nel nostro articolo dedicato a come allestire una perfetta casa pet friendly abbiamo fatto riferimento al diritto di ciascun condòmino a tenere un animale.

Infatti l’art. 16 della legge 220/2012 del Codice Civile stabilisce che il regolamento condominiale non può vietare di possedere animali nel proprio appartamento, quindi gli altri inquilini dell’edificio non possono deliberare disposizioni limitanti o che annullino tale diritto.

Tuttavia è giusto precisare che qualche limite c’è, dal momento che tale possibilità coesiste con la necessità di seguire delle regole di condotta nel rispetto degli altri condòmini.

Per quanto riguarda quali animali si possono ospitare, facciamo luce su quanto è scritto nell’articolo 1138 del Codice Civile. All’ultimo comma si legge:

le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici.

Se la liberalizzazione degli animali nel condominio e la nuova impostazione giuridica sono state viste da molti come una vittoria di civiltà, non sono comunque mancate polemiche legate alla terminologia adottata.

Infatti nella prima stesura della norma si parlava di “animali da compagnia”, mentre nel testo definitivo si parla di “animali domestici”. Il legislatore ha usato questa terminologia pensando di evitare così la presenza di animali esotici in appartamento: il termine “animale domestico”, infatti, da un punto di vista legale appare più ristretto rispetto a quello di “animale da compagnia”.

In realtà la scelta non ha avuto l’effetto sperato e ha dato origine ad ulteriori dubbi: se da un lato si è vietata la detenzione di serpenti, iguane e altri animali selvatici ed esotici in genere, dall’altro si darebbe libero accesso al condominio ad animali come il maiale (che è domestico) e si taglierebbero fuori criceti, coniglietti, tartarughe e furetti (che non lo sono).

Considerando però che il coniglietto è il terzo animale più presente all’interno delle case degli italiani (con circa 2 milioni di esemplari) e che criceti, pesci o canarini non potranno mai costituire un pericolo per l’incolumità pubblica, è bene rapportarsi soprattutto alla nozione che la società ha accolto di “animale domestico”.

Quindi il termine impiegato è improprio ed è stato assunto più nel senso comune che legale, tanto più che non esiste una terminologia legislativa che determini chi è effettivamente l’animale domestico.

Molti degli animali che ospitiamo nei nostri appartamenti, anche se non sono domestici in senso proprio, vengono ritenuti animali d’affezione da poter tenere in casa senza problema e, in fin dei conti, se lo scopo della norma è quello di impedire le liti per animali che possono arrecare molestie ai vicini di casa, è ovvio che le deve essere assegnato un significato diverso rispetto a quello letterale.

Tuttavia, a voler essere pignoli, l’equivoco resta e sulla base del Codice Civile si corre il rischio di vedersi opporre un veto approvato a maggioranza in condominio.

Vuoi saperne di più? Se hai bisogno di altre informazioni per vivere sereno in condominio lascia un commento oppure contatta l’Agenzia Pegaso Immobiliare.

Siamo a disposizione per rispondere a qualsiasi dubbio.

A presto.

Arredare e dipingere casa: i 5 colori più adatti secondo il Feng Shui.

Devi dare personalità alla tua nuova casa o hai semplicemente voglia di rinnovare la tua abitazione? Colorala nel modo giusto! Dipingi le pareti con tonalità diverse e dai un tocco di stile scegliendo elementi di arredo in tinta… e il gioco è fatto.

Ma attenzione ai colori: secondo un’antica arte cinese, il Feng Shui, ogni scelta cromatica che facciamo tra le pareti domestiche ha dei precisi effetti sul nostro umore. Scopriamo insieme il significato dei colori nel Feng Shui.

Il Feng Shui è un’arte orientale che si propone di supportare l’architettura tradizionale nella progettazione delle abitazioni e nella scelta dell’arredamento. Il principio di base è che gli spazi devono essere organizzati in modo da creare armonia tra l’interno e l’esterno della casa e favorire la giusta distribuzione di energia per creare ambienti belli, in cui gli abitanti della casa possano sentirsi sereni.

La disposizione dei mobili non è l’unico fattore ad incidere sulla felicità in casa secondo il Feng Shui: anche i colori di cui ci circondiamo hanno un significato.

Perciò, se intendi tinteggiare da zero la tua nuova casa o ridipingere le pareti per dare una rinfrescata alle stanze, divertiti ad identificare i colori più adatti alla tua personalità. Ecco qualche suggerimento per decidere.

  1. BLU: colore del rilassamento, tanto che si dice sia in grado di abbassare la pressione sanguigna e la frequenza dei battiti cardiaci. Di solito è consigliato per camere da letto e spesso per il bagno ma, in qualsiasi stanza venga usato, è in grado di trasmettere serenità. Quindi è adatto anche al soggiorno, ma attenzione alla scelta delle sfumature giuste: un blu troppo scuro come colore dominante in un ambiente può comunicare tristezza. Meglio bilanciarlo con elementi d’arredo dai colori neutri o caldi.
  2. VERDE: adatto sia alle camere che agli ambienti condivisi, rilassa gli occhi e allo stesso tempo allevia lo stress  e favorisce la socialità e la concentrazione. Ciò lo rende perfetto per la camera dei bambini, specialmente nelle tonalità verde acqua e pastello. Vuoi scoprire tutti i colori giusti per questo ambiente? Leggi il nostro articolo Scegli i colori più adatti per la camera del tuo bambino.
  3. ROSSO: rappresenta il fuoco per il Feng Shui, simboleggia l’amore e porta fortuna e felicità in casa. Anche se è di buon auspicio, questo colore deve essere usato con criterio: come l’arancione, non si addice alle camere da letto, perché aumenta l’energia nella stanza e non è un valido alleato per il riposo notturno. Utilizzarlo invece in cucina o in sala da pranzo aiuta la digestione e stimola la conversazione.
  4. GIALLO: colore del buon umore, è perfetto per la cucina, dove i colori devono comunicare allegria ed energia. Inoltre ha la capacità di illuminare e rendere accoglienti anche piccoli spazi.
  5. BIANCO: richiama la buona fortuna e la pace, illumina gli spazi ed ha il grande vantaggio di sposarsi bene con tutti i colori circostanti, valorizzandoli. Ma da solo non basta. Un ambiente completamente bianco appare freddo e di certo poco accogliente, quindi è consigliabile ravvivarlo accostandolo ad altri colori per evitare l’effetto asettico.

La scelta quindi non deve essere casuale, ma adeguata ad ogni ambiente.

E tu? Quali colori preferisci? Faccelo sapere lasciandoci un commento!

E se stai cercando una nuova casa in cui sbizzarrirti con i colori che ami di più, contattaci! L’Agenzia Pegaso Immobiliare ti accompagnerà nella tua ricerca; a presto!

 

L’agente immobiliare: perché è indispensabile nella trattativa?

Quando ci si trova di fronte all’esigenza di acquistare o vendere un immobile troppo spesso l’intervento dell’Agenzia Immobiliare nell’operazione viene percepito come qualcosa di superfluo, non necessario e, soprattutto, come un costo aggiuntivo.

Certamente, proprio come il lavoro di qualsiasi altro professionista, anche quello dell’agente immobiliare deve essere retribuito, ma ciò che è importante sottolineare è che la sua intermediazione non è affatto inutile ma, al contrario, è indispensabile per il buon esito della trattativa.

Volendo pesare costi e benefici legati alla consulenza di un esperto del settore nella compravendita, di sicuro la bilancia pende dalla parte dei benefici.

Oggi ci concentriamo soprattutto sul ruolo che il mediatore riveste in una fase delicatissima della vendita di un immobile: la trattativa.

Quando si parla di trattativa il pensiero di solito va subito al tira e molla sul prezzo tra proprietario ed acquirente. In realtà non si tratta solo di accordarsi sull’aspetto economico dell’affare, ma anche su altri fattori determinanti come ad esempio i tempi o le condizioni di pagamento.

L’agente immobiliare conosce le specifiche esigenze sia del venditore sia dell’aspirante acquirente, perciò da abile negoziatore sa su quali elementi può far leva per giungere alla conclusione del contratto.

Su queste basi, consiglierà ad entrambe le parti come accomodare il prezzo, quali tempistiche suggerire per la stipula del compromesso o del rogito ecc., fino ad individuare il modo migliore per far combaciare tutte le richieste come se fossero tanti pezzi di un puzzle, facendo così incontrare domanda ed offerta e soddisfacendo gli interessi di tutti.

Nella trattativa l’agente immobiliare è il vero protagonista, l’unico in grado di scongiurare scelte avventate che potrebbero far sfumare occasioni d’oro e di consigliare la corretta gestione di offerte e controfferte.

Spesso è difficile trovare un punto di incontro, ma se è un professionista del settore ad impostare la negoziazione sei di certo in buone mani.

Si tratta di gestire un equilibrio sottile che deve bilanciare la necessità di vendere (senza svendere!) del proprietario con l’interesse all’acquisto dell’acquirente.

Vendendo casa da soli c’è il pericolo di non riuscire a guardare in modo oggettivo la situazione, si è troppo coinvolti personalmente… e magari poco esperti di intermediazione!

Inoltre un professionista del settore è indispensabile perché qualsiasi trattativa immobiliare che si rispetti implica necessariamente un’analisi accurata della documentazione relativa al bene.

Sicuramente il fatto che la vendita dell’immobile sia affidata ad un’Agenzia seria rappresenta una garanzia per chi compra: l’agente deve aver visionato le carte ed è tenuto a fornire in modo corretto tutte le informazioni necessarie sulle condizioni generali dell’immobile, sulla sua conformità alle norme edilizie e urbanistiche e sulla presenza di eventuali vincoli, ed è civilmente responsabile se la casa nasconde l’esistenza di servitù, ipoteche, pignoramenti, oppure se fornisce dati falsi.

Tutto questo a tutela delle parti e a vantaggio della sicurezza dell’operazione.

In conclusione, l’agente non è un costo inutile, ma la soluzione che ti permetterà di rendere semplice e sicura la tua compravendita.

Se stai cercando chi possa offrirti un servizio accurato e di qualità nella zona di Pisa, contatta l’Agenzia Pegaso Immobiliare!

Da sempre siamo attenti alla tutela del cliente, in modo che chi chiede la nostra assistenza per intraprendere la vendita o l’acquisto di un immobile possa farlo con la tranquillità di essere in mani sicure.

Ci teniamo a proporre solo il meglio e lavoriamo con chiarezza e competenza, affinché chi si rivolge a noi capisca che può darci la sua piena fiducia.

Ti aspettiamo!

Casa pet friendly: l’abitazione perfetta per il tuo amico a 4 zampe.

In media una famiglia italiana su tre (33%) ospita in casa almeno un animale da compagnia. Gli italiani vivono con sette milioni e mezzo di gatti e sette milioni di cani e i dati registrano una costante crescita del numero di amici a quattro zampe, che si accompagna ad un aumento delle spese per curarli, nutrirli… e anche viziarli.

Gli animali all’interno della famiglia portano gioia, divertimento, tranquillità e sicurezza e, secondo i proprietari, contribuiscono anche a migliorare la qualità della vita e hanno effetti positivi sulla salute psicologica.

Come ricompensare i nostri amici per tutti i benefici che portano in famiglia? Sicuramente offrendo loro la possibilità di abitare in una casa adatta.

Ecco qualche consiglio per avere una casa pet friendly che renda davvero piacevole la vita dei nostri animali tra le mura domestiche.

Lo spazio necessario.

In Italia non esistono norme che indichino requisiti minimi di spazio che il proprietario deve riservare al suo amico peloso, né limiti precisi per il numero di animali domestici che si possono accudire in casa… ma questo non vuol dire di certo che sia possibile ricreare una colonia felina in salotto!

Tutto viene rimandato al buonsenso di chi decide di vivere con animali domestici: ovviamente chi detiene cani di taglia grande o molto grande dovrebbe avere spazi adatti e riservati, ad esempio un bel giardino in cui il suo amico possa sentirsi libero di giocare.

Quando si accoglie un cucciolo di cane, che sembra più un peluche che un essere con precisi bisogni, si deve subito pensare che, qualunque sia la sua taglia, è necessario che in casa siano ricavati degli spazi per lui e che abbia un giaciglio comodo.

È indispensabile un luogo dedicato, dove sono le sue cose: cuccia, ciotole, giochi ecc., in una zona tranquilla dell’abitazione, in cui il cane possa riposare senza essere disturbato. Meglio evitare luoghi particolarmente rumorosi o di passaggio come l’ingresso o la cucina.

Ma, sebbene abbia il suo spazio, il cane diventa a tutti gli effetti un nuovo membro della famiglia, di conseguenza deve conoscere tutti gli ambienti della casa e non può essere tenuto chiuso in una sola stanza.

Per i cani che trascorrono molto tempo in giardino è bene fornire una cuccia in materiale impermeabile e isolante che offra al bisogno anche riparo dal freddo e dalle intemperie.

In casa ci sono le scale? Non rappresentano un problema né per il cane né per il gatto adulto. Invece potrebbero portare a sollecitare troppo le articolazioni di soggetti più anziani e cuccioli.

L’igiene della casa.

Vivere in un ambiente pulito e igienizzato comporta per il tuo animale meno rischi di contrarre malattie. L’igiene della casa, infatti, condiziona anche la salute dell’animale, molto più di quanto si possa pensare.

Un ambiente non curato può diventare favorevole alla proliferazione di parassiti come pulci e zecche. Perciò è fondamentale pulire i pavimenti neutralizzando i germi con detersivi disinfettanti (indicati come “presidi medico-chirurgici”) o con la candeggina, che possono essere utilizzati senza problemi; basterà tenere l’animale a distanza durante le pulizie, fino a quando la stanza non sarà asciutta e ben ventilata.

Inoltre si devono pulire regolarmente le cucce e le lettiere con disinfettanti specifici ed antiparassitari ambientali.

Attenzione agli odori forti e ai deodoranti per la casa: i nostri amici a 4 zampe hanno un senso dell’olfatto molto sviluppato, quindi possono dimostrarsi particolarmente sensibili a odori che invece per noi sono piacevoli. Meglio evitare quelli più intensi, specialmente in prossimità della loro zona di riposo.

Animali in condominio.

La legge 220/2012 del Codice Civile all’art.16 stabilisce che il regolamento condominiale non può vietare di possedere o detenere animali domestici, dunque non possono essere deliberate dagli altri condòmini disposizioni limitanti o che annullano il diritto di tenere animali.

Tuttavia è giusto precisare che tale diritto non è privo di limiti, dato che la possibilità di tenere animali domestici coesiste con la necessità di seguire delle regole di condotta (spesso previste nello stesso regolamento), nel rispetto degli altri abitanti dell’edificio.

Se vivi in condominio, dovrai avere cura di non lasciare libero il tuo animale nelle aree comuni (compreso il cortile condominiale), fare attenzione che non rechi danni a proprietà altrui e che non faccia rumori molesti di notte e di giorno che superino la normale tollerabilità.

Cerchi una casa indipendente in cui poter vivere felice con il tuo amico a 4 zampe? Cerca sul sito dell’Agenzia Pegaso Immobiliare di Pisa la soluzione perfetta per te, magari con un bel giardino in cui potrai giocare e trascorrere del tempo indisturbato col tuo animale.

Contattaci per maggiori informazioni! Ti aspettiamo!

#10YearsChallenge arredamento. Ecco cos’è cambiato nelle nostre case.

Sui social spopola la 10 Years Challenge, la sfida che invita a mettere a confronto una foto di 10 anni fa con uno scatto di oggi. Un semplice giochino per mostrare quanto siamo cambiati nel corso del tempo e che in questo articolo ci divertiamo ad applicare anche alla casa.

Ecco come si sono trasformate le tendenze in fatto di arredamento dal 2009 ad ora.

Se con la memoria facciamo un salto indietro nel tempo e torniamo al 2009, vediamo che i gusti in fatto di arredamento sono un po’ cambiati.

10 anni fa chi sceglieva una nuova cucina si orientava o su una soluzione classica in legno, oppure su modernissime cucine in laminato con ante lucide (in colori anche molto accesi), belle e pratiche da pulire.

Ecco che coloro che hanno osato di più magari ancora oggi si trovano in casa una cucina color prugna, rosa o verde: una scelta vistosa e sicuramente di impatto, forse destinata a stancare un po’ nel tempo…

10 years challenge arredamento

Andava forte l’arredamento bicolore, sia per il living che per le cucine: le tonalità a contrasto davano carattere agli ambienti. L’abbinamento più riuscito? Sicuramente quello chiaro-scuro, tra mobili in legno o laminato chiaro (panna o beige) ed elementi d’arredo wengè o nero.

Le sedie più vendute erano quelle dalle linee più slanciate, con lo schienale alto e la seduta in ecopelle o in tessuto imbottite, in grado di dare un tocco elegante sia alla cucina sia alla sala, dove di solito si sceglieva di inserire un divano abbinato. I colori preferiti? Il nero, il marrone scuro e il bianco, tutti molto versatili e adattabili ad ogni stile.

I primi anni 2000 sono anche quelli del boom dei letti contenitore che, grazie al loro capiente vano sotto alla rete a doghe, permettono di sfruttare al massimo ogni spazio e riporre le cose che nell’armadio proprio non entrano. Una buona risposta al bisogno di spazio, avvertito specialmente nelle case meno generose in quanto a mq a disposizione.

Se sfogliamo un catalogo del 2009 probabilmente a colpirci, oggi come allora, sono le numerose soluzioni di letti con testiera alta imbottita solitamente nelle varianti chiare, bianco e panna, spesso trapuntata e talvolta impreziosita da swarovski, per chi desidera dare un tocco “splendente” alla propria camera.

Anche oggi questo tipo di letto è ricercato, ma la maggior parte di coloro che acquistano l’arredamento per il proprio nido sembra preferire soluzioni sempre più minimal.

Così ci si orienta su letti con testiera più bassa (a volte quasi inesistente) e mobili dalle linee essenziali.

Ogni ambiente della casa deve essere accogliente e minimale evitando il superfluo, così come insegna uno stile molto amato in questi ultimi tempi: quello nordico, in cui regnano luce, praticità e forme geometriche.

Divani morbidi e comodi hanno cambiato colore, passando al grigio come tonalità più scelta degli ultimi mesi.

Oltre al grigio, i colori neutri come il tortora, il beige, il ghiaccio, il cipria, vengono usati per creare ambienti eleganti e luminosi senza correre il rischio di commettere errori di stile: queste tonalità intramontabili sono il punto di partenza per realizzare abbinamenti cromatici di grande effetto e offrono molti spunti creativi.

10 years challenge arredamento

In cucina tornano le ante bianche e il color legno in tutte le sue varianti: il tocco di colore che nel 2009 era l’arredamento a conferire, adesso spetta ai complementi d’arredo o alle pareti darlo. Infatti anche in questa zona della casa si predilige la semplicità.

Il vero cambiamento avvenuto nelle nostre case però non sta nei colori o nella forma dei mobili, quanto nell’importanza che la tecnologia ha assunto tra le mura domestiche.

Secondo recenti sondaggi, la maggior parte degli italiani sogna una casa sempre più smart. I nuovi sistemi di automazione domestica, siano essi applicazioni per il controllo da remoto o il funzionamento coordinato di più dispositivi elettronici, rispondono in modo soddisfacente alle esigenze di comfort, risparmio energetico e praticità e coinvolgono praticamente ogni aspetto della cura della casa.

Infatti questa evoluzione tecnologica non riguarda solo l’impianto di sicurezza o quello termico; per capirlo basta pensare agli elettrodomestici della cucina: dal piano cottura ad induzione al forno, tutto è touch screen e molti apparecchi permettono di impostare “scenari” personalizzati, controllabili a distanza.

In 10 anni la tecnologia ha fatto molti passi avanti ed oggi è più accessibile acquistare un elettrodomestico smart di ultima generazione.

Di quali trasformazioni sarà protagonista la casa nei prossimi 10 anni? Continua a seguire il blog dell’Agenzia Pegaso Immobiliare per saperlo: siamo qui proprio per raccontare tutte le novità!

E se stai cercando dei professionisti validi che ti aiutino nel tuo percorso di compravendita o locazione di un immobile a Pisa, contattaci! Saremo felici di offrirti il nostro supporto.

A presto con un nuovo articolo.

 

Compri casa? Con l’agente immobiliare anche la tua mente è più pronta!

Come funziona il nostro cervello quando si decide di comprare casa? In che modo si può essere certi di scegliere l’immobile giusto? Ecco perché seguire i consigli dell’agente immobiliare aiuta anche la mente.

Comprare un immobile prevede delle procedure delicate, che richiedono attenzione e competenze specifiche. Le agenzie immobiliari possono rivelarsi un valido aiuto per evitare di imbattersi in spiacevoli inconvenienti, ma anche un sostegno indispensabile nel trovare la casa più adatta alle proprie esigenze.

Per evitare scelte azzardate i consigli di un professionista immobiliare sono più preziosi di quanto tu possa immaginare…

Ogni giorno la nostra mente si trova ad elaborare problemi, trasformandoli rapidamente in soluzioni; non ce ne accorgiamo, ma il nostro cervello prende decisioni continuamente, elaborando informazioni per trasformarle in una varietà di soluzioni. Per farlo, percepisce e agisce in molti modi diversi a seconda del contesto, affronta situazioni nuove e cambia punto di vista.

Gli psicologi chiamano “Construal Level Theory” un’interessante teoria che descrive il modo in cui il nostro cervello pensa a cose, decisioni e problemi in relazione alla loro distanza.

La nostra mente infatti è programmata per elaborare e risolvere problemi immediati e quando prendiamo decisioni quotidiane che hanno a che fare con azioni a breve termine è più accurata rispetto a quando riflettiamo su azioni a lungo termine.

Ne consegue che più un progetto è pianificato lontano nel tempo, più siamo superficiali e facciamo fatica ad affrontare la questione in modo concreto.

Buona parte degli errori che si possono commettere nell’acquisto di una casa derivano proprio da questo nostro modo di pensare “vago” rispetto ai progetti a lungo termine e dal fatto che la mente non è in grado di vedere tutte le difficoltà possibili fino a quando non ci saremo davvero calati nel nuovo contesto. Ma allora sarà troppo tardi…

Ecco che una volta acquistato l’immobile, ci si trova a fare i conti con spazi che ricordavamo essere diversi, spese non preventivate (che però si sarebbero potute prevedere con un po’ di attenzione in più o un sopralluogo con un esperto), un quartiere più rumoroso di quanto ci aspettavamo…

Ma il modo per prevenire un possibile pentimento futuro c’è. Per essere sicuro di scegliere la casa giusta cerca di ridurre mentalmente la distanza che ti separa dalla vita che potresti avere in un immobile e immaginati in quel contesto.

Non devi tralasciare nessun aspetto e, se una casa ti fa innamorare da subito, non limitarti ad una sola visita prima di fare la tua proposta d’acquisto, ma torna a vederla più volte, magari in vari momenti della giornata in modo da verificare la sua esposizione rispetto al sole e capire se la zona è generalmente tranquilla.

Come può essere utile l’agente immobiliare in tutto questo? Il suo supporto è indispensabile per dare sicurezza alla tua scelta e un aspetto reale alla tua decisione.

L’agente immobiliare grazie alla sua esperienza sa quali possono essere le potenzialità o il tallone di Achille di un immobile; conoscendo le tue esigenze specifiche li metterà in luce, in modo che tu non ti invaghisca dell’immobile sbagliato, che non rispecchia quello che stai cercando.

Avvalendosi di una rete di collaboratori esterni, ti metterà in contatto con un architetto, un geometra e vari professionisti che potranno offrirti una consulenza per darti un’idea chiara dei possibili lavori che potresti (o dovresti) fare su un immobile, così che tu possa conoscere da subito le spese reali alle quali andrai incontro scegliendolo.

Ciò di cui hai bisogno è l’aiuto di chi non solo non è emotivamente coinvolto quanto te nella ricerca della nuova casa, ma ti offre un punto di vista professionale aiutandoti a definire in modo razionale ciò che è meglio per te. E in questo la figura più indicata è proprio quella agente immobiliare.

Stai cercando un professionista che meriti davvero la tua fiducia per il tuo acquisto immobiliare nella zona di Pisa e provincia? Contatta subito l’Agenzia Pegaso Immobiliare  e vieni a scoprire tutti i nostri servizi!

Siamo pronti per intraprendere con te questa avventura!

 

Come intervenire sul tuo immobile per aumentarne il valore.

In Italia è tornata la voglia di diventare proprietari di un immobile. I dati registrati nel 2018 sono molto incoraggianti: nel corso di tutto lo scorso anno c’è stato un costante incremento delle compravendite.

È evidente che la maggiore disponibilità delle banche ad erogare mutui, i tassi particolarmente vantaggiosi ed i prezzi che in media ancora non sono tornati a salire hanno rimesso in moto il settore.

Secondo le previsioni di mercato anche nel 2019 continueremo a vivere il ritorno all’investimento a livello nazionale, perciò se hai in mente di vendere la tua casa o una seconda proprietà, il momento è favorevole, data la domanda crescente.

Ma come è possibile aumentare il valore del tuo immobile? Ecco come puoi intervenire con lavori più o meno impegnativi per ottenere il massimo guadagno dalla vendita in tempi rapidi.

PICCOLI INTERVENTI SULL’IMMOBILE.

Qualche ritocchino al look della tua casa, specialmente se quello che stai per mettere in vendita è un immobile un po’ datato, sarà senza dubbio d’aiuto per dare un’accelerata alla vendita. Effettuare grandi opere di ristrutturazione, che implicherebbero un eccessivo investimento di tempo e denaro, non è sempre necessario.

Basterà sistemare il giardino, effettuare piccole riparazioni, dare una rinfrescata agli ambienti tinteggiando le pareti, rivedere gli spazi in maniera più funzionale, eliminare gli elementi d’arredo superflui ecc.

La tua casa deve apparire curata, in ordine, accogliente e luminosa.

È su questi principi che si basa anche l’home staging, la tecnica che consiste nell’allestire una casa valorizzandone le caratteristiche, facendola apparire come un oggetto in vetrina, per far leva su elementi emozionali e favorire il colpo di fulmine commerciale con i compratori, accelerando così la vendita o la locazione.

Per saperne di più leggi il nostro articolo: “Valorizza il tuo immobile con l’Home Staging per venderlo più velocemente”.

LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE.

Si stima che una casa ristrutturata aumenti il proprio valore fino al 19%, con un guadagno del 12% al netto delle spese per i lavori.

Di certo una casa da poco messa a nuovo è più attraente di un’abitazione che non potrà essere abitata prima di aver subìto degli interventi, perciò si vende prima. Certo, esiste una fetta di compratori che cercano proprio case da ristrutturare per il loro investimento, in modo da strappare un prezzo più basso rispetto alla media, per poi dedicarsi ai lavori con cui personalizzeranno la casa in base alle proprie esigenze. Ma, nella maggioranza dei casi, l’acquirente-tipo cerca qualcosa di “potenzialmente abitabile da subito”.

Gli acquirenti sono sempre più attenti ai consumi e all’efficienza degli immobili, perciò investire in lavori che permettano non solo di mettere a norma impianti e la struttura in genere, ma che contribuiscano a migliorare la classe energetica, può essere una soluzione valida per rendere la casa molto più appetibile sul mercato.

Non è da sottovalutare inoltre la possibilità di recuperare parte delle spese sostenute grazie ad incentivi fiscali come il Bonus Ristrutturazioni, l’Ecobonus (con cui si possono recuperare il 50% o addirittura il 65% dei costi in base alla tipologia di intervento) o il Green Bonus, prorogati anche per il 2019.

Una volta venduto l’immobile, le detrazioni di norma passano all’acquirente, ma al momento del rogito è possibile optare per la loro conservazione, potenziando così il risparmio.

In ogni caso ricorda che gran parte degli immobili che restano invenduti a lungo, rimangono sul mercato mesi e mesi senza suscitare interesse a causa di un prezzo di vendita inadeguato. Se la richiesta del proprietario non è allineata al mercato di zona e alle condizioni effettive del bene, sarà davvero difficile trovare un acquirente.

L’unico modo per avere la certezza di aver fissato un prezzo di vendita vero è lasciare che sia un agente immobiliare a fare una stima del valore dell’immobile. Per la tua casa in vendita a Pisa contatta l’Agenzia Pegaso Immobiliare: ti aiuteremo ad individuare la cifra che puoi richiedere con oggettività e realismo e seguiremo la tua operazione immobiliare con competenza e serietà.

Hai dei dubbi o vorresti un consiglio per vendere la tua casa? Lascia un commento in fondo a questo articolo, l’Agenzia Pegaso Immobiliare ti risponderà al più presto!

Si può vendere casa prima di aver estinto il mutuo?

La maggior parte degli italiani acquista casa ricorrendo ad un mutuo ipotecario per coprire il prezzo dell’immobile. Il mutuo impegna chi lo sottoscrive per molto tempo: normalmente il contratto può avere una durata compresa tra i 5 e i 40 anni, variabile secondo quanto stabilito da ogni singola banca e in relazione alla tipologia di prodotto scelto.

Ovviamente più il piano di rimborso è lungo (a 20 anni ad esempio), più la rata sarà contenuta, anche se su questa graveranno interessi maggiori rispetto a quelli applicati sui mutui con durate inferiori.

Trattandosi spesso di un arco temporale di rimborso molto ampio, può capitare che nel frattempo le esigenze della famiglia cambino e che la casa acquistata non sia più adatta. Così molti si trovano nella condizione di doversi trasferire e vendere il proprio immobile senza aver finito di pagare il mutuo.

Ma si può vendere una casa prima di aver finito di pagare le rate del mutuo? La risposta è sì.

Se anche tu ti trovi in questa situazione, ecco le soluzioni che ti si prospettano.

1.Estinguere anticipatamente il mutuo.

Quando si mette in vendita una casa con mutuo, l’ideale sarebbe riuscire ad estinguere completamente l’ipoteca prima del rogito con i propri mezzi.

Ma attenzione: se hai acquistato la tua abitazione usufruendo delle agevolazioni fiscali del Bonus prima casa e hai intenzione di vendere prima che siano trascorsi 5 anni dall’acquisto, sei tenuto a versare all’erario la somma relativa all’agevolazione fiscale di cui ha beneficiato. A questa devi aggiungere anche il 30% di sanzione. Se invece i 5 anni sono passati, non avrai obblighi a tuo carico.

Ovviamente estinguere il mutuo in anticipo è una possibilità riservata solo a chi ha le sostanze per andare a pagare la parte di capitale mancante e, spesso, è un sacrificio troppo grande.

2.Estinguere il mutuo al rogito.

Se non hai modo di saldare il mutuo prima di vendere casa perché non hai a disposizione la liquidità necessaria, puoi decidere di estinguere il finanziamento al momento del rogito utilizzando il ricavato della vendita.

In questo caso dovrai recarti in banca dove hai il mutuo in essere, chiedere il conto estintivo aggiornato, dichiarare che stai vendendo l’immobile e comunicare la data fissata per il rogito. Sarà la banca stessa ad indicarti con precisione la procedura da seguire.

Al rogito di regola dovrebbe presenziare anche un funzionario della banca presso la quale hai acceso il finanziamento; l’acquirente ti consegnerà un assegno circolare intestato alla tua banca, con importo pari alla quota di debito residuo in base a quanto risulta dai conteggi di estinzione anticipata che hai richiesto.

Una volta versato l’assegno alla banca, questa ti rilascerà la quietanza di avvenuta estinzione e cancellerà l’ipoteca gratuitamente.

3.Procedere con l’accollo del mutuo.

La terza strada, un po’ più complessa, è quella che prevede che il mutuo venga accollato dall’acquirente.

Questo significa che chi compra casa subentra al venditore nel rimborso delle rate, e si fa carico di tutti gli impegni finanziari previsti dal mutuo in essere. L’accollo può essere:

  • cumulativo: tu venditore rimarrai obbligato verso la banca e dovrai intervenire nel caso in cui il compratore non fosse più in grado di provvedere al rimborso delle rate
  • liberatorio: il venditore viene svincolato da ogni obbligo futuro nei confronti della banca che ha concesso il finanziamento e il rimborso ricadrà quindi solo sull’acquirente.

Nell’accollo del mutuo sia l’acquirente sia la banca devono dare il proprio consenso e il subentro diventa effettivo al momento del rogito.

Perché questa modalità è più complessa? Perché l’acquirente non è tenuto ad accettare la tua proposta di accollo, né la banca è obbligata a concederlo. Infatti:

  • l’acquirente potrebbe riscontrare le condizioni di finanziamento poco vantaggiose rispetto alle attuali condizioni di mercato e rifiutare l’accollo sebbene gli permetta di risparmiare sulle spese notarili, di perizia e istruttoria cui andrà incontro stipulando un nuovo mutuo;
  • la banca prima di dare il suo benestare farà approfondite verifiche sulle garanzie reddituali dell’acquirente e sulla sua storia creditizia.

Quindi i fattori in gioco sono davvero tanti, perciò ti consigliamo di chiedere un parere ed una consulenza agli esperti del settore. Se sarà un agente immobiliare qualificato a seguire l’iter di vendita della tua casa, grazie ai suoi consigli eviterai di commettere qualche errore e di rimanere vincolato nella vendita del tuo immobile.

Per la tua casa a Pisa scegli la professionalità dell’Agenzia Pegaso Immobiliare. Ti faremo da guida per una vendita serena e sicura. Contattaci!

Ti aspettiamo!

 

Vendi casa? Ecco come scrivere un annuncio immobiliare efficace.

L’annuncio immobiliare si compone di tre parti: il titolo, l’immagine e il testo descrittivo.

Ogni elemento deve avere un effetto persuasivo sul lettore che si avventura tra i vari annunci online alla ricerca della sua prossima casa. Scopriamo insieme quanto è importante scrivere un buon annuncio per la tua casa in vendita e come realizzarlo.

Se ti sei occupato da solo della pubblicità del tuo immobile in vendita e sono passati mesi dalla pubblicazione del tuo annuncio in rete senza che qualcuno abbia chiesto informazioni, sicuramente la tua inserzione non è risultata efficace. La tua casa non è saltata all’occhio degli acquirenti, ma di certo puoi fare qualcosa per migliorare.

Internet è affollato da immobili pubblicizzati con foto di scarsa qualità, titoli insignificanti, descrizioni banali, piatte o approssimative. Un utente dedica solo pochi secondi alla lettura degli annunci, che scorre velocemente sul suo schermo, e tu devi riuscire a bloccare il suo occhio e catturare la sua curiosità proprio in quei rapidi istanti.

Le immagini.

Durante la navigazione online, il nostro occhio è colpito di continuo da immagini, testo, grafiche e colori, così dà un peso diverso a tutte informazioni che riceve. Ecco che diamo la priorità alle foto: le immagini attraggono maggiore attenzione di altri tipi di contenuti e i colori sono uno strumento potente per spingere l’osservatore verso le diverse sezioni della pagina. Lo sguardo nota prima le illustrazioni, poi i titoli e infine il testo e questo vale sia sul web sia su riviste di settore.

Quindi per prima cosa, se non hai intenzione di affidarti ad un fotografo professionista, devi munirti di una macchina fotografica di qualità, ordinare la casa e valorizzarla con un intervento di home staging che contribuirà a renderla luminosa e interessante.

Poi, una volta scelta la giusta angolazione, scatta le foto che correderanno l’annuncio, avendo poi particolare cura di scegliere quella che si vedrà come immagine principale.

Il titolo e il testo.

Il secondo elemento che l’utente guarda è il titolo. Anche se breve ed incisivo, deve necessariamente contenere non solo le informazioni essenziali che spingeranno a cliccare proprio sul tuo annuncio, ma anche le parole chiave giuste che lo renderanno più visibile ai motori di ricerca.

Infine il testo completerà il quadro: una descrizione ben scritta farà davvero la differenza. Riporta le informazioni in modo chiaro, semplice e ordinato. Tieni presente che i lettori su internet sono pigri, ti dedicheranno poco tempo e tu devi ottimizzarlo scrivendo un testo completo, che possa racchiudere i caratteri essenziali dell’immobile e allo stesso tempo evitare di essere prolisso: l’utente si spaventa quando si trova davanti a blocchi di testo unici di difficile lettura.

Quindi anche una faccenda apparentemente banale come la stesura dell’annuncio immobiliare può rivelarsi un’operazione complessa.

Uno dei tanti vantaggi per chi sceglie di vendere o affittare affidandosi all’Agenzia Immobiliare Pegaso è quello di non doversi preoccupare delle foto né della realizzazione e promozione dell’annuncio. Infatti sarà compito della nostra Agenzia fare gli scatti giusti per immortalare al meglio il tuo immobile e occuparsi della sua pubblicità attraverso i canali più efficaci.

Così potrai risparmiare tempo, energie e soprattutto avere la sicurezza di un risultato finale di qualità.

L’Agenzia Pegaso sa che l’annuncio immobiliare è una chance importante per la tua casa, affinché sia notata in mezzo alle altre, e saprà evidenziare sapientemente i punti di forza della tua proposta grazie a questo che è, a tutti gli effetti, un vero e proprio strumento di vendita.

Siamo a tua disposizione per curare con professionalità il tuo annuncio immobiliare e tutti gli altri aspetti della tua compravendita, per aiutarti a vendere casa in modo veloce e sicuro.

Contattaci per maggiori informazioni!

Ti aspettiamo!

 

Come si può rendere la casa più sicura? I consigli di Pegaso Immobiliare.

La nostra abitazione è il luogo in cui dobbiamo vivere serenamente e sentirci protetti; perciò è d’obbligo adottare tutte le misure necessarie per rendere la casa più sicura possibile dai malintenzionati. Ecco delle utili soluzioni, molte delle quali ci vengono fornite dalla tecnologia.

Anche quando si è alla ricerca di una nuova casa, la sicurezza ha la sua importanza: è una prerogativa quasi irrinunciabile. La paura di furti nella propria abitazione è uno dei principali timori e, in risposta a quasta esigenza di tranquillità tra le mura domestiche, sono nati validi sistemi.

Per quanto la maggior parte dei furti si verifichi a causa di una disattenzione da parte del proprietario, che magari ha lasciato distrattamente una finestra o la porta aperta, è giusto proteggere noi e le nostre case. Ci sono vari modi per scoraggiare i ladri, cominciando proprio dalla scelta degli infissi.

Porte, finestre e serramenti in legno sono quelli più a rischio perché più vulnerabili; inoltre più sono datati e più il rischio è  consistente: i ladri entrano in casa in modo rapido e senza fare il minimo rumore.

Un portone blindato per l’ingresso principale senza dubbio è una scelta che scoraggerà buona parte dei malintenzionati, così come finestre con vetri dotati di protezione antisfondamento:  è vero che i ladri possono rompere anche questi, ma solo con grande fatica, insistendo per ore e facendo molto rumore.

Altro utilissimo deterrente sono le grate alle finestre, soluzione che però molti decidono di non installare perché più che protetti si sentono prigionieri in casa propria. In realtà le grate costituiscono una buona protezione e il loro livello di resistenza ai tentativi di effrazione è certificato dalla loro classe di sicurezza, con una scala che va da 1 a 5 (dove 5 è la migliore).

Per raggiungere un livello ancora superiore di sicurezza, l’ideale sarebbe integrare tutto questo con un efficiente sistema di allarme… e una buona dose di tecnologia!

Si possono sottoporre i vari ambienti della casa a sensori esterni ed interni, sirena, centralina e combinatore telefonico. C’è poi la possibilità di integrare il classico allarme (totale e perimetrale) collegando delle videocamere e connettendo tutto il sistema alla rete wi-fi. Questo rende possibile verificare anche a distanza che la casa sia al sicuro da intrusioni, dato che tali sistemi sono pienamente integrati con gli attuali smartphone e tablet così che, tramite un’apposita app, il proprietario di casa può ricevere una serie di notifiche di allarmi.

Ma la vera nuova frontiera della videosorveglianza è il drone, un apparecchio volante dotato di microcamera, in grado di fornire immagini dall’alto e di riconoscere eventuali intrusi grazie all’intelligenza artificiale installata a bordo. Questo strumento ti permette di vedere in tempo reale ciò che il drone sta filmando. Si tratta di un apparecchio di monitoraggio smart, attivabile anche da remoto, che sicuramente ha molte potenzialità. In un futuro non molto lontano il mondo della sorveglianza potrebbe affidarsi sempre più spesso a questa tipologia di strumenti innovativi e facili da usare.

Intanto si diffondono a macchia d’olio i videocitofoni, i più tecnologici dei quali permettono di verificare dallo smartphone, dal tablet o dal pc chi suona alla porta e di dialogare eventualmente con lui, senza che nessuno si accorga che non si è in casa.

Ovviamente scegliere infissi di altissima qualità e tutta questa tecnologia comporta dei costi superiori, ma maggiore è il livello dei sistemi installati, maggiore è il grado di serenità percepito dal proprietario di casa.

Sistemi come quelli che abbiamo descritto sono un investimento a vantaggio del tuo benessere, e valuta che lo Stato incentiva chi rende la sua casa più sicura con uno sconto fiscale del 50% in dichiarazione dei redditi: l’importo verrà recuperato dall’Irpef in 10 rate annuali. Per accedere al bonus basta che:

  • l’impianto di allarme e antifurto sia installato da un professionista
  • il pagamento avvenga attraverso Bonifico
  • la Dichiarazione dei Redditi riporti la spesa e i dati catastali dell’immobile in cui è stato installato l’impianto
  • chi fa installare l’impianto nella propria abitazione sia in regola con i pagamenti di TASI e/o IMU (che potrebbero venire richiesti da un eventuale controllo).

Per saperne di più consulta anche il sito dell’Agenzia delle Entrate.

Continua a seguire il blog dell’Agenzia Pegaso Immobiliare per avere altri consigli utili sulla gestione della tua casa e per restare sempre aggiornato su tutte le novità!

A presto con il prossimo post!

P.S. Se stai cercando a Pisa la casa adatta a diventare il tuo nido di sicurezza e tranquillità, cerca tra le proposte sul nostro sito e contattaci! Saremo felici di aiutarti!

 

La carta di identità dell’immobile: il nuovo servizio dell’Agenzia Pegaso.

Presso la nostra Agenzia Pegaso Immobiliare è possibile avere un nuovo servizio: la carta di identità degli immobili. Ecco in cosa consiste il marchio “Check up FIMAA Pisa”.

Quando si vende o si acquista un immobile, è bene preparare con dovuto anticipo tutta la documentazione relativa, che sarà importante già nella fase iniziale del percorso di compravendita. Capita spesso che una trattativa rallenti o salti a causa di problematiche tecniche impreviste, perciò è consigliabile fare i dovuti controlli con largo anticipo per verificare che tutto sia conforme.

Infatti avere a portata di mano da subito i documenti che attestano la proprietà, la regolarità urbanistico-catastale, la situazione ipotecaria ecc., consente di affrontare l’operazione immobiliare con maggiore sicurezza e trasparenza.

Per offrire maggiori tutele a chi chiede il nostro aiuto per la propria compravendita, noi dell’Agenzia Pegaso Immobiliare abbiamo messo a disposizione un nuovo servizio: il Check up FIMAA Pisa, ovvero la carta di identità degli immobili. Si tratta di un vero e proprio fascicolo informativo che contiene una serie di documenti fondamentali per conoscere nel dettaglio le caratteristiche di un casa o di un fabbricato.

In particolare si trovano qui raccolti:

  • copia del titolo di provenienza,
  • stato civile dei proprietari,
  • ispezione ipotecaria,
  • prestazione energetica (APE),
  • resoconto tecnico,
  • documentazione catastale,
  • situazione condominiale.

Gli immobili con carta di identità vengono dotati di un bollino identificativo di verifica e controllo, che assicura al venditore che il suo immobile è adatto per essere messo sul mercato e dà all’acquirente la serenità di acquistare un bene certificato.

L’Agenzia Pegaso da sempre è attenta alla tutela del cliente: per questo motivo abbiamo scelto di offrire questo ulteriore servizio, in modo che chi chiede la nostra assistenza per intraprendere la vendita o l’acquisto di un immobile possa farlo con la tranquillità di essere in mani sicure.

Ci teniamo a proporre solo il meglio e lavoriamo con chiarezza e competenza, affinché chi si rivolge a noi capisca che può darci la sua piena fiducia.

Se vuoi vendere o comprare casa nella città della Torre Pendente, contattaci o vieni a conoscerci in via Santa Marta 2 a Pisa; ci trovi proprio vicino al nostro bel Lungarno.

Se passi a trovarci in questo periodo, potrai anche approfittare per goderti le luci e l’atmosfera natalizia che hanno avvolto la nostra città!

Data la magia di questi giorni, cogliamo l’occasione per fare ai nostri clienti e ai lettori del blog dell’Agenzia Pegaso i migliori auguri di BUONE FESTE!

Appuntamento a presto con un nuovo articolo…

 

Decreto Sicurezza: comunicazione alla Questura anche per l’affitto breve.

Il contratto di affitto breve è la formula ideale per chi cerca una soluzione abitativa per un periodo che non supera i 18 mesi. Il Decreto Sicurezza si prepara ad introdurre delle novità a riguardo; scopri quali.

In Italia il mercato della locazione è molto vivace: si stima che vengano affittate circa 670.000 case l’anno, a cui se ne aggiungono altre 730.000 usate per la locazione breve. L’affitto breve è un contratto di locazione che definisce un rapporto tra proprietario e inquilino di durata non superiore ai 18 mesi e può essere di due tipi:

  • Affitto breve turistico, che non supera i 30 giorni di permanenza (soluzione sempre più spesso preferita dai turisti rispetto al soggiorno in albergo);
  • Affitto transitorio, quando il periodo di locazione va dai 30 giorni ai 18 mesi.

Il contratto è regolato dal D.L. 50/2017, che impone di :

  • applicare una cedolare secca alle locazioni brevi turistiche fino a trenta giorni
  • comunicare i dati relativi ai contratti
  • richiedere una ritenuta del 21% sull’ammontare dei canoni e dei corrispettivi all’atto dell’accredito.

Se vuoi conoscere maggiori dettagli sul contratto di affitto breve turistico leggi anche il nostro post: “Contratto di affitto turistico: funzione, forma e durata”.

La novità.

Un emendamento al Decreto Sicurezza, che entrerà in vigore non appena verrà convertito in legge, porterà un cambiamento nello stato attuale delle cose.

Infatti per le locazioni e per le sublocazioni sarà introdotto l’obbligo di comunicare alla Questura, entro ventiquattr’ore dall’arrivo, le generalità delle persone alloggiate, anche per affitti di durata inferiore a trenta giorni.

A partire dall’entrata in vigore del D.L. 79/2012 fino ad oggi non c’era più stato l’obbligo di dare alcuna comunicazione all’autorità di pubblica sicurezza per i contratti di locazione, verbali o scritti, perché la registrazione del contratto, che è poi diventata obbligatoria, assorbe l’obbligo della comunicazione.

In effetti, mancava una norma di legge che prevedesse per tutte le situazioni di ospitalità di locazione breve l’obbligo di comunicazione alla Questura dei dati degli ospitati, dal momento che attualmente tale adempimento è dovuto solo se a vivere nell’immobile sono cittadini estranei all’Unione Europea, oppure cittadini Ue che alloggiano in affitto per più di 30 giorni.

Come effettuare la comunicazione?

Per effettuare la nuova comunicazione obbligatoria si dovrà accedere telematicamente al sistema “Alloggiati Web” sul sito della Polizia di Stato, la cui modulistica dovrà evidentemente essere modificata per predisporsi a considerare un tipo di ospitalità basata sulla locazione, che non presuppone alcuna autorizzazione pubblica, come previsto invece per le strutture ricettive.

Continua a seguire il blog dell’Agenzia Pegaso per restare sempre aggiornato sulle ultime notizie e se hai bisogno di chiarire un dubbio specifico, contattaci! Saremo felici di aiutarti!

 

Affitto:come si ripartiscono le spese tra proprietario e inquilino-La tabella.

Quando si affitta un immobile è necessario chiarire da subito i diritti e i doveri dell’inquilino e quelli del proprietario di casa. Normalmente nel contratto vengono elencate le condizioni sull’uso dell’immobile, sul pagamento dei canoni, sulla partecipazione all’assemblea, ecc..

Ma come si ripartiscono le spese tra inquilino e proprietario? Scopriamo insieme quali costi devono essere sostenuti dall’uno e dall’altro.

L’art. 1576 del Codice Civile recita:

Il locatore deve eseguire, durante la locazione, tutte le riparazioni necessarie, eccettuate quelle di piccola manutenzione che sono a carico del conduttore.

Dunque, premesso che il locatore ha l’obbligo di consegnare l’abitazione in buono stato, al conduttore (inquilino) spetta il pagamento delle spese di piccola manutenzione, cioè le spese dovute a riparazioni causate dal normale deterioramento del bene.

Invece quelle per le riparazioni necessarie a consentire all’immobile di servire all’uso per cui è locato (generalmente quelle di straordinaria manutenzione) competono al locatore (proprietario). Si tratta di costi relativi a casi fortuiti,  ovvero le attività di manutenzione che si presentano per eventi non previsti ed imprevedibili e le eventuali opere di adeguamento dell’immobile alle normative vigenti.

A dare qualche indicazione in più ci pensa la Legge 392/78 (relativa alle locazioni degli immobili urbani), in cui si dice che l’inquilino deve sostenere le spese per:

  • la pulizia,
  • l’ordinaria manutenzione dell’ascensore,
  • i consumi di energia elettrica, acqua, riscaldamento e condizionamento dell’aria,
  • lo spurgo dei pozzi neri e delle latrine,
  • la fornitura di altri servizi comuni,
  • il servizio di portineria se presente nello stabile (in tal caso l’inquilino dovrà farsi carico del suo pagamento nella misura del 90%).

Rispetto alle spese condominiali, il proprietario deve sostenere i costi per lavori di rifacimento degli impianti o delle facciate e le opere comuni che possono ritenersi straordinarie e, legalmente, è lui il responsabile nei confronti del condominio, anche in caso di mancato pagamento da parte dell’affittuario. MA ATTENZIONE: Se l’inquilino non rispetta il suo dovere e non paga le spese condominiali di sua competenza, il locatore può esercitare il diritto di rivalsa su di lui, chiedendo il rimborso delle spese sostenute entro 60 giorni; trascorso questo termine, in caso di mancato assolvimento, il proprietario può avanzare la richiesta di risoluzione del contratto.

Tuttavia se consideriamo la quotidianità, queste norme appaiono troppo generiche e davanti all’urgenza di affrontare una spesa, accade spesso che ci siano contrasti tra il proprietario e l’inquilino perché le varie attività di manutenzione possono prestarsi a diverse interpretazioni. Infatti non sempre è possibile determinare in modo chiaro se si tratti di interventi resi necessari dall’uso prolungato da parte dell’inquilino o dall’età avanzata dell’immobile.

Quindi se da un lato è  vero che la legge è piuttosto sommaria nel definire la ripartizione delle spese tra proprietario ed inquilino, è vero anche che sarebbe un’impresa irrealizzabile elencare ogni spesa possibile e individuarne i criteri di divisione nel contratto di affitto! Ma la soluzione c’è…

Per ovviare a questo problema le principali organizzazioni di categoria di locatori ed inquilini hanno sottoscritto un elenco che prevede la ripartizione di spese ed oneri accessori sull’immobile. Basterà quindi inserire nel contratto un esplicito richiamo alla “Tabella oneri accessori (ripartizione fra locatore e conduttore) concordata tra Confedilizia, Sunia, Uniat, Sicet e registrata in data 30.04.2014 presso l’Agenzia delle Entrate di Roma 2, sub n. 8455/3″ affinché la ripartizione delle spese di manutenzione sull’immobile e delle parti comuni avvenga secondo questo accordo di categoria.

Ti forniamo qui la tabella dettagliata, in modo che tu possa vedere nel dettaglio le varie voci che ti interessano; scarica ora la Tabella oneri accessori-AGENZIA PEGASO IMMOBILIARE!

Se stai cercando la tua casa in vendita o in affitto a Pisa, affidati all’esperienza dell’Agenzia Pegaso Immobiliare: il nostro lavoro non finisce con la stipula del contratto perché ti seguiremo anche nella fase successiva restando per te un valido punto di riferimento per qualsiasi problematica potrà sorgere in futuro.

Contattaci subito!

Ti aspettiamo…

 

Realizzare un giardino d’inverno: quando servono i permessi?

Realizzare un giardino d’inverno può essere un’ottima soluzione per valorizzare la casa ed estendere lo spazio abitativo. Ecco come creare uno spazio esterno coperto e quando servono i permessi.

Per chi capisce l’importanza di circondarsi di cose belle anche dentro casa per il proprio benessere quotidiano, il giardino d’inverno rappresenta una possibilità in più per godere di uno spazio che, per sua natura, è a metà strada tra l’intimità della casa e l’ambiente che circonda l’abitazione.

I giardini d’inverno sono un vero e proprio prolungamento della casa, sono caratterizzati da strutture in vetro e metallo che permettono di creare ambienti chiusi ma luminosissimi e sono l’ideale quando si hanno a disposizione spazi grandi o giardini.

La loro storia parte da lontano, nel XVI secolo, quando tra i ricchi proprietari terrieri dell’Europa del Nord si diffuse l’abitudine di coltivare agrumi che commercianti provenienti dai paesi mediterranei proponevano sulle loro tavole.

Inizialmente si costruivano delle semplici pergole sopra le piante in vaso, poi si passò a strutture in legno, mattoni o pietra con ampie finestre verticali aperte nelle pareti orientate a sud. I giardini d’inverno conobbero il loro periodo d’oro nel XIX secolo in Inghilterra, quando queste strutture, inizialmente riservate solo agli agrumi, finirono per ospitare una grande varietà di piante e divennero costruzioni sempre più decorate ed imponenti. Da quel momento il giardino d’inverno si diffuse in tutta Europa come tipologia architettonica.

Oggi i giardini d’inverno hanno definitivamente abbandonato i decori e le forme nostalgiche del passato, per trasformarsi in strutture all’avanguardia realizzate tanto nei parchi pubblici quanto nei giardini privati.

Mentre la veranda consiste in una loggia coperta chiusa con vetrate, il giardino d’inverno è una vera e propria stanza con pareti a vetro, che ricorda una serra. Questo può diventare un luogo adatto ad accogliere sale da lettura, piccoli salotti, sale da pranzo e luoghi di svago. In virtù della destinazione a soggiorno, può essere provvisto di riscaldamento. È possibile utilizzare l’impianto della casa oppure dotare la struttura di un proprio impianto a pavimento o a parete, che riscaldi e deumidifichi l’aria.

Inoltre, perché questo ambiente sia anche efficiente dal punto di vista energetico, è indispensabile valutare attentamente il tipo di infissi; i più indicati sono quelli a taglio termico che, essendo riempiti di materiale coibentante, lo rendono più isolato.

I permessi.

Dunque per vivere maggiormente terrazzi, balconi o giardini, anche quando il clima non lo consentirebbe, verande e giardini d’inverno offrono riparo dagli agenti atmosferici e aumentano la superficie abitabile: e proprio qui sta il nodo della questione relativa ai permessi da chiedere…

Anche una struttura come quella per il giardino d’inverno rappresenta infatti un ampliamento che incide sui parametri urbanistici. Si tratta di una struttura per esterno che comporta un aumento di superficie coperta; perciò per procedere alla realizzazione è necessario chiedere il permesso di costruire. 
Il nuovo volume ha finalità abitative, amplia lo spazio vivibile di un’abitazione, è destinato ad un uso prolungato nel tempo e può essere realizzato solo se:

  • è disponibile volumetria edificabile residua
  • se il Regolamento edilizio comunale prevede la possibilità di ampliamento tramite premio di cubatura.

Inoltre se si vuole intervenire chiudendo lo spazio esterno di un appartamento in condominio, di solito è necessario il parere favorevole e unanime degli altri condomini, che deve essere allegato alla domanda di Permesso di Costruire.

La veranda va di fatto a modificare il prospetto, considerato un bene comune condominiale, e l’eventuale volumetria residua è associata all’edificio nel suo complesso e coinvolge tutti gli inquilini.

Inoltre questo ampliamento deve rispettare le norme sulle distanze, che trovano la loro regolamentazione non solo nel Codice Civile, ma anche nei piani regolatori comunali.

Condizione indispensabile per costruire un giardino d’inverno è che non si può derogare al rapporto di 1/8 tra la somma delle superfici dei pavimenti della veranda e di tutti i locali che si aprono su di essa.

Infine bisogna verificare che non sussistano altre restrizioni comunali specifiche, dal momento che i diversi regolamenti edilizi possono fissare limiti di volumetria o superficie e prevedere particolari parametri aeroilluminanti.

Quindi, ricapitolando, possiamo dire che la differenza principale tra ciò che necessita di autorizzazione e ciò che si può fare con meno vincoli consiste nella vivibilità dello spazio che andrai a coprire, chiudere o costruire. Praticamente, qualsiasi zona coperta e chiusa diventa un locale autonomo e l’ampliamento di un locale esistente e va ad accrescere la volumetria totale della casa aumentandone il valore.

Se il giardino di inverno costituisce uno spazio aggiuntivo alla casa, senza le caratteristiche del volume tecnico, è sempre necessario oltre alla pratica edilizia anche il pagamento al Comune degli oneri di urbanizzazione e del contributo sul costo di costruzione in misura variabile a secondo delle tabelle locali.

Tu hai già realizzato il tuo giardino d’inverno? Raccontaci la tua esperienza lasciandoci un commento!

Se invece stai ancora cercando la casa adatta a te in cui ritagliare il tuo angolo di relax, contatta l’Agenzia Pegaso Immobiliare: ti accompagneremo nel tuo percorso di acquisto con professonalità e cortesia.

Ti aspettiamo in Via Santa Marta 2 a Pisa!

P.S.: Ecco un altro post che potrebbe interessarti: Quali lavori in casa si possono fare senza permessi?

Buona lettura!

Vivere in appartamento o in una casa indipendente? Tutti i pro e i contro.

Quando si è alla ricerca di una nuova casa, una delle prime cose da fare dopo aver deciso la zona in cui si vorrebbe vivere e aver stabilito il budget a disposizione è definire la tipologia di immobile su cui orientarsi.

È meglio abitare in un appartamento o in una casa indipendente? A questa domanda non esiste una risposta valida per tutti; si tratta di una scelta troppo soggettiva che dipende principalmente dai gusti e dalle esigenze di ognuno.

Certo è che entrambe queste soluzioni abitative offrono vantaggi e svantaggi, ciascuno dei quali è da valutare in base allo stile di vita che si conduce.

Devi scegliere tra un appartamento e una casa indipendente? Vediamo insieme i pro e i contro, poi starà a te rapportare tutto alle tue abitudini ed esigenze, e vedere da quale parte pende per te la bilancia…

Appartamento in condominio.

Cominciamo analizzando gli elementi che caratterizzano la vita in appartamento. Abitare in un condominio vuol dire in primo luogo dover gestire e condividere spazi, beni e servizi in comune con gli altri inquilini del palazzo. Questo non significa necessariamente che si creeranno situazioni spiacevoli, ma i rapporti di buon vicinato prevedono che tu sacrifichi un po’ della tua privacy e della tua indipendenza.

Una buona dose di tolleranza e pazienza, ad esempio nei confronti di un vicino troppo rumoroso o di un condomino che comunque ti disturba con un suo atteggiamento quotidiano, non guasta mai.

Se detesti già in partenza l’idea di dover condividere spazi e decisioni, rispettare un regolamento comune, essere legato alle spese di condominio o prendere parte alle assemblee allora l’appartamento non è la soluzione adatta a te.

Ma vivere in appartamento ha anche i suoi vantaggi, primo tra tutti il prezzo di acquisto. Infatti le cifre richieste per immobili in condominio sono generalmente più basse se confrontate con quelle relative a case indipendenti. Inoltre non è da sottovalutare che i costi di gestione ordinaria di un appartamento incidono in maniera meno significativa e che se dovesse capitare una sostanziosa spesa improvvisa legata al danneggiamento di parti dell’edificio (il tetto per esempio) o per ristrutturazioni, questa sarà ripartita tra tutti i condomini. Quindi non sarai solo a pagare i lavori… condividere ha anche i suoi lati positivi!

Casa indipendente.

Abitare in una casa indipendente permette una maggiore privacy e la possibilità di usufruire di spazi esterni come giardini o cortili da non dover condividere con nessuno. Ciò implica che non ci saranno spese condominiali, costi di amministrazione per la gestione degli spazi comuni, riunioni condominiali e soprattutto nessun eventuale rapporto conflittuale con i vicini.

Come abbiamo detto, i costi di acquisto sono più elevati rispetto ad un appartamento, ma dobbiamo anche precisare che i prezzi variano in base ai mq dell’abitazione, allo stato dell’immobile e alla zona in cui si desidera acquistare. I prezzi si fanno più contenuti man mano che ci si allontana dal centro città.

In Provincia di Pisa, territorio in cui lavora la nostra Agenzia Pegaso Immobiliare, è possibile trovare soluzioni molto valide appena fuori dalla zona urbana, nei vari paesi che si snodano lungo la Tosco Romagnola a pochi km dal centro. Cerca tra le nostre proposte immobiliari la casa perfetta per te!

Uno svantaggio legato alla scelta di una casa indipendente è quello relativo ai costi di manutenzione, perché le spese di gestione sono più alte rispetto a quelle di un appartamento in condominio, specialmente quelle legate al riscaldamento. Alcune accortezze potrebbero comunque aiutarti ad ammortizzare i costi, ad esempio intervenire sull’immobile in modo da isolarlo al meglio in relazione a finestre, pareti, solai e tetto.

Hai valutato le alternative possibili?

Se ancora non sei del tutto deciso, ci sono anche delle alternative intermedie che potresti considerare, come ad esempio un appartamento in un piccolo condominio ma con ingresso indipendente e magari un piccolo giardino tutto per te, oppure una villetta a schiera che garantirà i tuoi spazi indipendenti, ma ti farà sentire meno isolato e ti darà la possibilità di un prezzo di acquisto inferiore rispetto a quello previsto per una casa indipendente singola.

Allora? Cosa hai scelto? Facci sapere con un commento il tipo di immobile che preferisci!

P.S. Se ancora non lo hai fatto, fai la tua ricerca sul sito dell’Agenzia Pegaso Immobiliare e trova la casa perfetta per te secondo i tuoi gusti!

A presto con un nuovo post!

Bonus Prima Casa: quanto permette di risparmiare?

Quanto puoi risparmiare effettivamente rispetto ad un acquisto senza benefici prima casa? Quali sono le condizioni e i requisiti da rispettare per approfittare del bonus? Scoprilo nel nostro articolo. Cercheremo di rispondere a queste domande nel modo più semplice, aiutandoci anche con un’infografica riassuntiva.

Oggi più della metà degli immobili residenziali viene acquistata con le agevolazioni prima casa. Il bonus alleggerisce notevolmente il carico fiscale per chi compra un bene da destinare ad abitazione principale, incentivando così lo sviluppo del mercato immobiliare.

Infatti il risparmio su IVA, imposta di registro ma anche su quelle ipotecarie e catastali può rappresentare uno stimolo in più per la realizzazione di un sogno.

Vediamo nel dettaglio quanto puoi risparmiare, mettendo a confronto le imposte da pagare quando l’acquisto viene effettuato in presenza dei requisiti prima casa con quelle dovute senza l’applicazione del bonus.

bonus prima casa

Come puoi vedere, le agevolazioni fiscali spettano agli acquirenti di immobili acquistati sia da privati o da ditta che venda in esenzione IVA, sia da impresa; il risparmio è notevole in entrambi i casi, considerando le cifre su cui si va a scontare la percentuale.

Per renderci conto, prendiamo l’esempio di una compravendita tra privati (dunque esente da IVA) che abbia come oggetto un immobile dal valore di 200.000 euro: l’imposta di registro dovuta dall’acquirente in regime ordinario ammonterebbe a 18.000 euro, mentre scende a 4.000 euro per chi compra con il Bonus Prima Casa. Una bella differenza…

Per richiedere il Bonus Prima Casa l’acquirente non deve presentare una documentazione o certificazione specifica. Sarà il notaio che, al momento della stipula dell’atto notarile, dovrà verificare l’esistenza dei requisiti. Esaminiamo quali sono le condizioni necessarie per ottenere il beneficio.

I requisiti per il bonus prima casa.

Per godere del bonus prima casa, il richiedente NON DEVE:

  1. essere proprietario nel territorio nazionale di un altro immobile acquistato con la stessa agevolazione; se così non fosse, deve vendere l’immobile entro 12 mesi dalla stipula dell’atto, pena la perdita delle agevolazioni;
  2. possedere abitazioni nello stesso Comune in cui è ubicato l’immobile da acquistare come prima casa;
  3. essere titolare di diritti reali di uso, usufrutto o abitazione relativi ad immobili ubicati nello stesso Comune.

Dovrà invece avere obbligatoriamente la residenza anagrafica nel Comune in cui intende acquistare la casa, altrimenti è tenuto a trasferire la propria residenza entro e non oltre 18 mesi dalla stipula dell’atto notarile per mantenere il bonus.

C’è inoltre da precisare che il bonus non può essere richiesto per le abitazioni di tipo signorile (A/1), le abitazioni in ville (A/8), castelli e palazzi di pregio storico-artistico (A/9). L’Agenzia delle Entrate ha specificato le che categorie catastali degli immobili che possono beneficiare delle agevolazioni fiscali sono:

  • A/2 – abitazioni di tipo civile
  • A/3 – abitazioni di tipo economico
  • A/4 – abitazioni di tipo popolare
  • A/5 – abitazioni di tipo ultra popolare
  • A/6 – abitazioni di tipo rurale
  • A/7 – abitazioni in villini
  • A/11 – abitazioni e alloggi tipici dei luoghi.

Le agevolazioni spettano anche per le pertinenze dell’unità immobiliare principale a condizione che:

  • la pertinenza abbia una destinazione di servizio rispetto all’abitazione principale (ad esempio posto auto, box auto o cantina)
  • sia stata acquistata usufruendo dell’agevolazione prima casa
  • si richieda l’agevolazione solo per una pertinenza per categoria.Le categorie catastali riferite alle pertinenze sono: C/2 (magazzini e locali di deposito), C/6 (rimesse e autorimesse), C/7 (tettoie, chiuse o aperte).

Per chiarire ogni dubbio, l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione una Guida sull’acquisto con il Bonus Prima Casa, ma se hai bisogno di maggiori informazioni o di una consulenza specifica, contatta l’Agenzia Pegaso Immobiliare di Pisa.

Ti aspettiamo!

Seconde case: se ne vendono di più ma i prezzi calano.

In Italia aumentano le compravendite e la crescita del mercato delle seconde case rivela la ritrovata fiducia degli italiani negli investimenti immobiliari. Ma i prezzi continuano a scendere, indice del fatto che manca ancora stabilità.

Il mercato immobiliare è tornato ad essere vivace e i dati positivi circa un recupero ci siano tutti. Le compravendite sono in netto aumento e i dati dell’Agenzia delle Entrate relativi ai primi mesi del 2018 mostrano una crescita delle transazioni a livello nazionale del 4,3%  e, tra le grandi città, Bari e Napoli sono quelle che hanno registrato gli aumenti maggiori (rispettivamente il +13,1% e il +11,8%). L’incontro tra domanda e offerta è decisamente più veloce e i tempi di vendita sono molto ridotti rispetto agli anni passati.

Il Sole24ore ha pubblicato di recente i dati illustrati in occasione della presentazione dell’Osservatorio sul mercato immobiliare; da qui emerge che ben 2,6 milioni di famiglie hanno manifestato negli ultimi mesi l’intenzione di acquistare una nuova casa, a fronte dei 2,2 milioni del 2017.

Tra queste, 722.000 sono quelle che già stanno attivamente cercando un immobile e 1,9 milioni  le famiglie che acquisteranno a breve. L’intenzione di acquisto è alimentata soprattutto dal desiderio di fare un salto di qualità acquistando una prima casa più grande, in una zona più centrale o comunque più adatta alle esigenze personali dell’acquirente, ma non manca chi ha riscoperto l’interesse per l’acquisto di seconde case per uso familiare o come investimento (18%).

Un dato importante è che sempre più persone scelgono di investire in una seconda casa, segno che gli italiani hanno ritrovato la fiducia nel mattone come luogo migliore per far fruttare i propri risparmi. A comprare è soprattutto chi ha interesse all’utilizzo diretto dell’immobile (63%), mentre solo il 16% delle transazioni ha scopo di investimento; il 21% è un mix fra queste due soluzioni.

I prezzi.

Tuttavia la reale ripresa dei prezzi fatica a consolidarsi. Secondo i dati dell’ufficio europeo di statistica Eurostat, l’Italia è l’unico paese dell’Unione Europea in cui i prezzi delle case continuano a registrare un segno meno, con un calo dello 0,3% nell’ultimo trimestre 2017 e dello 0,5% in confronto al trimestre precedente.

Nel resto d’Europa Paesi che hanno conosciuto crisi finanziarie importanti, come l’Irlanda, il Portogallo o la Slovenia, stanno vivendo una netta crescita del valore delle case (+11,8%, +10,5%, +10,0%).

Invece nel nostro Paese il costo degli immobili è salito solo in grandi centri: Bologna (+4,9%), Milano (+3,5%), Firenze (+2,1%), Verona (+1,9%), Napoli e Palermo (+0,7%).

Si registra una graduale discesa dei prezzi anche in molte località turistiche, creando ottime occasioni di acquisto. Dal 2014 al primo semestre 2018 i valori medi per le 13 località di vacanza più rinomate sono scesi di diversi punti percentuali, dal -2,5% di Anacapri, al -19,4% di Forte dei Marmi.

Il fenomeno non riguarda solo le zone top, ma si avverte sia nelle zone costiere, sia in montagna su tutto il territorio nazionale. I costi rimangono piuttosto stabili solo in Friuli Venezia Giulia (-0,1%) e in Puglia (-0,5%), dove si punta molto alla ristrutturazione del patrimonio esistente.

Acquistare una seconda proprietà è sempre una scelta vantaggiosa per chi desidera guadagnare mettendo a reddito un immobile, dato che il mercato delle locazioni già da diversi semestri registra una ripresa dei canoni e una domanda sostenuta. I prezzo medio di un affitto sale soprattutto nelle realtà con alta attrattività turistica, con una ripresa dell’occupazione e nelle città sedi di università.

Se vuoi acquistare un immobile a Pisa e metterlo a reddito, i prezzi bassi per chi compra e la grande richiesta di affitti anche da parte di studenti fuorisede alla ricerca di un alloggio sono ottimi motivi per realizzare un investimento vincente!

Lasciati guidare nella ricerca dell’immobile giusto da chi saprà proporti solo le migliori occasioni: ti aspettiamo presso l’Agenzia Pegaso Immobiliare, garanzia di professionalità e trasparenza. A presto!

Pensieri di inizio settembre di un’agente immobiliare pisana.

Ci siamo… settembre è tornato anche quest’anno per ricordarci che è giunto il momento di mettere da parte le distrazioni estive per ripartire con entusiasmo, ciascuno di noi nella propria attività e con i propri obiettivi.

Nell’aria si percepisce un senso di attesa, una specie di tensione, perché tutto sta per ripartire: anche scuole, università e uffici riaprono i battenti.
Settembre suscita emozioni, ci spinge a fare il punto della situazione attuale e capire ciò che vogliamo davvero raggiungere nei mesi che ci attendono. E pensare che settembre riesce a fare tutto questo con semplicità e dolcezza, solo comparendo sulla nona pagina del nostro calendario e accarezzandoci il viso col suo vento fresco.

Che mese gentile…

Proprio in una di queste mattine settembrine, andando verso la mia agenzia immobiliare, mi guardo intorno: settembre mi mostra la mia Pisa… e la città mi incanta come se fosse la prima volta che la vedo.

È un dato di fatto: Pisa racchiude una quantità di meraviglie davvero strabiliante, un patrimonio culturale e artistico che il mondo intero ammira e conosce e, soprattutto, è una città ricca di servizi, ospita l’aeroporto più importante della Toscana, ed e è collocata in un punto strategico, in cui vale la pena vivere, lavorare e studiare. Tutto questo in soli 475 km²!

Mentre resto incantata dall’eleganza di ciò che mi circonda, la mente mi porta indietro nel tempo, a quando anni fa ho intrapreso la mia carriera nel mondo immobiliare. Sono sempre stata affascinata dal lavoro dell’agente immobiliare, in particolare dal fatto che pur trattando immobili di ogni genere, i veri protagonisti non sono le case in vendita o in affitto coi loro mq, ma le persone.

Le persone che si rivolgono all’agenzia per me sono sempre in primo piano: quando inizia la ricerca di una casa, tutto comincia proprio dalle esigenze di chi la andrà ad abitare. Da qui parte l’emozionante percorso che conduce alla realizzazione di un sogno e, per me, contribuire attivamente a questo progetto fino alla meta è un’avventura da intraprendere con entusiasmo e professionalità.

Vedere la soddisfazione negli occhi dei miei clienti è ciò che dà valore al mio lavoro.

Penso da sempre che l’agente immobiliare abbia un ruolo importante, di grande responsabilità: sono certa che la competenza di chi ti aiuta a cercare la casa in cui vivrai per i prossimi 5, 10 o 30 anni incida notevolmente sulla serenità con cui fai la tua scelta e il tuo investimento per gli anni a venire.

Porto avanti il mio lavoro con serietà e precisione proprio per questo motivo… e anche perché penso che quando si tratta di cercare Casa (proprio con la C maiuscola, quella dove si ha intenzione di trascorrere buona parte del proprio futuro ed investire non solo soldi, ma anche affetto) è vietato accontentarsi.

La casa perfetta esiste per ognuno di noi, è da qualche parte che aspetta di essere trovata, riconosciuta e riempita con le storie, i desideri e la vita di chi la abiterà. Basta saperla cercare. Ed è per questo che esistono gli agenti immobiliari.

La casa giusta si riconosce nel momento in cui, appena varcata la soglia, nasce sui volti un’espressione stupita e innamorata. Impossibile non notarla: è una faccia che sembra dire: “Incredibile! Allora esisti davvero!”… e che a pensarci bene somiglia un po’ all’espressione di chi vede per la prima volta la Torre Pendente e resta meravigliato di fronte al suo splendore e incredulo per la sua inclinazione.

Tra questi pensieri, ecco che finalmente arrivo all’Agenzia Pegaso in via Santa Marta 2, e capisco che di strada ne ho fatta molta in questi anni. Settembre mi suggerisce che di strada ancora ne farò, perché l’agente immobiliare che, come me, vive con entusiasmo il suo lavoro è sempre in viaggio, muovendosi grazie ad una formazione continua, che contribuisce a migliorare i servizi offerti, e col suo bagaglio di esperienza e professionalità che si riempe giorno dopo giorno.

Senza dubbio settembre mi aiuterà a ripartire, tra ricordi e propositi per il futuro, con tanti nuovi progetti. Se vuoi che ti aiuti a trovare la casa dei tuoi desideri mi trovi qui presso l’Agenzia Pegaso,  pronta a seguirti fino alla realizzazione del tuo sogno.

Agenzia immobiliare Pisa

A presto!

Elisabetta Senesi.

Quali lavori in casa si possono fare senza permessi?

Molti attendono proprio i mesi estivi per fare lavori in casa; alcuni di questi possono essere effettuati senza bisogno di richiedere un permesso. Un recente decreto dei ministeri di Infrastrutture e Pubblica Amministrazione ha chiarito quali sono le opere libere da autorizzazioni e altre pratiche.

Il decreto delle Infrastrutture del 2 marzo 2018 contiene l’elenco dei primi 58 lavori liberalizzati, in vigore dal 22 aprile scorso. Si tratta di interventi per i quali non servono autorizzazioni. Gli scopi principali del vademecum di 58 voci, che vanno dagli intonaci ai lampioni, dal rinnovamento degli infissi all’installazione dei pannelli solari, sono:

  • mettere ordine nella giungla dei regolamenti comunali e regionali che prevedono autorizzazioni, anche per le tipologie di lavori più semplici e privi di impatto ambientale o urbanistico
  • far risparmiare tempo ai cittadini, facendo evitare loro file e consulenze.

Il decreto presenta dunque l’elenco delle opere che non richiedono un titolo abilitativo: Cil, Cila, Scia o permesso di costruire.

Un elenco di opere libere esisteva già, ma rispetto alla precedente tabella (del 2016) si amplia notevolmente, comprendendo ben 12 categorie di intervento:

  1. Manutenzione ordinaria: interventi edilizi che riguardano opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti
  2. Pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 kW (interventi di installazione)
  3. Depositi di gas di petrolio liquefatti di capacità complessiva non superiore a 13 mc
  4. Eliminazione delle barriere architettoniche: interventi che non comportino la realizzazione di ascensori esterni, e manufatti che alterino la sagoma dell’edificio
  5. Attività di ricerca nel sottosuolo: opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico, ad esclusione di attività di ricerca di idrocarburi, e che siano eseguite in aree esterne al centro edificato
  6. Movimenti di terra: lavori strettamente pertinenti all’esercizio dell’attività agricola e le pratiche agro-silvo pastorali, compresi gli interventi su impianti idraulici agrari
  7. Serre mobili stagionali sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell’attività agricola
  8. Pavimentazione di aree pertinenziali: opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta, che siano contenute entro l’indice di permeabilità, ove stabilito dallo strumento urbanistico comunale, compresa la realizzazione di intercapedini interamente interrate e non accessibili, vasche di raccolta delle acque, locali tombati
  9. Pannelli solari, fotovoltaici a servizio degli edifici da realizzare al di fuori della zona A) di cui al decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444
  10. Aree ludiche senza fini di lucro ed elementi di arredo delle aree di pertinenza degli edifici
  11. Manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni, in strutture ricettive all’aperto per la sosta e il soggiorno dei turisti, previamente autorizzate sotto il profilo urbanistico, edilizio e, ove previsto, paesaggistico, in conformità alle normative regionali di settore
  12. Opere contingenti temporanee dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni.

Vuoi consultare nel dettaglio i lavori che puoi effettuare senza permessi? L’elenco completo delle opere libere è pubblicato in allegato sulla Gazzetta Ufficiale n. 81 del 7 aprile 2018: clicca qui per consultarlo.

Tutto questo permette a chi possiede un immobile di proprietà di poter agire in piena autonomia per interventi di ristrutturazione ordinaria, che non vadano ad incidere sulle volumetrie catastalmente deducibili. L’edilizia libera ha consentito l’ammodernamento di vecchi immobili, rendendoli più vivibili per chi li abita ma anche più appetibili per il mercato.

Dunque questo alleggerimento degli obblighi di pratiche da presentare, risulta essere un ulteriore incentivo per la ripresa del mercato.

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Comprare casa: le verifiche preliminari per una compravendita sicura.

Se vuoi acquistare casa ci sono delle verifiche preliminari che è giusto che tu faccia per intraprendere la compravendita nel modo migliore. Ecco quali sono.

Prima di intraprendere un acquisto importante come quello della tua casa, ci sono delle verifiche preliminari che non puoi trascurare per il successo della tua compravendita. Ecco un elenco pratico delle cose da fare:

1.Accertati che l’immobile sia di piena proprietà di chi vende; infatti se ad esempio dai documenti risulta che è stato ereditato o donato, dovrai avere qualche accortezza in più: in futuro potrebbero anche farsi avanti altri eredi pronti a rivendicare la loro parte.

Nello specifico, le circostanze in cui puoi trovarti sono le seguenti:

  • il venditore non è proprietario esclusivo del bene: possono esserci altri comproprietari che non hanno intenzione di vendere
  • il venditore ha ricevuto l’immobile in eredità o gli è stato donato: gli eredi non soddisfatti ai quali spetta una quota di legittima possono impugnare il testamento/donazione e chiedere la restituzione dell’immobile
  • acquistando da una società devi verificare la “solvibilità” del venditore effettuando anche il controllo protesti.

2.Controlla presso l’Agenzia del Territorio che non ci siano trascrizioni, pignoramenti, vincoli, azioni giudiziarie o ipoteche non evidenziate dal venditore che gravano sull’immobile. Basta fornire i dati del venditore e il suo codice fiscale per effettuare le ispezioni ipotecarie.

3.Incarica un tecnico per verificare la regolarità urbanistica e catastale del bene; nel caso in cui emergessero difformità, il venditore dovrà provvedere a sanarle a sue spese prima dell’atto di compravendita.

4.L’immobile fa parte di un condominio? richiedi all’amministratore una copia del regolamento condominiale e domanda se ci sono opere straordinarie già deliberate o preventivate e se il proprietario è in regola con i pagamenti.

Inoltre è importante che tu, in veste di acquirente, conosca sia i tuoi diritti che i tuoi doveri.

Il diritto principale dell’acquirente è quello di ricevere la consegna dell’immobile al momento del contratto di compravendita, nello stato di fatto conosciuto e con tutti gli eventuali accessori pattuiti, libero da persone e da cose.

Inoltre ha diritto di avere tutta la documentazione relativa all’immobile e di ottenere tutte le informazioni utili relative al bene.

Invece tra gli obblighi di chi compra casa c’è quello di pagare il prezzo pattuito al venditore al momento della sottoscrizione del contratto d’acquisto: se in precedenza ha versato una somma a titolo di acconto, ha il dovere di provvedere al saldo. Qualora il venditore non consegnasse l’immobile, è facoltà dell’acquirente non saldare per intero il prezzo di vendita.

Per la tua compravendita a Pisa lascia che sia l’Agenzia Pegaso Immobiliare, nota e stimata sul territorio, a seguirti. In questo modo avrai la certezza di non trascurare alcun aspetto burocratico e avrai a tua disposizione un servizo professionale di alta qualità.

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A presto con un nuovo post…

3 buoni motivi per mettere in vendita la tua casa in estate.

Estate! tempo di vacanze, mare, viaggi…e compravendite immobiliari! Ecco 3 buoni motivi per approfittare dei mesi estivi per mettere in vendita la tua casa.

Ci troviamo nella stagione più allegra e luminosa dell’anno… Se hai intenzione di vendere la tua casa, perché non approfittare della positività che l’estate diffonde per proporla sul mercato? Forse credi che l’estate sia da dedicare solo alla spensieratezza e che chi è in ferie non desideri mettersi a pensare seriamente ad una decisione tanto importante come quella di cambiare casa..

In realtà non è così.

Questi preziosi mesi dell’anno portano tanta voglia di riposo ma anche di nuovi progetti per il futuro; sono molti coloro che, potendo trascorrere più tempo in casa, capiscono che è arrivato il momento di cambiare qualcosa…

Scopri con Pegaso Immobiliare i 3 motivi che rendono il periodo estivo un valido alleato per chi mette in vendita un immobile.

1.Le ore di sole.

In estate sicuramente è facile scattare le foto giuste per l’annuncio della tua casa in vendita. Infatti le immagini che corredano la tua inserzione devono essere di qualità e luminose: quale miglior periodo per realizzare il tuo servizio fotografico all’immobile in questione?

Si sa che una casa naturalmente ben illuminata attira subito l’occhio dell’acquirente e fa apparire gli spazi più ampi ed accoglienti. A questo proposito poter approfittare delle giornate più lunghe è un altro elemento importante, che consentirà di fissare gli appuntamenti per le visite alla tua casa non necessariamente nelle ore centrali della giornata (cosa consigliabile invece in inverno, per sfruttare le ore di maggiore luce).

2.Gli spazi esterni.

Se la tua casa ha un giardino o un balcone, sicuramente questi spazi all’aria aperta risulteranno più attraenti, anche perché l’acquirente che visita la tua proprietà in una bella giornata estiva farà meno fatica ad immaginarsi a mentre si gode una cena o un momento di relax all’aria aperta, rispetto ad un cliente che viene in visita in pieno inverno.

In estate più che mai gli spazi esterni della casa ne costituiscono il valore aggiunto.

3.La disponibilità tua e degli acquirenti.

Per molte persone il periodo estivo è quello più tranquillo e disimpegnato dal punto di vista lavorativo, perciò tu e i tuoi potenziali acquirenti avete più tempo a disposizione per dedicarvi alla compravendita.

Renditi sempre disponibile e ricorda:

se vuoi cominciare il processo di vendita della tua casa non rimandare a Settembre! Il periodo di svolta è proprio quello estivo, quando ci si rigenera e si organizzano i piani per il futuro… ti conviene giocare d’anticipo!

Se ciò che ti trattiene è il timore di non intraprendere questo percorso nel modo giusto, niente paura! La professionalità che l’Agenzia Pegaso Immobiliare di Pisa potrà offrirti ti aiuterà a realizzare la tua compravendita in totale sicurezza.

Contattaci per una consulenza o lasciaci un tuo commento!

A presto con un nuovo post!

E se il più saggio dei Tre Porcellini fosse quello con la casa di paglia?

A quanto pare la fiaba dei Tre porcellini dovrebbe essere modificata e resa più attuale. Probabilmente il maialino che si era costruito la casa di paglia era il più saggio di tutti: oggi il Lupo Ezechiele non sarebbe più in grado di distruggere la sua abitazione con un solo soffio.

Nel Comune di Crespina Lorenzana a Pisa è stata costruita una casa fatta con balle di paglia: si tratta della realizzazione di un progetto in chiave totalmente green e a prova di terremoto.

Nasce in Provincia di Pisa un edificio NZEB, cioè a impatto energetico pari a zero, voluta e progettata dall’architetto Matteo Pierattini e dagli ingegneri Guido Fabozzi e Andrea Baldini.

L’immobile ha una struttura in legno lamellare prefabbricata, isolata grazie all’impiego di balle di paglia in blocchi compatti, materiale 100% naturale che offre molti vantaggi.

L’edificio ha un involucro altamente efficiente dal punto di vista energetico, in grado di assorbire i vapori e l’umidità nell’aria in modo autonomo; in questo senso è decisamente superiore alle costruzioni tradizionali.

Questo tipo di casa inoltre ha bisogno di pochissima energia per il riscaldamento e per il raffrescamento. Per questo non è indispensabile installare gli impianti classici delle abitazioni tradizionali. Infatti un impianto di ventilazione meccanica controllata con recupero del calore può bastare per soddisfare il bisogno energetico di un edificio in paglia. I pannelli solari infine rendono la casa praticamente in grado di funzionare autonomamente dal punto di vista energetico.

Tra i vantaggi figura anche la possibilità di usufruire degli incentivi statali (come l’Ecobonus) previsti per i lavori volti a migliorare la resa energetica di un edificio.

Oltre all’efficienza energetica, un valore aggiunto sono le eccellenti proprietà antisismiche: le balle di paglia garantiscono maggiore solidità rispetto alle case di mattoni in caso di terremoti di elevata magnitudo.

L’immobile si distingue anche per comodità e design; anche per i progetti futuri in edilizia ecocompatibile non ci sarà alcun limite di scelta, dato che le costruzioni isolate in paglia sono moderne e innovative quanto quelle classiche.

Insomma, un bell’esempio di edificio moderno e innovativo, simbolo di quello che sarà il domani dell’edilizia: costruzioni che coniugano comfort abitativo massimo e completo rispetto dell’ambiente.

A fare da cornice a questo edificio sicuro, bello e a impatto zero, c’è il suggestivo Comune di Crespina Lorenzana.

Crespina Lorenzana

Crespina Lorenzana in Provincia di Pisa è un comune sparso di 5.457 abitanti, istituito il 1 gennaio 2014 dalla fusione dei due piccoli comuni di Crespina e Lorenzana. La campagna circostante per la sua bellezza era già attraente alla fine del XVII secolo, quando divenne meta di villeggiatura di famiglie nobili e facoltose di Livorno e di Pisa. Questo territorio raggiunse poi nel XIX secolo il suo splendore con la costruzione di numerose ville, fattorie e casini di caccia, che rendono caratteristico il Comune.

Vivere qui significa scegliere di abitare in una zona verde, nella tranquillità della campagna, pur restando in Provincia di Pisa.

Desideri che la tua nuova casa sia situata in una realtà come questa? scegli tra le proposte immobiliari di Pegaso Immobiliare nel Comune di Crespina Lorenzana; avrai la certezza di essere seguito con professionalità nella tua compravendita e la garanzia di un panorama mozzafiato 365 giorni l’anno!

Ti aspettiamo!

“Bella la mì Pisa”…Lo splendore dei Lungarni e della Torre a San Ranieri.

Le scuole sono già chiuse da qualche giorno, ma l’evento che fa davvero percepire l’arrivo dell’estate a Pisa è la festa per la vigilia del patrono San Ranieri, che si celebra tradizionalmente il 16 giugno di ogni anno.

Un appuntamento imperdibile per tutti i pisani e per i numerosi turisti che, visitando Pisa in questi giorni, si trovano ad assistere ad uno spettacolo senza uguali.  Che la meraviglia dei Lungarni illuminati da centinaia e centinaia di lumini fosse un panorama unico al mondo lo aveva già espresso Neri Tanfucio (anagramma di Renato Fucini) in un sonetto in vernacolo pisano nel 1870:

Viaggi ’n dell’Uropa ’un n’ho ma’ fatti;
Prima pelchè a quaini sèmo bassi,
E po’ pelch’e’ Pisani ’un c’enn’adatti
Per anda’ per er mondo a strapazzassi.
Ma un mi’ amio di Lucca che fa ‘ gatti…
(Li fa cor gesso, creda, da sbagliassi).
Lui, vòrsi di’, ch’è stato fra’ Mulatti,
Che ha visitato anch’ e’ Paesi Bassi,
M’ha detto che neppure ‘n der Peino
Luminare di Pisa ‘un se ne vede:
Nun n’hann’ idea laggiù der lampanino.
Chi nun l’ha vista, ‘reda, ‘un lo pòr crede’;
Eppoi, ‘ni basti di’ che ar mi’ ‘ucino,
Dalla gran carca ‘ni stroppionn’ un piede.

Ovvero: “Viaggi in Europa non ne ho mai fatti; sia perché a soldi siamo messi male, sia perché i Pisani non sono adatti ad andare in giro per il mondo a stancarsi. Ma un mio amico di Lucca che fa i gatti (intendo con il gesso)… Lui, volevo dire, che è stato all’estero e ha visitato anche i Paesi Bassi, mi ha detto che nemmeno a Pechino si vedono Luminare come quella di Pisa: laggiù non hanno idea del lampanino. Chi non l’ha vista non lo può credere; e poi, mi basti dire che a mio cugino, dalla gran calca, gli storpiarono un piede”.

Eh già, perché la Luminara di San Ranieri (vernacolo pisano per luminaria) è una festa dalle origini antiche, che conserva ancora oggi la sua atmosfera incantata. Tutto ebbe inizio il 25 marzo 1688, quando l’urna contenente le spoglie del patrono Ranieri degli Scaccieri fu traslata nell’attuale cappella dell’Incoronata. I cittadini organizzarono una processione e una luminaria in suo onore, che si è tramandata fino ad oggi, rientrando nei festeggiamenti del Giugno Pisano.

Per saperne di più sul programma del Giugno Pisano clicca qui.

Le leggende sul conto del patrono della città sono molte; forse la più famosa è quella riguardante la sua burrasca: ogni anno, nonostante il clima estivo, il santo metterebbe alla prova i propri concittadini scatenando la pioggia dopo i festeggiamenti in suo onore. Che nei giorni successivi alla Luminara ci attenda la pioggia, poco importa: intanto è il caso di goderci la meraviglia dei Lungarni…

San Ranieri

I lungarni pisani, con i loro meravigliosi palazzi e i ponti sopravvissuti ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale sono i luoghi più suggestivi e famosi di Pisa. Gli splendidi edifici che li costeggiano nella discesa dell’Arno verso la sua foce a Marina di Pisa, opera delle famiglie benestanti che avevano scelto i Lungarni come residenza, vengono avvolti da un’atmosfera speciale grazie ai 110mila lumini a cera che ne definiscono forme e contorni.

Il programma di quest’anno prevede alle ore 22 circa l’accensione dell’illuminazione della Torre Pendente, unico monumento a brillare lontano dai Lungarni. Alle 23.30 circa inizierà quindi lo spettacolo dei fuochi d’artificio, sparati dalla Cittadella e da postazioni galleggianti sul fiume stesso.

Vieni anche tu ad ammirare la bellezza di una città senza tempo e innamorati di Pisa.

Chissà…magari mentre ammiri lo spettacolo pirotecnico ti viene voglia di acquistare casa proprio vicino ai Lungarni per goderti lo spettacolo dal terrazzo di casa tua i prossimi anni!

In tal caso, Pegaso Immobiliare è a tua disposizione! Ci trovi in Via Santa Marta 2.

A presto!

Anche la casa è social! Nasce un nuovo modo di condividere l’abitare.

Internet ha stravolto il mondo della comunicazione. Nel corso degli ultimi venti anni la nostra società è cambiata profondamente e, con lei, il modo di stringere amicizie e di lavorare. Siamo tutti attenti alle novità, aggiornati costantemente ed in tempo reale, pronti a condividere ciò che ci accade quotidianamente sui social.

Non ultimo, è cambiato il modo di concepire la casa. Comincia a diffondersi dal Nord Italia la filosofia del cohousing o abitare collaborativo. Pegaso Immobiliare ti spiega in cosa consiste.

Se vogliamo dare un’immagine complessiva di questo fenomeno, si può sintetizzare il cohousing dicendo che si tratta di una forma abitativa più partecipata, nata da un nuovo stile di vita. Alla base di tutto c’è la scelta di condividere alcuni spazi e servizi e dedicarsi alla collaborazione tra le persone e ai buoni rapporti di vicinato.

Questi progetti, da realizzare in nuove costruzioni o attraverso il recupero del patrimonio edificato esistente, prevedono complessi abitativi composti da alloggi privati corredati da spazi comuni destinati alla condivisione da parte di più nuclei familiari, che utilizzano la lavanderia, la stanza dei giochi per i bambini, l’orto, il giardino, la sala dedicata al lavoro…tutto in comune.

Negli ampi spazi in comune è possibile incontrarsi e vivere in modo solidale e sostenibile, in equilibrio tra l’autonomia della casa privata e la socialità.

Vivere in un appartamento piccolo per poi usufruire di aree condivise va incontro alle esigenze di economicità e sostenibilità di molti. Questo modello abitativo è nato negli anni Sessanta nel Nord Europa (in Danimarca per la precisione) e poi si è diffuso in molti altri Paesi. Solo da pochi anni se ne parla anche in Italia, dove l’abitare collaborativo parte in particolare da Piemonte e Lombardia, come risposta alle esigenze di chi vive in grandi città, ma ci sono progetti anche in Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Toscana.

cohousing

Il cohousing italiano.

Che Milano si confermi la città italiana più all’avanguardia anche in questo campo, non è una novità. Proprio qui tra il 2007 e il 2009 è stato realizzato l’Urban Village Bovisa, il primo complesso per l’abitare collaborativo in Italia. Gli abitanti delle 32 unità abitative hanno vari servizi comuni come l’orto, la lavanderia-stireria, la piscina-solarium, l’asilo e il car-sharing. L’abitare social è al centro di altri progetti e l’attenzione per il cohousing è testimoniata anche da eventi dedicati. A giugno 2017 ad esempio, sempre a Milano, si è tenuta la Terza edizione di Experimentdays, la fiera dedicata alle nuove forme dell’abitare sociale organizzata da Housinglab (un’associazione per l’abitare collaborativo). In questa sede è stata presentata una prima mappatura del cohousing in Italia. I progetti sono promossi soprattutto da giovani coppie, pronti a sperimentare la collaborazione con gli altri abitanti dall’ideazione dello stabile all’abitazione stessa.

Il cohousing può avere varie forme e infinite possibilità di svilupparsi. Si spazia da progetti di condominio solidale a villaggio cooperativo, da coabitazione giovanile fino a residenza temporanea. Ciascuno di questi interventi avrà caratteristiche differenti, e vedrà in campo differenti forme giuridiche.

Se Milano non stupisce più per la sua modernità, forse resterai piacevolmente sorpreso nello scoprire che anche nel territorio di Pisa è stato realizzato un progetto di cohousing.

Si tratta di Cohlonia a Calambrone, costruita a due passi dal mare tra 2008 e 2010 dal recupero di una ex colonia degli anni ‘70, Ex Villa Rosa Maltoni Mussolini. Ad oggi è uno dei luoghi d’eccellenza per quanto riguarda il cohousing in Italia.

In effetti la qualità abitativa per chi vive nei 60 alloggi è davvero alta. I servizi in condivisione sono molti e vari: dalla palestra al parco di 24.000 mq con una piscina scoperta, dal deposito mare e piscina (90 mq) alla biblioteca e mediateca, all’area giochi per i bimbi, alle camere per gli ospiti, alla ciclofficina. Gli appartamenti sono stati destinati in parte alla vendita (e sono stati acquistati sia come prima che come seconda casa) e in parte all’affitto, con un modello di club residenziale ad alto valore aggiunto per i residenti e per i vacanzieri, che possono soggiornare in un luogo bello e intenso nelle relazioni di buon vicinato.

E tu che cosa ne pensi? Ti piacerebbe sperimentare un nuovo modo di abitare, più social?

Faccelo sapere con un commento!

Sicuramente nei prossimi mesi sentiremo ancora parlare di cohousing… chissà se ci saranno ulteriori sviluppi a riguardo!?

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A presto con un nuovo post!

Scegli i colori più adatti per la camera del tuo bambino.

I colori esercitano precisi effetti sul nostro stato d’animo e possono incidere sul benessere. Allora perché non circondarsi dei toni giusti all’interno della nostra casa? Pegaso Immobiliare ti aiuta a scegliere i colori più adatti per la camera del tuo bambino.

Ogni colore richiama dei sentimenti precisi sia negli adulti sia nei bambini. In particolare questi ultimi sono i più sensibili agli influssi che provengono dall’ambiente esterno, li assorbono come spugne. Perciò nell’allestimento delle camerette non si può non tenere conto di questi aspetti.

Ci sono dei colori che stimolano energia e movimento, altri concentrazione , altri ancora si associano al riposo.

Vediamo i colori più indicati in base all’età del bambino.

LA CAMERETTA DI UN NEONATO.

Si sa che i bambini appena nati non distinguono perfettamente i colori, tuttavia fare determinate scelte cromatiche non è affatto inutile. Infatti non è importante la loro personale possibilità di percezione, quanto il colore della luce che certi toni determinano.

Dunque il bambino sarà immerso in un’atmosfera specifica.

Nel momento in cui si prepara la stanza per l’arrivo di un neonato, è opportuno prediligere colori tenui, neutri (come avorio, giallo pastello, rosa confetto o celeste chiaro), luci rosate o dorate, affini alla sua energia nascente; questi colori trasmetteranno al piccolo un senso di protezione e non stimoleranno troppo il sistema nervoso.

Naturalmente per un maschietto l’azzurro può essere adatto in tutte le sue sfumature. Per una bambina sarà perfetto il rosa confetto; ma anche il lilla.

Se hai intenzione di tingere con una tonalità accesa le pareti, di blu, azzurro forte, rosa shocking o viola, il nostro consiglio è di non tinteggiare tutta la stanza, ma solo una parete. In questo modo non togli luminosità.

LA CAMERETTA DEL BAMBINO NELLA PRIMA FASE DI APPRENDIMENTO.

Quando il bambino inizia a gattonare e si trova in piena fase di apprendimento, la tendenza è quella di voler rallegrare la stanzetta. Tuttavia questo deve essere fatto con criterio: il piccolo non percepisce come stimolante una stanza dominata dalle più diverse tonalità, in contrasto tra loro. In mezzo a mobili blu, rossi, verdi, gialli non trova equilibrio.

Dunque circondarlo di pezzi di arredamento o tappeti dai colori vari e accesi può essere un errore.

Sarebbe corretto progettare invece una stanza nella quale ad esempio il colore del lettino e del copriletto richiami il riposo, mentre quello dell’area gioco si associ al movimento.

Per le pareti il verde acqua e il verde pastello sarebbero le tonalità perfette, che si adattano sia a maschi che femmine. Potresti anche scegliere di posizionare su una parete una lavagna sulla quale il bambino potrà esprimere col disegno la sua creatività.

cameretta del bambino

In generale per la cameretta in cui dorme il bambino sono consigliabili tutti i colori che tendono verso il blu o il verde, mentre è meglio evitare il rosso e l’arancione. Infatti disturbano il riposo, mentre:

  • il blu è rilassante, favorisce il sonno e ha un effetto calmante; addirittura si ritiene che abbassi la frequenza cardiaca e la pressione del sangue, diventando un ottimo alleato per il sonno notturno.
  • Il verde stimola l’ottimismo e l’equilibrio, riduce lo stress e l’ansia, favorendo il riposo.

LA CAMERETTA DEL BAMBINO DOPO I 3 ANNI.

Quando il bimbo cresce e comincia ad andare a scuola, diventa necessario rivedere la disposizione della sua camera, dato che si dovrà passare al lettino vero e proprio e sarà possibile eliminare il fasciatoio.

Se si decide di cambiare il colore delle pareti, il giallo sarà il più adatto. Infatti il giallo stimola la creatività e il buonumore, rende l’ambiente più vivace. Questo colore contribuirà dunque a combinare i giusti stimoli per il gioco e per il riposo.

Stai cercando una nuova casa con una camera in più per prepararti all’arrivo del tuo piccolo? Nella zona di Pisa e Provincia l’Agenzia Pegaso Immobiliare è un punto di riferimento per il mercato immobiliare. Rivolgiti noi; troveremo la soluzione più adatta a te.

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