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Blog Agenzia Immobiliare Pegaso: i 5 articoli più letti!

Che cosa avete cercato, trovato, letto e condiviso di più? Ecco quali sono gli articoli più cliccati del blog dell’Agenzia Immobiliare Pegaso.

Il blog dell’Agenzia Immobiliare Pegaso è online da quasi 2 anni ed è stato il primo blog immobiliare nato a Pisa.

Questo spazio è diventato per l’Agenzia Pegaso un luogo in cui approfondire vari temi legati alla casa e nel tempo la pubblicazione dei contenuti con cui è stato arricchito è diventata un appuntamento importante con voi lettori, che in queste “pagine virtuali” potete trovare tante notizie e aggiornamenti riguardanti il mercato immobiliare, ma anche consigli per la casa ed indicazioni utili su come intraprendere l’acquisto, la vendita o l’affitto di un immobile.

L’idea di base che anima il blog dell’Agenzia Pegaso è quella di dare risposte anche su temi che possono apparire complessi per chi non opera nel settore immobiliare, prendendo spunto dalle domande che i clienti fanno più spesso e dalle novità dal mondo del mattone.

Per fare questo ho scelto un taglio semplice, che possa rendere lo stile scorrevole da leggere e i contenuti chiari e comprensibili per tutti.

Oggi, dopo aver pubblicato oltre 50 articoli, voglio riproporre gli argomenti che vi hanno interessato di più.

Ecco quali sono stati i contenuti più letti; ti basterà cliccare sul titolo per visualizzare tutto il testo:

1. “Realizzare un giardino d’inverno: quando servono i permessi?”

Realizzare un giardino d’inverno può essere un’ottima soluzione per valorizzare la casa ed estendere lo spazio abitativo.

In questo articolo, il più cliccato in assoluto, trovi informazioni su come creare uno spazio esterno coperto e quando servono i permessi.

2.”Accordi territoriali 2018 del Comune di Pisa sul contratto d’affitto per studenti.”

Pisa è sede di una delle più prestigiose università italiane e ospita circa 20.000 studenti fuori sede che hanno lasciato il proprio luogo di residenza per studiare lontano da casa.

Cosa prevede la legge italiana riguardo il contratto d’affitto per studenti? Qual è il tipo di contratto più vantaggioso? Ci sono agevolazioni?

Ecco le risposte!

3. “Scegli i colori più adatti per la camera del tuo bambino.”

I colori esercitano precisi effetti sul nostro stato d’animo e possono incidere sul benessere. Allora perché non circondarsi dei toni giusti all’interno della nostra casa?

Pegaso Immobiliare ti aiuta a scegliere i colori più adatti per la camera del tuo bambino.

4. “Vivere in appartamento o in una casa indipendente? Tutti i pro e i contro.”

Quando si è alla ricerca di una nuova casa, una delle prime cose da fare dopo aver deciso la zona in cui si vorrebbe vivere e aver stabilito il budget a disposizione è definire la tipologia di immobile su cui orientarsi.

È meglio abitare in un appartamento o in una casa indipendente? A questa domanda non esiste una risposta valida per tutti; si tratta di una scelta troppo soggettiva! Vediamo insieme i pro e i contro, poi starà a te rapportare tutto alle tue abitudini ed esigenze, e vedere da quale parte pende per te la bilancia…

5. “Si può vendere casa prima di aver estinto il mutuo?”

La maggior parte degli italiani acquista casa ricorrendo ad un mutuo ipotecario, che vincola chi lo sottoscrive per molto tempo: normalmente il contratto può avere una durata compresa tra i 5 e i 40 anni, variabile secondo quanto stabilito da ogni singola banca e in relazione alla tipologia di prodotto scelto.

Trattandosi di un arco temporale di rimborso spesso molto ampio, può capitare che nel frattempo le esigenze della famiglia cambino e che nasca l’esigenza di doversi trasferire e vendere il proprio immobile prima del previsto.

Ma si può vendere una casa prima di aver finito di pagare le rate del mutuo? La risposta è sì.

In questo articolo trovi le soluzioni possibili.

Come dimostra anche la varietà dei 5 titoli della classifica, quando si parla di CASA gli argomenti che possono essere trattati sono davvero tantissimi e diversi tra loro.

Questo perché la casa è un oggetto, un bene rifugio, un investimento da proteggere e gestire al meglio; ma di certo non si tratta solo di questo.

Al di là dell’aspetto materiale, la casa è il posto sicuro in cui tornare, che riveste da sempre un senso più intimo e profondo.

Ed è proprio questa varietà di significati che si possono attribuire alla casa a rendere così ampio e variegato il ventaglio di argomenti da trattare sul blog… e sempre nuovo, importante e affascinante il mio lavoro di agente immobiliare.

Se stai cercando un professionista che possa guidarti nell’operazione immobiliare che ti sta a cuore, contatta l’Agenzia Immobiliare Pegaso e vieni a conoscere tutti i servizi che avrai a disposizione per realizzarla con successo.

Intanto… BUONA LETTURA!

A presto!

Elisabetta Senesi

 

Cedolare su affitto a canone concordato 2020: c’è la proroga ma sale l’aliquota.

Brutte notizie per i proprietari: la Manovra 2020 introduce un aumento dell’aliquota della cedolare secca sulle locazioni a canone concordato.

Nel contratto di locazione a canone concordato l’importo del canone di affitto che l’inquilino dovrà corrispondere al proprietario non è deciso dalle parti (come avviene con il canone libero) ma è calcolato in base agli indicatori contenuti nell’Accordo territoriale.

Questo documento, che è frutto della contrattazione tra sindacati degli inquilini e associazioni dei proprietari, fissa la soglia massima e quella minima entro le quali dovrà essere stabilita l’entità del canone.

⇒Per saperne di più sugli Accordi territoriali nel Comune di Pisa clicca qui.

Dunque l’inquilino che stipula un contratto di locazione a canone concordato ha il vantaggio di pagare un canone “calmierato”, inferiore a quelli normalmente applicati.

Il proprietario che sceglie di vincolarsi a tali condizioni ha diritto a specifiche agevolazioni fiscali:

  • ai fini Imu e Tasi può beneficiare di una riduzione del 25% della base imponibile;
  • in regime di cedolare secca, l’aliquota è al 10% invece che al 21%.

La misura ridotta della cedolare secca sugli affitti abitativi a canone concordato (la stessa che si applica anche alle locazioni degli studenti universitari) è motivata dalla finalità di favorire l’accesso all’abitazione a quei soggetti che non possono rivolgersi al libero mercato.

Introdotta nel 2014 dal Governo Renzi e in seguito confermata dal Governo Gentiloni nel 2017, in questi anni di applicazione la cedolare secca al 10% ha garantito un’offerta abitativa estesa, agevolando la mobilità di lavoratori e studenti sul territorio, ma non solo.

Uno degli effetti positivi prodotti consiste in una riduzione senza precedenti dell’evasione fiscale nelle locazioni.

Quindi possiamo dire che è senza dubbio una misura sociale che funziona, apprezzata unanimemente da forze politiche, sindacati, operatori ed esperti del settore immobiliare.

Ma tra le novità della manovra 2020 c’è una modifica che rischia di guastare questa situazione.

Il Governo Conte ha deciso di prorogare la cedolare secca sugli affitti abitativi a canone concordato, ma aumentandone l’aliquota dal 10% al 12,5%.

Mentre le associazioni di categoria e il mondo immobiliare sono già sul piede di guerra e contestano questa mossa poco prudente che mette le mani nelle tasche dei proprietari, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri difende le scelte del Governo dicendo che l’aumento è più contenuto del previsto.

Infatti l’aliquota al 10% era solo temporanea ed era destinata a salire al 15%. Da questo punto di vista il fatto di renderla strutturale al 12,5% rappresenta una riduzione e non un aumento delle tasse.

Nonostante il chiarimento, resta il fatto che questa decisione grava sui locatori e ha sollevato dure critiche da parte dell’Unione Inquilini e di Confedilizia, che ritengono il provvedimento un errore clamoroso.

Infatti aumentare l’aliquota della cedolare secca per i contratti agevolati comporta più tasse per i locatori; la conseguenza sarà che gli accordi fino ad oggi firmati localmente vedranno la richiesta da parte delle associazioni dei proprietari di rivedere i valori.

Il rialzo dei canoni che ne potrebbe derivare è destinato a mettere in difficoltà gli inquilini.

Continua a seguire il blog e la pagina Facebook dell’Agenzia Immobiliare Pegaso per essere sempre al corrente di tutte le novità del settore immobiliare e, se hai delle domande, contattami!

Sarò felice di aiutarti a risolvere ogni tuo dubbio relativo all’affitto o alla compravendita di un immobile.

Elisabetta Senesi

Cambio casa: come aiutare il tuo cane a vivere il trasloco senza stress?

Cambiare casa e abitudini è un grande passo per il tuo cane, proprio come lo è per te.

Ecco alcuni consigli per traslocare senza che il tuo amico a quattro zampe si stressi troppo.

Hai comprato casa e adesso ti prepari a trasferirti definitivamente tra le nuove mura.

Per te è un momento emozionante, ma sicuramente tra uno scatolone e l’altro spesso lo stress del trasloco si fa sentire.

Sappi che non sei il solo a vivere questa situazione: se abiti con un amico a quattro zampe anche lui avverte i cambiamenti in atto e di certo condivide il tuo stato d’animo.

All’improvviso il tuo cane si trova ad assistere alla trasformazione dell’ambiente che lo circonda e a cui è abituato.

Vede togliere oggetti dalla loro posizione abituale, smontare mobili, buttare via cose che non vi seguiranno nella nuova casa, riempire e accatastare scatoloni… capisce che qualcosa sta cambiando, ma non sa esattamente ciò che lo attende e questo genera stress.

Spetta a te prevenire il suo disagio.

Per questo motivo ti consigliamo innanzitutto di tenere il tuo animale il più possibile lontano da tutto il caos degli scatoloni il giorno del trasloco.

Puoi lasciarlo per qualche ora da un tuo amico o da un parente che lui conosce e con cui è a suo agio, in modo che non si senta spaesato o abbandonato.

In alternativa lascialo in una stanza con acqua e cibo a disposizione e con oggetti a lui familiari e se ti gira intorno cercando di curiosare negli scatoloni non proibirglielo e coinvolgilo in quello che stai facendo.

E una volta arrivati nella nuova casa?

Ognuno reagisce in modo diverso al cambiamento e la reazione che il tuo amico peloso avrà entrando nella nuova casa dipenderà molto dal suo carattere.

Ma di base ricordati che il cane, oltre ad essere un animale abitudinario, è anche molto territoriale, per cui abbandonare quello che ha marcato come proprio territorio per entrare in un ambiente completamente nuovo non è affatto facile per lui.

Trovandosi immerso in suoni e odori del tutto sconosciuti, l’animale potrà apparire nervoso, spaesato, a volte spaventato.

Quindi, a meno che tu non ti stia trasferendo in una città molto lontana dal luogo in cui vivi adesso, è meglio “addolcire” il passaggio da un’abitazione all’altra nei giorni che precedono il trasloco portandolo a passeggio nel nuovo quartiere.

Inoltre potresti farlo entrare in casa e associare questa prima esperienza conoscitiva a qualcosa di piacevole, che lasci un ricordo positivo: porta nella nuova abitazione del cibo oppure il suo giochino preferito.

Il cane ha bisogno di marcare il territorio ed è per questo che è importante che ispezioni la casa prima del trasloco definitivo.

Poi, nelle prime settimane nella nuova abitazione, cerca di organizzarti in modo tale che almeno una persona sia sempre in casa insieme all’animale e stabilisci per lui la nuova routine nel più breve tempo possibile, evitando di modificare le vostre abitudini.

Nel corso delle prime passeggiate inizierà a riconoscere gli odori della nuova zona e acquisirà il senso dell’orientamento, che potrai aiutarlo a sviluppare diversificando le strade da percorrere per fare ritorno a casa.

Lascia che si trattenga ad annusare ciò che vuole (ha bisogno di conoscere il nuovo spazio) e che si avvicini ad altri cani, chiaramente sotto la tua supervisione.

Le interazioni e i momenti di gioco con i suoi simili nel nuovo quartiere lo aiuteranno a distrarsi e ad abituarsi meglio al cambiamento.

Con qualche piccola accortezza riuscirai a far adattare bene il tuo cane all’ambiente, è solo questione di tempo e presto potrete godervi insieme la vostra nuova casa.

L’importante è che si senta circondato dal tuo affetto che, ne siamo certi, non mancherà.

Sei stai per affrontare il trasloco ti facciamo i migliori auguri per la tua nuova casa e speriamo che i nostri consigli ti siano utili per vivere serenamente questo momento di passaggio con il tuo cane.

Se invece stai cercando l’immobile perfetto per un nuovo inizio, sicuramente l’Agenzia Immobiliare Pegaso saprà individuare la soluzione giusta per te, ovviamente con tutto lo spazio che desideri per il tuo amico a quattro zampe!

Contatta subito l’Agenzia Pegaso!

A presto.

Elisabetta Senesi

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Buona lettura!

Affitti in nero a studenti universitari: attenzione al contratto!

Affitti in nero? No, grazie! Se sei uno studente universitario fuorisede alla ricerca di un alloggio, non fidarti di chi ti propone una locazione con contratto verbale o senza registrazione.

Il nuovo anno accademico è alle porte e in città universitarie come la nostra Pisa la corsa degli studenti fuorisede per accaparrarsi gli alloggi migliori è già iniziata da qualche mese.

Ognuno cerca il proprio monolocale o la propria stanza in affitto in base alla vicinanza rispetto alla facoltà e alle aule che dovrà frequentare nel corso dei prossimi mesi, ma anche in base ad altri parametri.

Tra i principali fattori che condizionano la scelta c’è, ovviamente, il budget a disposizione.

E così nell’ambito della locazione per studenti universitari non manca chi attira potenziali inquilini proponendo alloggi in affitto, magari ad un prezzo più conveniente, ma senza offrire un contratto regolare.

Si stima che in Italia ci siano oltre 900 mila appartamenti caratterizzati da locazioni irregolari: affitti in nero, accordi registrati a canoni inferiori rispetto a quelli percepiti o comodati fittizi.

Come deve essere un contratto di locazione regolare?

I contratti di locazione ad uso abitativo devono essere redatti in forma scritta e registrati presso l’ufficio del registro ubicato nelle sedi territoriali dell’Agenzia delle Entrate.

Dunque un accordo verbale con il proprietario di casa è di fatto nullo e la registrazione è un adempimento obbligatorio affinché il contratto sia valido.

Inoltre dal primo gennaio 2014 i proprietari di immobili locati ad uso residenziale hanno l’obbligo di ricevere pagamenti tracciabili: gli inquilini sono tenuti a effettuare versamenti non più in contanti ma tramite bonifici, carte di credito, prepagate, assegni o vaglia postali.

L’affitto in nero è a svantaggio dell’inquilino!

Se stai cercando un alloggio e ti viene proposto un affitto in nero hai a che fare con un padrone di casa che non ha intenzione di stipulare accordi a norma di legge in modo da non pagare le tasse.

Questa pratica illegale gioca a tuo svantaggio, perché senza un regolare contratto il proprietario non è tenuto a mantenere fede a nulla: può mandarti via di casa da un momento all’altro e senza alcun preavviso, non è obbligato ad occuparsi della manutenzione del tuo appartamento e può cambiare a suo piacimento l’importo del canone mensile.

Perciò è bene non accettare MAI queste condizioni di affitto, tanto più che i contratti di locazione per studenti universitari godono di condizioni particolarmente vantaggiose.

Come puoi approfondire cliccando qui, il contratto più indicato sia per il proprietario sia per l’inquilino è l’affitto transitorio per studenti fuorisede, una tipologia di contratto a canone concordato che rende impossibile al proprietario fissare un canone mensile più alto rispetto a quanto previsto dagli accordi territoriali presi tra le organizzazioni di inquilini e proprietari.

Inoltre solo se il rapporto di locazione è valido da esso scaturiscono uno serie di agevolazioni fiscali per lo studente-inquilino.

Infatti il Tuir (art.15, comma 1 lettera i-sexies) prevede per gli studenti universitari fuorisede una detrazione del 19% dall’Irpef entro il limite di 2.633 euro all’anno sui canoni di affitto relativi ai contratti di locazione degli universitari iscritti ad un corso di laurea presso un’università situata in un comune diverso da quello di residenza.

Ciò significa che hai modo di recuperare circa 500 euro.

Per essere davvero tutelato accertati di stipulare un contratto corretto e che il locatore provveda alla sua registrazione.

Se sarà la tua agenzia immobiliare di fiducia a seguire la locazione non avrai nulla da temere.

Per la tua casa a Pisa affidati ad esperti del settore e contatta l’Agenzia Immobiliare Pegaso!

A presto!

Elisabetta Senesi

Locazioni immobili commerciali: cedolare secca anche sulle proroghe?

L’Agenzia delle Entrate si è espressa in merito alla possibilità di optare per la cedolare secca per la locazione di negozi in caso di proroga contrattuale.

L’ultima Legge di Bilancio ha esteso la possibilità di usufruire del regime fiscale della cedolare secca a chi concede in locazione un immobile commerciale.

Si tratta di una novità importante, che permette di applicare il regime di tassazione sostitutivo di Irpef e addizionali con aliquota fissa al 21% non più solo ai locatori di abitazioni come avveniva fino allo scorso anno, ma anche a chi dà in affitto un bene appartenente alla categoria catastale C/1 (negozi e botteghe).

Scegliendo l’utilizzo della cedolare secca al 21%, il locatore rinuncia alla facoltà di richiedere l’aggiornamento del canone di locazione, anche se previsto dal contratto, inclusa la variazione accertata dall’ISTAT.

Allo stesso tempo ha però il vantaggio di risparmiare sulla tassazione Irpef ed evitare il pagamento dell’imposta di registro, di bollo e delle tasse legate a risoluzioni e proroghe, per un risparmio medio che va dai 1.000 ai 2.800 euro annui secondo le stime di Confedilizia.

Inoltre la cedolare secca è applicabile anche nel caso di affitti commerciali con canone variabile ed è estesa alle pertinenze dell’immobile, purché siano locate congiuntamente al negozio e, in base a quanto precisato dall’Agenzia delle Entrate nella circolare 8/E/2019, appartengano alle categorie catastali:

  • C/2 magazzini e locali di deposito
  • C/6 box auto, garage e rimesse
  • C/7 tettoie chiuse e aperte.

Per avvalersi del regime sostitutivo devono essere soddisfatte anche altre condizioni:

  • la superficie complessiva dell’unità immobiliare commerciale oggetto della locazione, al netto delle pertinenze, non può essere superiore a 600 m²;
  • alla data del 15 ottobre 2018 non può risultare in corso tra i medesimi soggetti un contratto di locazione per lo stesso immobile, da interrompere anticipatamente rispetto alla scadenza naturale;
  • il contratto di locazione deve essere stipulato tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2019.

Dunque, stando a questi requisiti contenuti nella Legge di Bilancio, l’opzione della cedolare secca sulle locazioni di immobili commerciali è possibile solo per i nuovi contratti, ma di recente l’Agenzia delle Entrate ha fatto una precisazione importante.

Nella risposta all’interpello 297/2019 l’Agenzia ha chiarito che se un contratto di locazione termina la sua scadenza naturale nell’anno in corso, il locatore può optare per il regime fiscale della cedolare secca in sede di eventuale proroga contrattuale.

La proroga infatti viene considerata come un contratto di locazione stipulato nel 2019.

Con questa apertura si va a moltiplicare il numero dei potenziali fruitori della cedolare secca: in base ai dati dell’Omi sono 807mila i negozi posseduti da persone fisiche con locazioni già in corso, per cui è possibile stimare che potrebbero beneficiare dell’opzione del regime sostitutivo circa 120mila proroghe all’anno.

Hai bisogno di altre informazioni?

Rivolgendoti all’Agenzia Immobiliare Pegaso potrai contare sulla consulenza di un professionista che risolverà ogni tuo dubbio e ti seguirà nella stipula del contratto dandoti la certezza di concludere la tua operazione immobiliare in modo sicuro e corretto.

Ti aspetto!

Elisabetta Senesi

Controlli sull’immobile prima della vendita: come risolvere gli errori catastali?

Vendi casa? Ecco come verificare la presenza di eventuali errori catastali e cosa fare per sanarli.

Dopo una calda estate fatta anche di vacanze e meritato relax, settembre è il mese in cui tutto riparte.

Bisogna riprendere il passo con la quotidianità e per farlo con entusiasmo può essere di grande aiuto stabilire nuovi propositi e fissare qualche bell’obiettivo da raggiungere.

Tra le cose che desideri fare nei prossimi mesi hai programmato anche la vendita della tua casa? Di certo si tratta di un bel progetto… ma anche di un impegno importante!

Vendere un immobile non è cosa da poco: è un’operazione che ha bisogno di tempo e che porta con sé un carico emotivo da non sottovalutare, specialmente se quella che vuoi mettere sul mercato è la casa in cui hai vissuto per anni.

Perciò la compravendita immobiliare deve essere condotta con molta cura, già a partire dalla sua organizzazione.

Come abbiamo detto anche in altre occasioni sul nostro blog, la prima cosa da fare prima di mettere un immobile in vendita è reperire e controllare tutta la documentazione relativa al bene.

Purtroppo, specialmente quando la compravendita non passa attraverso un’agenzia immobiliare, capita spesso che vengano individuate delle difformità dell’immobile quando l’iter di compravendita è già a buon punto.

In questi casi può servire del tempo per risolvere le varie problematiche, con il conseguente rischio di dover rimandare o veder saltare l’intero affare.

In particolare è importante che tu sappia che dal 1 Luglio 2010 è entrata in vigore una Legge che obbliga a verificare che la planimetria catastale (ovvero il disegno dell’immobile conservato negli uffici dell’Agenzia del Territorio) corrisponda allo stato di fatto della casa.

Nel caso in cui la casa e la planimetria catastale siano differenti l’atto è considerato nullo, dal momento che chi acquista ha il diritto di comprare un bene perfettamente conforme ai documenti depositati in Comune.

Se spunta un problema che impedisce di concludere il contratto di vendita, l’acquirente potrebbe anche scegliere di non comprare più la casa e di chiedere il doppio dei soldi che ha versato a titolo di caparra alla firma del preliminare.

Dunque tu, in quanto parte venditrice, devi prevenire queste situazioni verificando per tempo se tutto è in regola o se ci sono difformità di cui magari non eri a conoscenza.

Come correggere gli errori catastali?

Se da una visura catastale dell’abitazione si riscontrano inesattezze ad esempio sul numero dei vani e dei metri quadri, cosa puoi fare?

Per quanto riguarda eventuali errori catastali, l’Agenzia delle Entrate ha spiegato che si può chiedere la correzione nella banca dati del Catasto, presentando una domanda presso gli uffici provinciali – Territorio o, in alcune situazioni, mediante il servizio online “Contact center” presente sul sito.

Il richiedente deve indicare nella domanda le proprie generalità, i dati catastali dell’immobile, la situazione riscontrata e le informazioni utili alla correzione dell’errore.

Tramite la procedura online è possibile correggere:
  • errori sulla persona a cui è intestato l’immobile: cognome e nome (per le aziende “denominazione”), codice fiscale, luogo e data di nascita (per le aziende “sede legale”), diritti e quota di possesso;
  • errori sui dati dell’immobile: indirizzo, ubicazione (n° civico, piano, interno, ecc.) o evidenti inesattezze nella consistenza (numero vani o metri quadri).

Per presentare la richiesta occorre disporre dell’identificativo catastale dell’immobile (foglio, particella, subalterno) e degli estremi di uno dei seguenti documenti:

  • atto notarile di acquisto,
  • dichiarazione di successione,
  • domanda di voltura catastale,
  • denuncia al catasto di nuova costruzione o variazione.

È decisamente meglio giocare d’anticipo ed intraprendere la vendita sapendo di avere tutte le carte in regola.

Con l’appoggio di un professionista immobiliare sarà tutto più facile.

In particolare, alla luce delle difficoltà che possono sorgere, per dare maggiore serenità sia al venditore che all’acquirente l’Agenzia Immobiliare Pegaso mette a disposizione dei suoi clienti un servizio specifico: il Check up FIMAA Pisa.

Si tratta di un vero e proprio fascicolo informativo che contiene i documenti fondamentali per conoscere nel dettaglio le caratteristiche di un casa o di un fabbricato, in modo che chi chiede l’assistenza dell’Agenzia Pegaso per la vendita o l’acquisto possa farlo con la tranquillità di essere in mani sicure.

Per saperne di più leggi questo articolo e se vuoi che ti guidi nella vendita della tua casa contattami.

Ti aspetto!

Elisabetta Senesi.

Open house: quali sono i vantaggi?

L’open house mette la tua casa in vendita sotto i riflettori e permette di mostrarla al meglio concentrando le visite dei potenziali acquirenti in un solo evento che può durare un’intera giornata o anche due. Quali sono i vantaggi?

L’open house, letteralmente “casa aperta”, è una strategia di marketing che già da molti anni viene utilizzata in America e si sta diffondendo sempre più in Europa.

Si tratta di un sistema che serve a facilitare la vendita o la locazione di un immobile e consiste nel lasciarlo aperto alle visite libere di potenziali clienti per uno o due giorni.

Di solito organizzata nei week-end, la giornata open house è utilizzata principalmente per promuovere immobili di un certo pregio o di ampia metratura, ma nulla toglie che questa strategia di marketing immobiliare possa funzionare con qualsiasi altro tipo di abitazione.

Coloro che decidono di “aprire la casa” ai potenziali acquirenti hanno il grande vantaggio di concentrare tutti gli interessati in un unico grande appuntamento, evitando di fissare singolarmente con ogni visitatore.

Ovviamente l’immobile è il protagonista della giornata e gli ospiti dell’evento devono restare subito colpiti dalle sue caratteristiche.

Quindi è essenziale fare un bel lavoro preliminare affinché ogni ambiente esterno e interno sia impeccabile e attraente (meglio ancora se con un intervento di home staging), con il vantaggio che sarà necessario fare quest’operazione una sola volta e non per molti appuntamenti singoli, per poi lasciare che tra i vari visitatori arrivi anche il cliente perfetto… e si innamori della casa.

Un altro vantaggio per il venditore è rappresentato dal fatto che le visite multiple confermano che ci sono più persone interessate all’immobile, creando concorrenza tra gli aspiranti acquirenti. Questo si traduce in maggiori probabilità di avvicinarsi al prezzo richiesto.

Inoltre l’open house permette una flessibilità d’orario tale da stimolare maggiormente l’interesse dei potenziali clienti.

Infatti, essendo un evento che dura tutto il giorno, i visitatori si sentono liberi di venire a vedere la casa quando preferiscono e addirittura anche più di una volta, magari per portare una persona fidata alla seconda visita e sentire il suo parere.

Tutto questo con una completa libertà di ispezionare ogni parte della casa, lontano dallo sguardo vigile del proprietario.

Perché tutto funzioni al meglio, l’open house deve essere organizzato con cura ed è necessario saper gestire anche più visitatori contemporaneamente.

Sei un venditore e ti stai chiedendo in che modo puoi riuscire a far funzionare tutto?

Tranquillo, coordinare l’open house non è compito tuo, ma dell’agente immobiliare incaricato di gestire la vendita dell’immobile.

Il suo lavoro inizierà già nelle settimane che precedono l’evento, durante le quali si occuperà di pubblicizzarlo al meglio tramite vari canali a sua disposizione.

Inoltre potrà consigliarti su come allestire la casa ed eventualmente metterti in contatto con un home stager in grado di tirare fuori il lato migliore del tuo immobile.

Una volta pronta la casa, eccoci al giorno dell’open house: l’agente immobiliare prepara una lista degli ospiti, provvede a registrarli al loro arrivo e ad accompagnarli personalmente a vedere ogni ambiente.

Avrai un professionista dedicato esclusivamente alla tua vendita per tutta la giornata.

Conoscendo perfettamente le qualità dell’immobile, la sua storia e tutta la documentazione, il tuo agente fornirà i dati tecnici e commerciali utili e saprà evidenziare i punti di forza della casa.

L’open house di sicuro è uno strumento efficace che ti permetterà di distinguere il tuo immobile dalla concorrenza

Stai cercando di vendere casa e vorresti maggiori informazioni?

Contattami per scoprire questo e tutti gli altri servizi che l’Agenzia Immobiliare Pegaso può mettere a tua disposizione per aiutarti ad accelerare la vendita!

A presto.

Elisabetta Senesi

Rinnovo locazione a canone concordato: i chiarimenti del Decreto Crescita.

Il Decreto Crescita ha fatto chiarezza sulla durata del contratto di locazione a canone concordato. Cosa prevede questo tipo di accordo? Perché è servito l’intervento del legislatore?

Nel contratto di locazione a canone concordato, introdotto dalla legge 431/98, l’importo del canone di affitto che l’inquilino dovrà corrispondere regolarmente non è deciso dalle parti come avviene con il canone libero, ma è calcolato in base agli indicatori contenuti nell’Accordo territoriale, frutto della contrattazione tra sindacati degli inquilini e associazioni dei proprietari.

Qui vengono fissate la soglia massima e quella minima entro le quali dovrà essere stabilita l’entità del canone.

⇒Per saperne di più sugli Accordi territoriali nel Comune di Pisa clicca qui.

I proprietari che scelgono questo tipo di contratto godono di specifiche agevolazioni fiscali:

  • in regime di cedolare secca, l’aliquota è al 10% invece che al 21%;
  • ai fini Imu e Tasi, è possibile beneficiare di una riduzione del 25% della base imponibile.

La locazione di questo tipo ha una durata minima di 3 anni più altri 2 di rinnovo automatico (3+2).

Quindi alla prima scadenza del contratto, questo è prorogato di diritto per due anni (fatta salva la facoltà di disdetta con un preavviso di almeno 6 mesi).

Allo scadere di questi 5 anni cosa succede?

Fino ad oggi la norma appariva ambigua rispetto al rinnovo del contratto di locazione a canone concordato, perché all’art.2 comma 5 della citata legge 431/98 si dice:

Alla scadenza del periodo di proroga biennale ciascuna delle parti ha diritto di attivare la procedura per il rinnovo a nuove condizioni o per la rinuncia al rinnovo del contratto comunicando la propria intenzione con lettera raccomandata da inviare all’altra parte almeno sei mesi prima della scadenza. In mancanza della comunicazione il contratto è rinnovato tacitamente alle medesime condizioni.

Tuttavia non viene specificato per quanto tempo viene rinnovato.

In pratica nel corso degli anni ci sono stati spesso dubbi collegati al rinnovo tacito del contratto al termine del quinto anno, dal momento che non era chiaro se, dopo la prima proroga biennale, il rinnovo dovesse intendersi biennale o triennale.

Dunque il legislatore è intervenuto in sede di conversione del Dl 34/2019, meglio noto come Decreto Crescita (legge 58/2019) a chiarire questo aspetto, inserendo l’art. 19 bis e qualificandolo come “Norma di interpretazione autentica in materia di rinnovo dei contratti di locazione a canone agevolato”.

Rispetto alla durata del rinnovo del contratto si sottolinea che in mancanza di comunicazione di rinuncia al rinnovo, il contratto è da intendersi rinnovato tacitamente, a ciascuna scadenza, per un ulteriore biennio.

Viene così sciolta una delle difficoltà interpretative del mercato delle locazioni.

Continua a seguire il blog e la pagina Facebook dell’Agenzia Immobiliare Pegaso per essere sempre al corrente di tutte le novità del settore immobiliare e se hai delle domande, contattami!

Sarò felice di aiutarti a risolvere ogni tuo dubbio relativo all’affitto o alla compravendita di un immobile.

Elisabetta Senesi

Contributo affitto 2019: come fare domanda nel Comune di Pisa?

Sta per scadere il termine per presentare domanda per il contributo sull’affitto 2019 nel Comune di Pisa.

Ecco tutte le informazioni utili per fare richiesta.

Se abiti in affitto e vuoi fare richiesta per il contributo ad integrazione dei canoni di locazione per l’anno 2019, hai tempo fino a venerdì 12 luglio per partecipare al bando pubblicato dall’Ufficio Politiche dalla Casa del Comune di Pisa.

Presentare domanda è semplice. Ti basta compilare il modulo predisposto dal Comune di Pisa, scaricabile dalla pagina dedicata sul sito internet del Comune, che puoi raggiungere cliccando qui.

Altrimenti puoi trovare il modello della domanda presso:

  • il front office dell’Ufficio Politiche della Casa il mercoledì e il venerdì dalle ore 11:00 alle ore 12:30 e il martedì dalle ore 15:30 alle ore 17:00;
  • presso L’ U.R.P. del Comune sul Lungarno Galilei, n° 42 nell’orario di apertura al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 12:30 e martedì e giovedì anche dalle 15:00 alle 17:00;
  • nelle varie sedi dei Sindacati degli Inquilini e presso gli uffici decentrati di:
    • via Cagliaritana n.30/a – Marina di Pisa
    • via Donizetti – CEP
    • via P. Ximenes n.9 – Putignano
    • via F.lli Antoni – San Giusto
    • Largo Petrarca 15 – Don Bosco.

Chi può partecipare al bando per il contributo affitto 2019 del Comune di Pisa?

Per approfondire i requisiti necessari per fare richiesta ti consigliamo di leggere il bando all’art.1; qui, per semplificare il testo, ne riassumiamo il contenuto con il seguente elenco.

Può partecipare al bando chi è in possesso di:

  1. cittadinanza italiana, o di uno Stato appartenente all’Unione Europea, o di uno Stato non appartenente all’Unione Europea, ma con permesso di soggiorno superiore a due anni, in corso di validità e attività lavorativa oppure carta di soggiorno in corso di validità;
  2. residenza anagrafica nel Comune di Pisa e precisamente nell’alloggio per il quale si chiede il contributo;
  3. titolarità di un regolare contratto di locazione ad uso abitativo relativo ad un alloggio di proprietà privata (con esclusione delle categorie catastali di lusso: A1, A8 e A9) o pubblica (con esclusione degli alloggi ERP e di edilizia agevolata), adibito ad abitazione principale, corrispondente alla residenza anagrafica del richiedente ed ubicato nel Comune di Pisa, regolarmente registrato ed in regola con il pagamento annuale dell’imposta di registro salvo opzione della “cedolare secca”;
  4. assenza di titolarità, da parte di tutti i componenti del nucleo familiare, di diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione su alloggio adeguato al nucleo familiare ubicato a distanza pari o inferiore a 50 chilometri dal Comune di Pisa;
  5. assenza di titolarità, da parte di tutti i componenti del nucleo familiare, di diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione su immobili o quote di essi ubicati su tutto il territorio italiano o all’estero, il cui valore complessivo sia superiore a 25.000,00 euro;
  6. valore del patrimonio mobiliare non superiore a 25.000,00 euro;
  7. non superamento del limite di 40.000,00 euro di patrimonio complessivo;
  8. assenza di titolarità, da parte di tutti i componenti il nucleo familiare, di altro beneficio pubblico erogato da qualunque Ente e in qualsiasi forma a titolo di sostegno alloggiativo nello stesso periodo temporale;
  9. attestazione ISEE in corso di validità al momento della presentazione della domanda e che non presenti difformità e/o omissioni e dalla quale risulti un valore ISE non superiore a 28.684,36 euro e un valore ISEE non superiore a 16.500,00 euro.

Le disposizioni dei punti 4 e 5 non vengono applicate se il richiedente è proprietario di un solo immobile ad uso abitativo ma:

  • non ha la disponibilità della casa coniugale di cui è proprietario perché coniuge legalmente separato o divorziato
  • è documentata la non disponibilità della titolarità pro-quota
  • l’alloggio è inagibile
  • l’alloggio è sottoposto a procedura di pignoramento.

Cosa allegare alla domanda?

Per partecipare al bando è necessario che la domanda sia corredata dai seguenti documenti:

  1. copia di un documento di identità valido del richiedente
  2. copia di permesso di soggiorno e/o carta di soggiorno in corso di validità del richiedente
  3. copia integrale del contratto di locazione in corso di validità con attestazione del pagamento dell’ultima registrazione o dell’adesione al regime fiscale della “cedolare secca”
  4. se il valore ISE è pari a zero o inferiore al canone di locazione annuo, occorre presentare anche un modulo di autocertificazione compilato e sottoscritto dal soggetto sostentatore.

Come presentare domanda per il contributo affitto 2019 del Comune di Pisa?

Puoi presentare la tua domanda secondo una delle seguenti modalità:

  • consegna presso l’U.R.P., presso le 5 sedi decentrate e presso l’Ufficio Politiche della Casa nell’orario di apertura al pubblico;
  • invio mediante raccomandata A/R all’indirizzo dell’Ufficio Politiche della Casa del Comune di Pisa (via Fermi n. 4); in questo caso, farà fede il timbro dell’Ufficio Postale accettante;
  • mediante posta certificata (pec): comune.pisa@postacert.toscana.it;
  • on-line, accedendo al servizio presente nella pagina servizi.comune.pisa.it.

Cerchi un professionista che ti aiuti a gestire al meglio il tuo affitto a Pisa?

L’Agenzia Immobiliare Pegaso metterà a tua disposizione un servizio mirato e attento per soddisfare le tue esigenze, chiarendoti qualsiasi dubbio e curando ogni aspetto della tua locazione.

Contattami subito!

A presto,

Elisabetta Senesi

Titolare dell’Agenzia Immobiliare Pegaso

Vendo casa! I mobili… che faccio, lascio?

Quando si deve cambiare casa non è detto che tutto l’arredamento che abbiamo allestito nella nostra vecchia abitazione sia adatto anche per la nuova.

Magari pensi di comprare la camera da letto o la cucina nuova, non ti interessa portare via con te il mobile del soggiorno, hai altri progetti per il bagno, perché vuoi rinnovare tutto e il tuo motto è: casa nuova mobili nuovi!

Oppure potresti essere costretto a rinunciare alla vecchia mobilia perché fatta su misura per il tuo immobile e nella tua prossima abitazione non sapresti davvero dove collocarla…

Sta di fatto che, qualunque sia la motivazione di base, se hai intenzione di non portare tutto o buona parte del tuo arredamento nella nuova casa, venderlo con il tuo immobile potrebbe essere per te una bella comodità.

Risparmieresti la fatica di vuotare la casa, cercare una sistemazione in cui depositare i mobili, venderli o smaltirli.

Ma se pensi di proporre la tua casa ad un prezzo più alto perché comprensivo dell’arredamento e credi che questo possa anche velocizzare la vendita… fai molta attenzione! Ci sono vari aspetti che non puoi trascurare.

1.I gusti son gusti…

Non è detto che ciò che piace a te piaccia anche al tuo acquirente, soprattutto se stai vendendo quella che per lui diventerà la prima casa, la residenza principale.

Per quanto possa essere di qualità, se il tuo arredamento non rientra nei suoi gusti difficilmente sarà disposto a pagare la casa un prezzo più alto per tenere i tuoi mobili e trovarseli davanti agli occhi tutti i giorni…

Diverso sarà il caso della vendita di una seconda casa: se il tuo acquirente compra il tuo appartamento per poi affittarlo, l’investimento per lui potrebbe risultare comunque conveniente perché corrispondendo a te una somma per l’arredamento non dovrà occuparsi di scegliere come arredare l’immobile, che sarà così da subito utilizzabile e potrà essere concesso in locazione.

2.È proprio vero che la casa arredata si vende prima?

Durante la visita all’immobile la presenza di mobili permette alla maggior parte dei potenziali acquirenti di cogliere meglio il reale spazio disponibile.

È anche su questo principio che si basa l’Home Staging, la tecnica che consiste nell’allestire la casa come un oggetto in vetrina per esaltarne luce, spazi e caratteristiche e che permette di accelerare molto la vendita o la locazione dell’immobile sottoposto all’intervento.

Bisogna sottolineare però che questo vale per i mobili “da scena” usati nello staging e non per i mobili “usati”.

Probabilmente il tuo arredamento è bello, moderno, ben conservato e rende la casa più accogliente di un appartamento vuoto… ma non è comunque detto che i tuoi mobili producano lo stesso effetto sui tempi di vendita.

3.Meglio prezzi separati.

È consigliabile fissare il prezzo dell’immobile secondo la stima basata sui reali prezzi di mercato che potrà offrirti il tuo agente immobiliare e trattare la vendita dei mobili che vorresti lasciare in casa separatamente.

Infatti stabilire un prezzo comprensivo dell’arredamento implica l’obbligo di acquistare anche i mobili, ma se l’acquirente dovesse rifiutarsi di comprarli rischi di far saltare l’intero affare.

Concentrati prima sulla vendita dell’abitazione: è questa la cosa più importante. Tutto il resto non deve essere vincolante ma aggiuntivo, puoi proporlo in seguito e accordarti con il tuo acquirente strada facendo.

La soluzione?

Affida la vendita della tua casa ad un professionista del settore, che ti aiuterà a fissare il giusto prezzo e preparerà per te un annuncio dettagliato in cui verrà evidenziata la possibilità (non l’obbligo!) per il compratore di tenere parte dell’arredamento.

Quindi concorda con il tuo agente immobiliare quali solo gli elementi che vorresti lasciare e a quale prezzo: questa cifra, come abbiamo detto, non andrà ad incidere sul prezzo di vendita.

Hai bisogno di aiuto? Contatta l’Agenzia Immobiliare Pegaso per una consulenza!

Ti aspetto per impostare la tua vendita nel modo giusto!

Elisabetta Senesi

B&B in condominio: si può vietare?

Il grande successo che i B&B hanno riscosso negli ultimi anni dimostra che i viaggiatori amano questo tipo di turismo a stretto contatto con il territorio, più economico e familiare rispetto al classico soggiorno in hotel.

Sfruttando questo trend positivo, sono davvero molti gli italiani che hanno deciso di aprire una struttura turistica microricettiva per guadagnare affittando per brevi periodi una casa di proprietà o addirittura parte della loro abitazione.

Ma quando è un immobile in condominio ad essere adibito a B&B, cosa ne pensano gli altri condòmini del perpetuo movimento di viaggiatori nel loro palazzo?

Le assemblee convocate per discutere sulla possibilità di modificare il regolamento in modo da vietare lo svolgimento di questa attività in condominio sono sempre più frequenti: infatti il continuo viavai degli ospiti rischia di pregiudicare la tranquillità e la sicurezza degli altri condòmini.

Questi ultimi di solito vedono nel B&B una minaccia alla tranquillità della vita nel palazzo e sperano di rintracciare nel regolamento condominiale norme che ne vietano la creazione all’interno di edifici privati.

Il vero problema è che, per quanto la giurisprudenza di recente abbia avuto occasione di esprimersi spesso sul tema dei vincoli alla presenza di B&B nei condomini, questo argomento non ha ancora trovato un orientamento e delle linee guida univoche e chiare.

In effetti non esiste alcuna norma che definisca le modalità e i tempi con cui il regolamento condominiale può impedire lo svolgimento dell’attività all’interno del condominio.

Il tribunale di Milano con la sentenza dell’8 maggio 2018 n. 2757 ha stabilito che il bed & breakfast è una particolare forma di locazione breve il cui esercizio non può essere impedito sulla base di un regolamento condominiale.

Allora cosa può vietare il B&B in condominio?

In generale possiamo dire che attualmente il divieto può essere:

  • stabilito in origine nel regolamento di natura contrattuale, ovvero quello predisposto dal costruttore dell’edificio o dall’originario unico proprietario di esso, allegato o semplicemente richiamato nei singoli atti di compravendita e accettato dall’acquirente
  • risultare da una delibera dell’assemblea a patto che ottenga il consenso unanime di tutti i partecipanti al condominio e venga in seguito trascritta nei registri immobiliari.

Nel caso in cui venga deliberata la clausola da inserire nel regolamento già esistente con cui si vieta lo svolgimento in condominio dell’attività di bed & breakfast o simili, questa deve essere espressa in modo chiaro ed univoco, perché destinata ad imporre limiti ai poteri e alle facoltà spettanti ai condòmini sui beni di loro esclusiva proprietà.

Una clausola generica come ad esempio quella che proibisce “ogni uso diverso da quello abitativo” è da considerarsi nulla.

Perciò il bed & breakfast all’interno del palazzo può essere bloccato solo se il regolamento impone di destinare le unità dell’immobile soltanto ad abitazione o studio professionale e ufficio, e se il regolamento, con tale contenuto, è regolarmente trascritto all’Agenzia delle Entrate (come stabilito dalla Corte di Cassazione 21024/16).

Se stai cercando l’occasione perfetta per aprire la tua attività e desideri trovare un immobile adatto a diventare una piccola struttura turistica, Pisa è la città giusta in cui investire!

Leggi il nostro articolo su come trasformare un immobile in un B&B, visita il sito dell’Agenzia Immobiliare Pegaso per prendere spunto e per maggiori informazioni contattami o vieni in Agenzia.

Insieme troveremo il luogo in cui potrai avviare la tua attività… ovviamente verificando in modo preventivo che non ci siano per te vincoli o restrizioni in merito!

Ti aspetto!

Elisabetta Senesi

 

Superficie calpestabile e commerciale: che differenza c’è?

Chi consulta gli annunci immobiliari in cerca di casa presta subito attenzione alle informazioni relative alle dimensioni dell’immobile, per capire se può essere adatto alle sue esigenze di spazio.

Ma attenzione alla superficie segnalata: che differenza c’è tra superficie commerciale e superficie calpestabile?

LA SUPERFICIE COMMERCIALE.

La superficie commerciale è data dalla somma in percentuale di tutte le superfici di cui la proprietà è composta.

È conosciuta anche con l’acronimo SCV (Superficie Commerciale Vendibile) ed è un parametro di mercato oggettivo che contribuisce a determinare il valore dell’immobile.

Per calcolare la superficie commerciale per prima cosa si effettuano le misurazioni di:

  • vani principali e accessori diretti includendo anche le murature interne ed esterne; le pareti in comune con altre unità immobiliari (o con le parti comuni) vanno considerate come se fossero di metà spessore e rientreranno nel calcolo fino ad un massimo di 25 cm;
  • pertinenze esclusive di ornamento dell’unità immobiliare: i balconi, le terrazze e similari si misurano fino al contorno esterno, mentre i giardini o le aree scoperte di uso esclusivo fino al confine della proprietà;
  • pertinenze esclusive accessorie a servizio dell’unità immobiliare (cantine, soffitte o similari): si comprendono nella misura i muri perimetrali esterni e fino alla mezzeria dei muri di divisione con zone comuni o di altra proprietà e si considera metà muro anche quando tali aree confinano con altre zone della casa ad uso diverso.

Quindi si passa al calcolo sommando le superfici nelle relative percentuali:

→ superfici coperte comprensive di muri interni ed esterni dell’abitazione:

  • 100% delle superfici calpestabili
  • 100% delle superfici delle pareti divisorie interne
  • 50% delle superfici di confine con altri immobili
  • 100% muri perimetrali

terrazze, balconi e giardini:

  • 25% se sono scoperti
  • 50% se sono coperti
  • 35% patii e porticati
  • 15% giardini di appartamento
  • 10% giardini di ville

aree di pertinenza come cantine e posti auto (il calcolo attiene a valori diversi, a seconda della loro qualità, dimensione e soprattutto ubicazione dell’immobile):

  • 25% cantina
  • da 40 a 80% box
  • da 25 a 50% posto auto
  • 80% mansarde rifinite
  • 60% locali interrati abitabili.

LA SUPERFICIE CALPESTABILE.

La superficie calpestabile o utile è la somma delle superfici interne dei singoli vani che compongono l’immobile misurata calcolando la sola pavimentazione lungo il perimetro interno, perciò indica soltanto ciò che può essere, appunto, “calpestato”.

Sempre inferiore alla superficie commerciale, rappresenta l’effettivo spazio che si ha a disposizione, esclusi i muri sia perimetrali che interni, lo spessore delle pareti divisorie e lo spazio occupato dalle colonne e dai pilastri.

Invece sono inclusi nella superficie calpestabile dell’immobile gli spessori delle zoccolature, le superfici delle sottofinestre, quelle occupate in pianta dai mobili, dagli armadi a muro e dagli altri elementi incassati, lo spazio interno di circolazione orizzontale (come corridoi o disimpegni) e verticale  (scale, ascensori, impianti  di sollevamento ecc.).

Come trovare la casa delle giuste dimensioni per te e la tua famiglia?

Al di là del numero di m² in sé, per capire se un’abitazione ha davvero lo spazio che ti serve devi riflettere non solo sulla superficie a disposizione, ma anche su come è distribuita: una casa più piccola di quella che avevi immaginato ma ben organizzata potrebbe soddisfare comunque le tue esigenze di comfort e praticità.

Non affidarti solo a misure stampate su carta, ma valuta di persona se gli spazi sono adeguati.

Per fare questo la visita all’immobile è fondamentale: le sensazioni che una casa ti trasmette possono essere decisive in vista dell’acquisto.

Ovviamente al momento della scelta devi pensare a quali sono le tue abitudini, le tue passioni (se ami cucinare una grande cucina ti permetterà di muoverti meglio nel tuo ambiente preferito e ricevere ospiti, un bel giardino sarà l’ideale se hai l’hobby il giardinaggio ecc.) e vedere la casa in una prospettiva futura: quante persone ci vivranno? La famiglia sta per allargarsi?

I consigli del tuo agente immobiliare di fiducia saranno fondamentali in questa fase.

Se stai cercando casa nella zona di Pisa, l’Agenzia Pegaso Immobiliare ti aiuterà a chiarirti le idee ed ad orientare la tua ricerca, proponendoti solo soluzioni in linea con le tue priorità e le tue aspettative.

A presto con un nuovo articolo!

Elisabetta Senesi

 

Edifici in bioedilizia: l’Italia è il quarto produttore in Europa.

Il settore della bioedilizia cresce velocemente in Italia, facendo registrare numeri importanti che evidenziano un trend positivo a conferma dell’interesse di committenti pubblici e privati per costruzioni che rispettano i principi della sostenibilità e riducono al minimo i consumi energetici.

La filosofia che sta alla base della bioedilizia è costruire rimanendo in linea con la sostenibilità ambientale e limitando al minimo l’impatto negativo sull’ambiente grazie all’impiego di materiali naturali (legno, paglia, pietre, argille ecc.) e l’utilizzo di fonti rinnovabili per alimentare l’edificio dal punto di vista energetico.

Infatti una casa rispettosa dell’ambiente è vantaggiosa per il nostro pianeta, ma anche per i suoi abitanti: le abitazioni che utilizzano soluzioni innovative ed eco-friendly sono più confortevoli e sane, migliorano la vita di chi le abita e riducono notevolmente gli sprechi grazie all’utilizzo di tecnologie che permettono di risparmiare sulle bollette garantendo migliori prestazioni energetiche.

Gli italiani stanno prendendo sempre più coscienza di tutto questo, così la bioedilizia si è fatta strada negli ultimi anni ed il mercato immobiliare del nostro Paese si è orientato in questo senso, dato che per chi cerca casa la sostenibilità rientra tra i fattori più importanti da tenere in considerazione.

A dimostrazione dell’interesse per la casa ecologica ci sono i dati del Rapporto Case ed edifici in legno di FederlegnoArredo, l’associazione confindustriale del settore.

L’indagine conferma la vitalità del settore e colloca l’Italia al quarto posto a livello europeo nella classifica dei produttori di edifici in legno.

In quanto a capacità produttiva e volumi di mercato gestiti, fanno meglio di noi solo Germania, Regno Unito e Svezia.

Possiamo dire che l’edilizia in legno nel nostro Paese sta vivendo una crescita rapida ed è anche in grado di affermarsi all’estero, sfruttando il riconoscimento e la forza del brand «made in Italy».

Infatti è aumentato il volume delle esportazioni (+112%) che, con un valore di 43 milioni, per la prima volta nel 2015 hanno superato le importazioni. I mercati di sbocco? Principalmente la Germania, che assorbe il 29% dell’export, seguita da Svizzera (18%), Croazia e Francia (entrambe 11%).

Nella nostra Penisola il maggior numero di abitazioni in bioedilizia si trovano in:

  • Lombardia (23%)
  • Veneto (19%)
  • Trentino Alto Adige (12%)
  • Emilia-Romagna (11%).

Anche le imprese impegnate in bioedilizia si concentrano più o meno in queste regioni: il 24% si trova in Trentino Alto Adige, il 22% in Lombardia e il 15% in Veneto (15%).

Se consideriamo le nuove costruzioni, quelle in legno rappresentano il 7% dell’intero mercato immobiliare del nostro Paese con un totale di 3.224 edifici: il 90% di questi rientra nel comparto residenziale, raggiungendo un valore complessivo di 700 milioni di euro.

Gli esempi di case costruite in bioedilizia sono sempre più diffusi su tutto il territorio italiano, Toscana inclusa.

Giusto pochi mesi fa ci siamo occupati proprio di questo argomento in un altro articolo del nostro blog, in cui abbiamo presentato un progetto realizzato nel Comune di Crespina Lorenzana a Pisa, dove è stata costruita una casa dalla struttura in legno lamellare prefabbricata, isolata grazie all’impiego di balle di paglia in blocchi compatti.

Si tratta di un edificio NZEB, cioè a impatto energetico pari a zero, totalmente green e a prova di terremoto, che rappresenta un esempio perfetto di ciò che concretamente può essere fatto seguendo un nuovo modo di progettare e costruire.

Continua a seguire il blog di Pegaso Immobiliare per conoscere tutti gli aggiornamenti  e le curiosità del settore e se vuoi metterti in contatto con l’Agenzia, clicca qui!

A presto con un nuovo articolo!

 

Lavori da casa? 5 consigli per organizzare il tuo studio.

L’home working sta diventando ormai una realtà sempre più consolidata.

Blogger, scrittori, grafici, liberi professionisti, ricercatori, informatici e molte altre figure professionali, grazie alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie, non hanno bisogno di recarsi in ufficio e possono lavorare direttamente da casa.

Sicuramente si tratta di una soluzione comoda, che non prevede spostamenti e consente di svolgere la propria attività tra le pareti domestiche, ma attenzione: la casa è il luogo dell’intimità familiare e questo implica dei problemi quando si parla di lavoro.

Infatti la nostra abitazione è ricca di comodità… e di distrazioni!

Quindi se non ci si impongono delle regole precise e non si organizza uno spazio adeguato che favorisca la concentrazione, qui può essere davvero molto difficile lavorare.

Come ritagliarsi il giusto spazio tra le pareti domestiche?

Segui i nostri 5 consigli per allestire al meglio uno studio in casa in cui trovare la tranquillità emotiva e mentale adatta a svolgere il tuo lavoro in modo efficace.

1.Organizza lo spazio.

Per avere uno studio adeguato non occorre molto spazio.

Basta un piccolo ambiente, possibilmente in una zona della casa più riservata e lontana da punti di passaggio come il corridoio o  dalle stanze più rumorose (la cucina ad esempio), in modo da favorire il silenzio e la concentrazione.

Poi sarà sufficiente organizzare la disposizione degli elementi d’arredo che ti occorrono e che, generalmente, non sono molti.

Ciò che ti serve davvero in questa stanza è:

  • la scrivania di dimensioni adeguate,
  • una sedia comoda,
  • lo spazio dove mettere la stampante e gli oggetti utili per la tua attività,
  • una libreria.

Se inserire un mobile a parete non è possibile, alla tradizionale libreria puoi preferire delle mensole (anche di vetro per dare più luminosità alla stanza) o piccoli mobili componibili.

L’importante è che, per quanto piccolo possa essere il tuo studio, ogni cosa sia sempre al suo posto.

Uno spazio organizzato porta ad un migliore ordine mentale che ti aiuterà nello svolgimento del tuo lavoro.

2.Lo studio deve rispecchiare la tua personalità.

Se è vero che nello studio devono esserci meno distrazioni possibili, è anche vero che circondarti di oggetti che rispecchiano il tuo gusto e la tua personalità ti aiuterà a sentirti a tuo agio.

La differenza tra lavorare a casa e lavorare in ufficio sta anche nella totale libertà che hai nel primo caso di personalizzare la tua postazione come più ti piace!

Nella scelta dell’arredamento dello studio puoi dunque sbizzarrirti optando per forme e colori che rendano la stanza per te familiare: anche la scrivania può diventare quel tocco personale che farà la differenza.

3.Sfrutta al massimo la luce naturale.

lo studio per lavorare da casaL’illuminazione della stanza è una questione da non sottovalutare mai nell’allestimento del tuo studio in casa.

La disposizione dei mobili deve favorire il passaggio della luce naturale.

Anche se può apparire un consiglio scontato, ricorda che è importante lavorare il più possibile con la luce naturale, sia per la salute degli occhi sia per il risparmio energetico.

Perciò la posizione ottimale per la scrivania sarà vicino alla finestra, meglio ancora se la luce colpisce da sinistra il tuo piano di lavoro.

Per lavorare la sera o nei giorni in cui la luce naturale non basta, ti sarà utile una bella lampada da tavolo che, illuminando la scrivania, ti consentirà di mantenere sempre alta l’attenzione su ciò che stai facendo.

In alternativa puoi adottare soluzioni estetiche, ad esempio mettere una striscia di luci a LED sul soffitto o un’applique.

4.Scegli colori neutri.

I colori neutri e tenui sono quelli più indicati per favorire la distribuzione della luce nella stanza, quindi sono da preferire per dipingere le pareti e l’arredamento in generale.

I toni di bianco, azzurro, beige, giallo chiaro rendono lo studio più luminoso e favoriscono la concentrazione, mentre i colori troppo accesi, come il rosso ad esempio, sono da escludere o usare solo per piccoli dettagli nella stanza.

5.Le piante sono le benvenute.

Un  tocco di verde non guasta mai, quindi sì alle piante nel tuo “ufficio domestico”.

Un po’ di vegetazione sul posto di lavoro porta calma ed ottimismo, quindi qualche dettaglio verde aiuterà sicuramente a rendere gradevole lo studio.

Quali piante preferire? Pare che i cactus abbiano la caratteristica di evitare disturbi come il mal di testa… provare per credere.

Stai cercando una nuova casa in cui ritagliarti uno spazio da dedicare al tuo lavoro? Contattami! Sicuramente con l’aiuto dell’Agenzia Immobiliare Pegaso troverai la soluzione perfetta per te!

Ti aspetto…

Elisabetta Senesi

In quali città d’Italia si vive bene? Pisa tra le migliori.

Cosa rende davvero vivibile una città? Quali sono realmente le condizioni che fanno sentire i cittadini felici e appagati di abitare in un luogo? La qualità di vita è un argomento trasversale, che va a toccare varie discipline, dalla filosofia all’economia, dalla politica alla sociologia.

Sta di fatto che il benessere è il risultato di tanti fattori che vanno a combinarsi tra loro e, a quanto pare, a Pisa sembrano essersi coordinati davvero bene.

A fine marzo il quotidiano Avvenire ha pubblicato una classifica sul “Ben Vivere” nei capoluoghi di provincia italiani, nella quale la nostra Pisa occupa un’onorevole sesta posizione, preceduta solo da Bolzano, Trento, Pordenone, Firenze e Parma.

Delle bellezze di Pisa ho già avuto modo di parlare in altri articoli su questo blog, perché ritengo che chiunque abbia avuto modo di visitare la nostra città sappia che la sua magia non si esaurisce con Piazza dei Miracoli e la Torre Pendente: queste sono le attrazioni più celebri e punto di partenza o di arrivo di molti itinerari, certo, ma al di là di questo, Pisa si svela una meravigliosa città d’arte ricca di piazze e palazzi storici degni di nota.

Una città piccola ma allo stesso tempo preziosa, un piccolo gioiello che trasuda storia e cultura in ogni sua strada. E senza dubbio tutto questo incide sul benessere di chi vive qui.

Dopotutto, il piacere di abitare in un luogo passa anche attraverso gli occhi e in quanto a meraviglie Pisa è a suo modo impareggiabile…

Ma la ricerca che ha prodotto la classifica del “Ben Vivere” non si è limitata a prendere come riferimento ambiente, turismo e cultura.

Sono stati valutati altri indici e Pisa si colloca nelle prime 10 posizioni della graduatoria in ben 7 parametri.

In particolare, il miglior piazzamento è nell’ambito della salute, dove la nostra città conquista il primo posto nazionale.

Ottimo, ovviamente, anche il risultato ottenuto per quanto riguarda l’istruzione; non potrebbe essere diversamente, dal momento che proprio di recente l’Ateneo Pisano è stato inserito tra i primi 100 al mondo in cinque discipline nella QS World University Rankings by Subject 2019, la classifica universitaria mondiale divisa per disciplina, confermando così la sua eccellenza.

Ecco gli altri risultati ottenuti dalla città in base ai singoli parametri considerati dalla ricerca “Ben Vivere”:

Accoglienza e politiche per la gestione dei migranti: 7° posizione

Capitale umano: 10° posto (istruzione, innovazione)

Ambiente, turismo e cultura: 10° posto (raccolta differenziata, inquinamento)

Servizi di sostegno alla persona (famiglie, anziani e giovani): 11° posto

Impegno civile: 21° posto

Inclusione economica: 27° posto (livelli di reddito, sviluppo banche, lotta alla povertà)

Relazioni sociali, demografia e famiglia: 31° posto

Lavoro: 40° posto (occupazione, occupazione giovanile, domanda/offerta).

Dai dati quindi emerge che Pisa è una città ideale in cui abitare, che garantisce una buona qualità della vita ai suoi cittadini e che, allo stesso tempo, ha ancora ampi margini di miglioramento.

Ti piacerebbe cercare qui la tua nuova casa? Contattami!

Ti aspetto in Agenzia per aiutarti a scegliere l’abitazione perfetta per te!

Elisabetta Senesi

Titolare dell’Agenzia Immobiliare Pegaso

I 7 errori che devi assolutamente evitare quando compri casa.

Prima o poi arriva per tutti il momento di cercare casa. Specialmente se l’intenzione è quella di acquistarla, la ricerca dell’abitazione giusta deve essere un’operazione da gestire in modo attento ed organizzato.

Per scegliere la casa adatta alle tue esigenze evitando di rimanere deluso o pentito del tuo acquisto, ecco i 7 errori che non devi commettere.

1. Cercare senza un criterio.

L’inizio della ricerca della casa giusta è senza dubbio uno dei momenti più entusiasmanti.

Hai in mente ciò che non deve mancare nella tua nuova abitazione, sei aperto a valutare più soluzioni e cerchi ispirazione lanciandoti in un’appassionata ricerca tra gli annunci immobiliari (il più delle volte online) per avere un’idea di cosa offre il mercato nella tua zona.

Tutto questo non è sbagliato, ma se i giorni passano e tu continui a cercare una casa che possa piacerti senza restringere il campo di ricerca non arriverai ad individuare gli immobili che possono veramente fare al caso tuo.

Perché perdere tempo?

2. Non informarsi sul mutuo.

Se già sai che per il tuo acquisto immobiliare farai ricorso ad un mutuo, è meglio contattare il prima possibile uno o più istituti di credito in modo che possano proporre dei preventivi.

Così facendo avrai più chiara la somma su cui potrai fare affidamento quando troverai la casa per te e saprai a quale banca rivolgerti.

Di solito per il mutuo viene concesso un importo che non supera l’80% del valore del bene da acquistare; nei casi in cui si supera questa percentuale sono richieste maggiori garanzie e vengono applicate condizioni meno vantaggiose per il cliente.

Perciò valuta bene la soluzione che nel tempo per te risulta più conveniente.

3. Tentare il passo più lungo della gamba.

Una casa ti piace moltissimo ma il prezzo per te è fuori budget?

Non fare il passo più lungo della gamba! Una proposta d’acquisto fatta sull’onda dell’entusiasmo potrebbe portarti presto a pentirti…

Non lasciarti abbagliare e fai sempre le tue valutazioni in modo razionale tenendo conto delle tue reali possibilità anche perché, come vedremo al prossimo punto, nell’acquisto di un immobile c’è da tenere conto non solo del prezzo di vendita da corrispondere al proprietario dell’immobile, anche di varie spese extra…

4. Non calcolare tutte le spese.

A tuo carico ci sono alcune spese legate alla compravendita:

  • l’onorario notaio, che dovrà stipulare l’atto di compravendita e l’atto di mutuo; di conseguenza dovrai pagare
    due onorari direttamente proporzionali rispettivamente al prezzo dell’immobile e all’ipoteca che verrà
    iscritta a garanzia del mutuo;
  • le imposte dovute allo Stato, che variano se si acquista come prima o seconda casa da un
    privato o da un’impresa costruttrice, e in presenza di mutuo ipotecario l’imposta sostitutiva sull’importo
    erogato;
  • la provvigione dell’agente immobiliare;
  • le spese legate alla stipula del mutuo.

Le voci sono varie, quindi per non avere sgradite sorprese è buona norma conoscere preventivamente tutti i costi che andrai ad affrontare. In questo il tuo agente immobiliare potrà senz’altro essere d’aiuto.

→ Hai bisogno di una consulenza? Contatta subito l’Agenzia Immobiliare Pegaso!

5. Non considerare eventuali lavori di ristrutturazione.

Prima di acquistare, chiediti sempre se l’immobile ha bisogno di qualche lavoro di ristrutturazione e di che entità.

Questo andrà ad incidere non solo sul budget, ma anche sulle tempistiche: se stai cercando casa in fretta perché hai l’esigenza di trasferirti nel più breve tempo possibile, ovviamente scegliere un’abitazione che necessita di essere messa a nuovo non sarà una decisione conveniente.

6. Non effettuare le verifiche preliminari.

Prima di intraprendere un acquisto importante come quello della tua casa, ci sono delle verifiche preliminari che non puoi trascurare.

Per prima cosa dovrai accertare che l’immobile:

  • sia di piena proprietà di chi vende e conoscere come ne è entrato in possesso
  • non sia gravato da trascrizioni, pignoramenti, vincoli, azioni giudiziarie o ipoteche non evidenziate dal venditore.

Inoltre devi controllare la regolarità urbanistica e catastale del bene; nel caso in cui emergessero difformità, il venditore dovrà provvedere a sanarle a sue spese prima dell’atto di compravendita.

Per approfondire questo argomento, ti suggeriamo di leggere anche questo articolo cliccando qui.

7. Lasciarsi prendere dalla fretta.

Potrà sembrare un errore banale, ma è sicuramente tra i più frequenti.

Spesso l’eccessiva fretta di comprare una casa che sembra quella giusta fa perdere alternative più valide.

Avere un po’ di pazienza porta i suoi frutti e se sarà un agente immobiliare a consigliarti senza dubbio sarai in grado di valutare tutte le soluzioni adatte a te.

Comprare una casa è una scelta che, a livello economico e non solo, si ripercuote sulla vita di una persona per anni.

Dunque, prima di decidere, devi essere davvero convinto: affrontare la compravendita con un professionista che renda tutto facile e sicuro ti aiuterà a vivere la tua esperienza d’acquisto nel modo giusto.

Vuoi comprare un immobile nella zona di Pisa? Contattami e comincia subito a cercare con Pegaso Immobiliare la tua nuova casa!

Elisabetta Senesi

Titolare dell’Agenzia Immobiliare Pegaso

Vendere casa affittata: quando l’inquilino ha diritto di prelazione?

Che succede quando si decide di vendere una casa di proprietà, ma l’immobile è affittato? In quali circostanze l’inquilino ha diritto di prelazione?

Mentre è in corso una locazione, può capitare che ad un certo punto il proprietario abbia bisogno di ottenere liquidità in breve tempo e decida di vendere la casa.

La prima cosa da dire è che ne ha tutto il diritto, dal momento che l’immobile gli appartiene, e che può farlo senza restrizioni.

Infatti vendere una casa locata con contratto ancora in essere è consentito dalla legge: secondo quanto stabilito all’articolo 1602 del Codice Civile, l’acquirente “subentra, dal giorno del suo acquisto, nei diritti e nelle obbligazioni derivanti dal contratto di locazione”, diventando ufficialmente per l’inquilino il nuovo padrone di casa.

Ma in alcuni casi è possibile che l’affittuario abbia una precedenza sugli aspiranti acquirenti e possa esercitare il diritto di prelazione.

Che cos’è il diritto di prelazione?

Il diritto di prelazione è quello che permette a un soggetto di essere preferito rispetto ad altri e alle stesse condizioni.

Questo significa che l’affittuario, se interessato, sarebbe il primo ad avere la possibilità di acquistare la casa e che a parità di prezzo il locatore è tenuto a preferire il proprio inquilino rispetto ad altri possibili acquirenti.

Quando può essere esercitato il diritto di prelazione?

I contratti di locazione per immobili ad uso abitativo sono solitamente 4+4 o 3+2, ovvero prevedono una durata rispettivamente di 4 o di 3 anni, con la possibilità di rinnovo automatico per un altro periodo, che sarà di ulteriori 4 anni nel primo caso e di 2 nel secondo.

Il diritto di prelazione sussiste soltanto se il locatore disdice il contratto di locazione alla prima scadenza dei 4 o dei 3 anni, a seconda del contratto, e non risulta proprietario di altri immobili a uso abitativo salvo quello eventualmente adibito a propria abitazione.

Quindi se alla prima scadenza contrattuale il proprietario è intenzionato a vendere il proprio appartamento, deve comunicare al suo inquilino condizioni e corrispettivo della compravendita e quest’ultimo dovrà a sua volta comunicare il diritto di prelazione entro 60 giorni dalla ricezione della comunicazione.

Così facendo si concede all’affittuario la possibilità di acquistare la casa a preferenza sugli altri ipotetici e potenziali acquirenti.

In tutti gli altri casi (se la vendita interviene dopo la prima scadenza contrattuale o se il proprietario ha altri immobili ad uso abitativo) non c’è nessuna prelazione; tuttavia il decreto ministeriale 30 dicembre 2002 (art. 1) stabilisce che il proprietario dell’immobile può comunque scegliere di sua iniziativa di concedere tale diritto al conduttore.

Le eccezioni.

Dobbiamo inoltre sottolineare che ci sono alcune circostanze in cui, anche in presenza dei requisiti che abbiamo visto sopra, non è comunque possibile che la prelazione sussista.

Nello specifico:

  • se l’immobile è in comproprietà tra il locatore e altri soggetti a titolo di comunione ereditaria, il diritto di prelazione dei coeredi (stabilito all’articolo 732 del Codice Civile) fa passare in secondo piano quello dell’inquilino;
  • se la vendita è destinata al coniuge del locatore o ai suoi parenti entro il secondo grado, all’inquilino non spetta alcun diritto.

Vuoi saperne di più? Lascia le tue domande in un commento oppure contattaci!

L’Agenzia Immobiliare Pegaso è a disposizione per chiarire i tuoi dubbi in materia di locazione o compravendita.

Ti aspettiamo!

 

Animali in condominio: quali si possono tenere?

Sono moltissime le famiglie italiane che ospitano tra le mura di casa un animale domestico e non sempre si tratta di cani o gatti.

C’è chi sceglie specie più insolite… ma cosa dice la legge in merito? Ecco quali sono gli animali che puoi tenere se abiti in condominio.

Nel nostro articolo dedicato a come allestire una perfetta casa pet friendly abbiamo fatto riferimento al diritto di ciascun condòmino a tenere un animale.

Infatti l’art. 16 della legge 220/2012 del Codice Civile stabilisce che il regolamento condominiale non può vietare di possedere animali nel proprio appartamento, quindi gli altri inquilini dell’edificio non possono deliberare disposizioni limitanti o che annullino tale diritto.

Tuttavia è giusto precisare che qualche limite c’è, dal momento che tale possibilità coesiste con la necessità di seguire delle regole di condotta nel rispetto degli altri condòmini.

Per quanto riguarda quali animali si possono ospitare, facciamo luce su quanto è scritto nell’articolo 1138 del Codice Civile. All’ultimo comma si legge:

le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici.

Se la liberalizzazione degli animali nel condominio e la nuova impostazione giuridica sono state viste da molti come una vittoria di civiltà, non sono comunque mancate polemiche legate alla terminologia adottata.

Infatti nella prima stesura della norma si parlava di “animali da compagnia”, mentre nel testo definitivo si parla di “animali domestici”. Il legislatore ha usato questa terminologia pensando di evitare così la presenza di animali esotici in appartamento: il termine “animale domestico”, infatti, da un punto di vista legale appare più ristretto rispetto a quello di “animale da compagnia”.

In realtà la scelta non ha avuto l’effetto sperato e ha dato origine ad ulteriori dubbi: se da un lato si è vietata la detenzione di serpenti, iguane e altri animali selvatici ed esotici in genere, dall’altro si darebbe libero accesso al condominio ad animali come il maiale (che è domestico) e si taglierebbero fuori criceti, coniglietti, tartarughe e furetti (che non lo sono).

Considerando però che il coniglietto è il terzo animale più presente all’interno delle case degli italiani (con circa 2 milioni di esemplari) e che criceti, pesci o canarini non potranno mai costituire un pericolo per l’incolumità pubblica, è bene rapportarsi soprattutto alla nozione che la società ha accolto di “animale domestico”.

Quindi il termine impiegato è improprio ed è stato assunto più nel senso comune che legale, tanto più che non esiste una terminologia legislativa che determini chi è effettivamente l’animale domestico.

Molti degli animali che ospitiamo nei nostri appartamenti, anche se non sono domestici in senso proprio, vengono ritenuti animali d’affezione da poter tenere in casa senza problema e, in fin dei conti, se lo scopo della norma è quello di impedire le liti per animali che possono arrecare molestie ai vicini di casa, è ovvio che le deve essere assegnato un significato diverso rispetto a quello letterale.

Tuttavia, a voler essere pignoli, l’equivoco resta e sulla base del Codice Civile si corre il rischio di vedersi opporre un veto approvato a maggioranza in condominio.

Vuoi saperne di più? Se hai bisogno di altre informazioni per vivere sereno in condominio lascia un commento oppure contatta l’Agenzia Pegaso Immobiliare.

Siamo a disposizione per rispondere a qualsiasi dubbio.

A presto.

Arredare e dipingere casa: i 5 colori più adatti secondo il Feng Shui.

Devi dare personalità alla tua nuova casa o hai semplicemente voglia di rinnovare la tua abitazione? Colorala nel modo giusto! Dipingi le pareti con tonalità diverse e dai un tocco di stile scegliendo elementi di arredo in tinta… e il gioco è fatto.

Ma attenzione ai colori: secondo un’antica arte cinese, il Feng Shui, ogni scelta cromatica che facciamo tra le pareti domestiche ha dei precisi effetti sul nostro umore. Scopriamo insieme il significato dei colori nel Feng Shui.

Il Feng Shui è un’arte orientale che si propone di supportare l’architettura tradizionale nella progettazione delle abitazioni e nella scelta dell’arredamento. Il principio di base è che gli spazi devono essere organizzati in modo da creare armonia tra l’interno e l’esterno della casa e favorire la giusta distribuzione di energia per creare ambienti belli, in cui gli abitanti della casa possano sentirsi sereni.

La disposizione dei mobili non è l’unico fattore ad incidere sulla felicità in casa secondo il Feng Shui: anche i colori di cui ci circondiamo hanno un significato.

Perciò, se intendi tinteggiare da zero la tua nuova casa o ridipingere le pareti per dare una rinfrescata alle stanze, divertiti ad identificare i colori più adatti alla tua personalità. Ecco qualche suggerimento per decidere.

  1. BLU: colore del rilassamento, tanto che si dice sia in grado di abbassare la pressione sanguigna e la frequenza dei battiti cardiaci. Di solito è consigliato per camere da letto e spesso per il bagno ma, in qualsiasi stanza venga usato, è in grado di trasmettere serenità. Quindi è adatto anche al soggiorno, ma attenzione alla scelta delle sfumature giuste: un blu troppo scuro come colore dominante in un ambiente può comunicare tristezza. Meglio bilanciarlo con elementi d’arredo dai colori neutri o caldi.
  2. VERDE: adatto sia alle camere che agli ambienti condivisi, rilassa gli occhi e allo stesso tempo allevia lo stress  e favorisce la socialità e la concentrazione. Ciò lo rende perfetto per la camera dei bambini, specialmente nelle tonalità verde acqua e pastello. Vuoi scoprire tutti i colori giusti per questo ambiente? Leggi il nostro articolo Scegli i colori più adatti per la camera del tuo bambino.
  3. ROSSO: rappresenta il fuoco per il Feng Shui, simboleggia l’amore e porta fortuna e felicità in casa. Anche se è di buon auspicio, questo colore deve essere usato con criterio: come l’arancione, non si addice alle camere da letto, perché aumenta l’energia nella stanza e non è un valido alleato per il riposo notturno. Utilizzarlo invece in cucina o in sala da pranzo aiuta la digestione e stimola la conversazione.
  4. GIALLO: colore del buon umore, è perfetto per la cucina, dove i colori devono comunicare allegria ed energia. Inoltre ha la capacità di illuminare e rendere accoglienti anche piccoli spazi.
  5. BIANCO: richiama la buona fortuna e la pace, illumina gli spazi ed ha il grande vantaggio di sposarsi bene con tutti i colori circostanti, valorizzandoli. Ma da solo non basta. Un ambiente completamente bianco appare freddo e di certo poco accogliente, quindi è consigliabile ravvivarlo accostandolo ad altri colori per evitare l’effetto asettico.

La scelta quindi non deve essere casuale, ma adeguata ad ogni ambiente.

E tu? Quali colori preferisci? Faccelo sapere lasciandoci un commento!

E se stai cercando una nuova casa in cui sbizzarrirti con i colori che ami di più, contattaci! L’Agenzia Pegaso Immobiliare ti accompagnerà nella tua ricerca; a presto!

 

L’agente immobiliare: perché è indispensabile nella trattativa?

Quando ci si trova di fronte all’esigenza di acquistare o vendere un immobile troppo spesso l’intervento dell’Agenzia Immobiliare nell’operazione viene percepito come qualcosa di superfluo, non necessario e, soprattutto, come un costo aggiuntivo.

Certamente, proprio come il lavoro di qualsiasi altro professionista, anche quello dell’agente immobiliare deve essere retribuito, ma ciò che è importante sottolineare è che la sua intermediazione non è affatto inutile ma, al contrario, è indispensabile per il buon esito della trattativa.

Volendo pesare costi e benefici legati alla consulenza di un esperto del settore nella compravendita, di sicuro la bilancia pende dalla parte dei benefici.

Oggi ci concentriamo soprattutto sul ruolo che il mediatore riveste in una fase delicatissima della vendita di un immobile: la trattativa.

Quando si parla di trattativa il pensiero di solito va subito al tira e molla sul prezzo tra proprietario ed acquirente. In realtà non si tratta solo di accordarsi sull’aspetto economico dell’affare, ma anche su altri fattori determinanti come ad esempio i tempi o le condizioni di pagamento.

L’agente immobiliare conosce le specifiche esigenze sia del venditore sia dell’aspirante acquirente, perciò da abile negoziatore sa su quali elementi può far leva per giungere alla conclusione del contratto.

Su queste basi, consiglierà ad entrambe le parti come accomodare il prezzo, quali tempistiche suggerire per la stipula del compromesso o del rogito ecc., fino ad individuare il modo migliore per far combaciare tutte le richieste come se fossero tanti pezzi di un puzzle, facendo così incontrare domanda ed offerta e soddisfacendo gli interessi di tutti.

Nella trattativa l’agente immobiliare è il vero protagonista, l’unico in grado di scongiurare scelte avventate che potrebbero far sfumare occasioni d’oro e di consigliare la corretta gestione di offerte e controfferte.

Spesso è difficile trovare un punto di incontro, ma se è un professionista del settore ad impostare la negoziazione sei di certo in buone mani.

Si tratta di gestire un equilibrio sottile che deve bilanciare la necessità di vendere (senza svendere!) del proprietario con l’interesse all’acquisto dell’acquirente.

Vendendo casa da soli c’è il pericolo di non riuscire a guardare in modo oggettivo la situazione, si è troppo coinvolti personalmente… e magari poco esperti di intermediazione!

Inoltre un professionista del settore è indispensabile perché qualsiasi trattativa immobiliare che si rispetti implica necessariamente un’analisi accurata della documentazione relativa al bene.

Sicuramente il fatto che la vendita dell’immobile sia affidata ad un’Agenzia seria rappresenta una garanzia per chi compra: l’agente deve aver visionato le carte ed è tenuto a fornire in modo corretto tutte le informazioni necessarie sulle condizioni generali dell’immobile, sulla sua conformità alle norme edilizie e urbanistiche e sulla presenza di eventuali vincoli, ed è civilmente responsabile se la casa nasconde l’esistenza di servitù, ipoteche, pignoramenti, oppure se fornisce dati falsi.

Tutto questo a tutela delle parti e a vantaggio della sicurezza dell’operazione.

In conclusione, l’agente non è un costo inutile, ma la soluzione che ti permetterà di rendere semplice e sicura la tua compravendita.

Se stai cercando chi possa offrirti un servizio accurato e di qualità nella zona di Pisa, contatta l’Agenzia Pegaso Immobiliare!

Da sempre siamo attenti alla tutela del cliente, in modo che chi chiede la nostra assistenza per intraprendere la vendita o l’acquisto di un immobile possa farlo con la tranquillità di essere in mani sicure.

Ci teniamo a proporre solo il meglio e lavoriamo con chiarezza e competenza, affinché chi si rivolge a noi capisca che può darci la sua piena fiducia.

Ti aspettiamo!

Casa pet friendly: l’abitazione perfetta per il tuo amico a 4 zampe.

In media una famiglia italiana su tre (33%) ospita in casa almeno un animale da compagnia. Gli italiani vivono con sette milioni e mezzo di gatti e sette milioni di cani e i dati registrano una costante crescita del numero di amici a quattro zampe, che si accompagna ad un aumento delle spese per curarli, nutrirli… e anche viziarli.

Gli animali all’interno della famiglia portano gioia, divertimento, tranquillità e sicurezza e, secondo i proprietari, contribuiscono anche a migliorare la qualità della vita e hanno effetti positivi sulla salute psicologica.

Come ricompensare i nostri amici per tutti i benefici che portano in famiglia? Sicuramente offrendo loro la possibilità di abitare in una casa adatta.

Ecco qualche consiglio per avere una casa pet friendly che renda davvero piacevole la vita dei nostri animali tra le mura domestiche.

Lo spazio necessario.

In Italia non esistono norme che indichino requisiti minimi di spazio che il proprietario deve riservare al suo amico peloso, né limiti precisi per il numero di animali domestici che si possono accudire in casa… ma questo non vuol dire di certo che sia possibile ricreare una colonia felina in salotto!

Tutto viene rimandato al buonsenso di chi decide di vivere con animali domestici: ovviamente chi detiene cani di taglia grande o molto grande dovrebbe avere spazi adatti e riservati, ad esempio un bel giardino in cui il suo amico possa sentirsi libero di giocare.

Quando si accoglie un cucciolo di cane, che sembra più un peluche che un essere con precisi bisogni, si deve subito pensare che, qualunque sia la sua taglia, è necessario che in casa siano ricavati degli spazi per lui e che abbia un giaciglio comodo.

È indispensabile un luogo dedicato, dove sono le sue cose: cuccia, ciotole, giochi ecc., in una zona tranquilla dell’abitazione, in cui il cane possa riposare senza essere disturbato. Meglio evitare luoghi particolarmente rumorosi o di passaggio come l’ingresso o la cucina.

Ma, sebbene abbia il suo spazio, il cane diventa a tutti gli effetti un nuovo membro della famiglia, di conseguenza deve conoscere tutti gli ambienti della casa e non può essere tenuto chiuso in una sola stanza.

Per i cani che trascorrono molto tempo in giardino è bene fornire una cuccia in materiale impermeabile e isolante che offra al bisogno anche riparo dal freddo e dalle intemperie.

In casa ci sono le scale? Non rappresentano un problema né per il cane né per il gatto adulto. Invece potrebbero portare a sollecitare troppo le articolazioni di soggetti più anziani e cuccioli.

L’igiene della casa.

Vivere in un ambiente pulito e igienizzato comporta per il tuo animale meno rischi di contrarre malattie. L’igiene della casa, infatti, condiziona anche la salute dell’animale, molto più di quanto si possa pensare.

Un ambiente non curato può diventare favorevole alla proliferazione di parassiti come pulci e zecche. Perciò è fondamentale pulire i pavimenti neutralizzando i germi con detersivi disinfettanti (indicati come “presidi medico-chirurgici”) o con la candeggina, che possono essere utilizzati senza problemi; basterà tenere l’animale a distanza durante le pulizie, fino a quando la stanza non sarà asciutta e ben ventilata.

Inoltre si devono pulire regolarmente le cucce e le lettiere con disinfettanti specifici ed antiparassitari ambientali.

Attenzione agli odori forti e ai deodoranti per la casa: i nostri amici a 4 zampe hanno un senso dell’olfatto molto sviluppato, quindi possono dimostrarsi particolarmente sensibili a odori che invece per noi sono piacevoli. Meglio evitare quelli più intensi, specialmente in prossimità della loro zona di riposo.

Animali in condominio.

La legge 220/2012 del Codice Civile all’art.16 stabilisce che il regolamento condominiale non può vietare di possedere o detenere animali domestici, dunque non possono essere deliberate dagli altri condòmini disposizioni limitanti o che annullano il diritto di tenere animali.

Tuttavia è giusto precisare che tale diritto non è privo di limiti, dato che la possibilità di tenere animali domestici coesiste con la necessità di seguire delle regole di condotta (spesso previste nello stesso regolamento), nel rispetto degli altri abitanti dell’edificio.

Se vivi in condominio, dovrai avere cura di non lasciare libero il tuo animale nelle aree comuni (compreso il cortile condominiale), fare attenzione che non rechi danni a proprietà altrui e che non faccia rumori molesti di notte e di giorno che superino la normale tollerabilità.

Cerchi una casa indipendente in cui poter vivere felice con il tuo amico a 4 zampe? Cerca sul sito dell’Agenzia Pegaso Immobiliare di Pisa la soluzione perfetta per te, magari con un bel giardino in cui potrai giocare e trascorrere del tempo indisturbato col tuo animale.

Contattaci per maggiori informazioni! Ti aspettiamo!

#10YearsChallenge arredamento. Ecco cos’è cambiato nelle nostre case.

Sui social spopola la 10 Years Challenge, la sfida che invita a mettere a confronto una foto di 10 anni fa con uno scatto di oggi. Un semplice giochino per mostrare quanto siamo cambiati nel corso del tempo e che in questo articolo ci divertiamo ad applicare anche alla casa.

Ecco come si sono trasformate le tendenze in fatto di arredamento dal 2009 ad ora.

Se con la memoria facciamo un salto indietro nel tempo e torniamo al 2009, vediamo che i gusti in fatto di arredamento sono un po’ cambiati.

10 anni fa chi sceglieva una nuova cucina si orientava o su una soluzione classica in legno, oppure su modernissime cucine in laminato con ante lucide (in colori anche molto accesi), belle e pratiche da pulire.

Ecco che coloro che hanno osato di più magari ancora oggi si trovano in casa una cucina color prugna, rosa o verde: una scelta vistosa e sicuramente di impatto, forse destinata a stancare un po’ nel tempo…

10 years challenge arredamento

Andava forte l’arredamento bicolore, sia per il living che per le cucine: le tonalità a contrasto davano carattere agli ambienti. L’abbinamento più riuscito? Sicuramente quello chiaro-scuro, tra mobili in legno o laminato chiaro (panna o beige) ed elementi d’arredo wengè o nero.

Le sedie più vendute erano quelle dalle linee più slanciate, con lo schienale alto e la seduta in ecopelle o in tessuto imbottite, in grado di dare un tocco elegante sia alla cucina sia alla sala, dove di solito si sceglieva di inserire un divano abbinato. I colori preferiti? Il nero, il marrone scuro e il bianco, tutti molto versatili e adattabili ad ogni stile.

I primi anni 2000 sono anche quelli del boom dei letti contenitore che, grazie al loro capiente vano sotto alla rete a doghe, permettono di sfruttare al massimo ogni spazio e riporre le cose che nell’armadio proprio non entrano. Una buona risposta al bisogno di spazio, avvertito specialmente nelle case meno generose in quanto a mq a disposizione.

Se sfogliamo un catalogo del 2009 probabilmente a colpirci, oggi come allora, sono le numerose soluzioni di letti con testiera alta imbottita solitamente nelle varianti chiare, bianco e panna, spesso trapuntata e talvolta impreziosita da swarovski, per chi desidera dare un tocco “splendente” alla propria camera.

Anche oggi questo tipo di letto è ricercato, ma la maggior parte di coloro che acquistano l’arredamento per il proprio nido sembra preferire soluzioni sempre più minimal.

Così ci si orienta su letti con testiera più bassa (a volte quasi inesistente) e mobili dalle linee essenziali.

Ogni ambiente della casa deve essere accogliente e minimale evitando il superfluo, così come insegna uno stile molto amato in questi ultimi tempi: quello nordico, in cui regnano luce, praticità e forme geometriche.

Divani morbidi e comodi hanno cambiato colore, passando al grigio come tonalità più scelta degli ultimi mesi.

Oltre al grigio, i colori neutri come il tortora, il beige, il ghiaccio, il cipria, vengono usati per creare ambienti eleganti e luminosi senza correre il rischio di commettere errori di stile: queste tonalità intramontabili sono il punto di partenza per realizzare abbinamenti cromatici di grande effetto e offrono molti spunti creativi.

10 years challenge arredamento

In cucina tornano le ante bianche e il color legno in tutte le sue varianti: il tocco di colore che nel 2009 era l’arredamento a conferire, adesso spetta ai complementi d’arredo o alle pareti darlo. Infatti anche in questa zona della casa si predilige la semplicità.

Il vero cambiamento avvenuto nelle nostre case però non sta nei colori o nella forma dei mobili, quanto nell’importanza che la tecnologia ha assunto tra le mura domestiche.

Secondo recenti sondaggi, la maggior parte degli italiani sogna una casa sempre più smart. I nuovi sistemi di automazione domestica, siano essi applicazioni per il controllo da remoto o il funzionamento coordinato di più dispositivi elettronici, rispondono in modo soddisfacente alle esigenze di comfort, risparmio energetico e praticità e coinvolgono praticamente ogni aspetto della cura della casa.

Infatti questa evoluzione tecnologica non riguarda solo l’impianto di sicurezza o quello termico; per capirlo basta pensare agli elettrodomestici della cucina: dal piano cottura ad induzione al forno, tutto è touch screen e molti apparecchi permettono di impostare “scenari” personalizzati, controllabili a distanza.

In 10 anni la tecnologia ha fatto molti passi avanti ed oggi è più accessibile acquistare un elettrodomestico smart di ultima generazione.

Di quali trasformazioni sarà protagonista la casa nei prossimi 10 anni? Continua a seguire il blog dell’Agenzia Pegaso Immobiliare per saperlo: siamo qui proprio per raccontare tutte le novità!

E se stai cercando dei professionisti validi che ti aiutino nel tuo percorso di compravendita o locazione di un immobile a Pisa, contattaci! Saremo felici di offrirti il nostro supporto.

A presto con un nuovo articolo.

 

Compri casa? Con l’agente immobiliare anche la tua mente è più pronta!

Come funziona il nostro cervello quando si decide di comprare casa? In che modo si può essere certi di scegliere l’immobile giusto? Ecco perché seguire i consigli dell’agente immobiliare aiuta anche la mente.

Comprare un immobile prevede delle procedure delicate, che richiedono attenzione e competenze specifiche. Le agenzie immobiliari possono rivelarsi un valido aiuto per evitare di imbattersi in spiacevoli inconvenienti, ma anche un sostegno indispensabile nel trovare la casa più adatta alle proprie esigenze.

Per evitare scelte azzardate i consigli di un professionista immobiliare sono più preziosi di quanto tu possa immaginare…

Ogni giorno la nostra mente si trova ad elaborare problemi, trasformandoli rapidamente in soluzioni; non ce ne accorgiamo, ma il nostro cervello prende decisioni continuamente, elaborando informazioni per trasformarle in una varietà di soluzioni. Per farlo, percepisce e agisce in molti modi diversi a seconda del contesto, affronta situazioni nuove e cambia punto di vista.

Gli psicologi chiamano “Construal Level Theory” un’interessante teoria che descrive il modo in cui il nostro cervello pensa a cose, decisioni e problemi in relazione alla loro distanza.

La nostra mente infatti è programmata per elaborare e risolvere problemi immediati e quando prendiamo decisioni quotidiane che hanno a che fare con azioni a breve termine è più accurata rispetto a quando riflettiamo su azioni a lungo termine.

Ne consegue che più un progetto è pianificato lontano nel tempo, più siamo superficiali e facciamo fatica ad affrontare la questione in modo concreto.

Buona parte degli errori che si possono commettere nell’acquisto di una casa derivano proprio da questo nostro modo di pensare “vago” rispetto ai progetti a lungo termine e dal fatto che la mente non è in grado di vedere tutte le difficoltà possibili fino a quando non ci saremo davvero calati nel nuovo contesto. Ma allora sarà troppo tardi…

Ecco che una volta acquistato l’immobile, ci si trova a fare i conti con spazi che ricordavamo essere diversi, spese non preventivate (che però si sarebbero potute prevedere con un po’ di attenzione in più o un sopralluogo con un esperto), un quartiere più rumoroso di quanto ci aspettavamo…

Ma il modo per prevenire un possibile pentimento futuro c’è. Per essere sicuro di scegliere la casa giusta cerca di ridurre mentalmente la distanza che ti separa dalla vita che potresti avere in un immobile e immaginati in quel contesto.

Non devi tralasciare nessun aspetto e, se una casa ti fa innamorare da subito, non limitarti ad una sola visita prima di fare la tua proposta d’acquisto, ma torna a vederla più volte, magari in vari momenti della giornata in modo da verificare la sua esposizione rispetto al sole e capire se la zona è generalmente tranquilla.

Come può essere utile l’agente immobiliare in tutto questo? Il suo supporto è indispensabile per dare sicurezza alla tua scelta e un aspetto reale alla tua decisione.

L’agente immobiliare grazie alla sua esperienza sa quali possono essere le potenzialità o il tallone di Achille di un immobile; conoscendo le tue esigenze specifiche li metterà in luce, in modo che tu non ti invaghisca dell’immobile sbagliato, che non rispecchia quello che stai cercando.

Avvalendosi di una rete di collaboratori esterni, ti metterà in contatto con un architetto, un geometra e vari professionisti che potranno offrirti una consulenza per darti un’idea chiara dei possibili lavori che potresti (o dovresti) fare su un immobile, così che tu possa conoscere da subito le spese reali alle quali andrai incontro scegliendolo.

Ciò di cui hai bisogno è l’aiuto di chi non solo non è emotivamente coinvolto quanto te nella ricerca della nuova casa, ma ti offre un punto di vista professionale aiutandoti a definire in modo razionale ciò che è meglio per te. E in questo la figura più indicata è proprio quella agente immobiliare.

Stai cercando un professionista che meriti davvero la tua fiducia per il tuo acquisto immobiliare nella zona di Pisa e provincia? Contatta subito l’Agenzia Pegaso Immobiliare  e vieni a scoprire tutti i nostri servizi!

Siamo pronti per intraprendere con te questa avventura!

 

Come intervenire sul tuo immobile per aumentarne il valore.

In Italia è tornata la voglia di diventare proprietari di un immobile. I dati registrati nel 2018 sono molto incoraggianti: nel corso di tutto lo scorso anno c’è stato un costante incremento delle compravendite.

È evidente che la maggiore disponibilità delle banche ad erogare mutui, i tassi particolarmente vantaggiosi ed i prezzi che in media ancora non sono tornati a salire hanno rimesso in moto il settore.

Secondo le previsioni di mercato anche nel 2019 continueremo a vivere il ritorno all’investimento a livello nazionale, perciò se hai in mente di vendere la tua casa o una seconda proprietà, il momento è favorevole, data la domanda crescente.

Ma come è possibile aumentare il valore del tuo immobile? Ecco come puoi intervenire con lavori più o meno impegnativi per ottenere il massimo guadagno dalla vendita in tempi rapidi.

PICCOLI INTERVENTI SULL’IMMOBILE.

Qualche ritocchino al look della tua casa, specialmente se quello che stai per mettere in vendita è un immobile un po’ datato, sarà senza dubbio d’aiuto per dare un’accelerata alla vendita. Effettuare grandi opere di ristrutturazione, che implicherebbero un eccessivo investimento di tempo e denaro, non è sempre necessario.

Basterà sistemare il giardino, effettuare piccole riparazioni, dare una rinfrescata agli ambienti tinteggiando le pareti, rivedere gli spazi in maniera più funzionale, eliminare gli elementi d’arredo superflui ecc.

La tua casa deve apparire curata, in ordine, accogliente e luminosa.

È su questi principi che si basa anche l’home staging, la tecnica che consiste nell’allestire una casa valorizzandone le caratteristiche, facendola apparire come un oggetto in vetrina, per far leva su elementi emozionali e favorire il colpo di fulmine commerciale con i compratori, accelerando così la vendita o la locazione.

Per saperne di più leggi il nostro articolo: “Valorizza il tuo immobile con l’Home Staging per venderlo più velocemente”.

LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE.

Si stima che una casa ristrutturata aumenti il proprio valore fino al 19%, con un guadagno del 12% al netto delle spese per i lavori.

Di certo una casa da poco messa a nuovo è più attraente di un’abitazione che non potrà essere abitata prima di aver subìto degli interventi, perciò si vende prima. Certo, esiste una fetta di compratori che cercano proprio case da ristrutturare per il loro investimento, in modo da strappare un prezzo più basso rispetto alla media, per poi dedicarsi ai lavori con cui personalizzeranno la casa in base alle proprie esigenze. Ma, nella maggioranza dei casi, l’acquirente-tipo cerca qualcosa di “potenzialmente abitabile da subito”.

Gli acquirenti sono sempre più attenti ai consumi e all’efficienza degli immobili, perciò investire in lavori che permettano non solo di mettere a norma impianti e la struttura in genere, ma che contribuiscano a migliorare la classe energetica, può essere una soluzione valida per rendere la casa molto più appetibile sul mercato.

Non è da sottovalutare inoltre la possibilità di recuperare parte delle spese sostenute grazie ad incentivi fiscali come il Bonus Ristrutturazioni, l’Ecobonus (con cui si possono recuperare il 50% o addirittura il 65% dei costi in base alla tipologia di intervento) o il Green Bonus, prorogati anche per il 2019.

Una volta venduto l’immobile, le detrazioni di norma passano all’acquirente, ma al momento del rogito è possibile optare per la loro conservazione, potenziando così il risparmio.

In ogni caso ricorda che gran parte degli immobili che restano invenduti a lungo, rimangono sul mercato mesi e mesi senza suscitare interesse a causa di un prezzo di vendita inadeguato. Se la richiesta del proprietario non è allineata al mercato di zona e alle condizioni effettive del bene, sarà davvero difficile trovare un acquirente.

L’unico modo per avere la certezza di aver fissato un prezzo di vendita vero è lasciare che sia un agente immobiliare a fare una stima del valore dell’immobile. Per la tua casa in vendita a Pisa contatta l’Agenzia Pegaso Immobiliare: ti aiuteremo ad individuare la cifra che puoi richiedere con oggettività e realismo e seguiremo la tua operazione immobiliare con competenza e serietà.

Hai dei dubbi o vorresti un consiglio per vendere la tua casa? Lascia un commento in fondo a questo articolo, l’Agenzia Pegaso Immobiliare ti risponderà al più presto!

Si può vendere casa prima di aver estinto il mutuo?

La maggior parte degli italiani acquista casa ricorrendo ad un mutuo ipotecario per coprire il prezzo dell’immobile. Il mutuo impegna chi lo sottoscrive per molto tempo: normalmente il contratto può avere una durata compresa tra i 5 e i 40 anni, variabile secondo quanto stabilito da ogni singola banca e in relazione alla tipologia di prodotto scelto.

Ovviamente più il piano di rimborso è lungo (a 20 anni ad esempio), più la rata sarà contenuta, anche se su questa graveranno interessi maggiori rispetto a quelli applicati sui mutui con durate inferiori.

Trattandosi spesso di un arco temporale di rimborso molto ampio, può capitare che nel frattempo le esigenze della famiglia cambino e che la casa acquistata non sia più adatta. Così molti si trovano nella condizione di doversi trasferire e vendere il proprio immobile senza aver finito di pagare il mutuo.

Ma si può vendere una casa prima di aver finito di pagare le rate del mutuo? La risposta è sì.

Se anche tu ti trovi in questa situazione, ecco le soluzioni che ti si prospettano.

1.Estinguere anticipatamente il mutuo.

Quando si mette in vendita una casa con mutuo, l’ideale sarebbe riuscire ad estinguere completamente l’ipoteca prima del rogito con i propri mezzi.

Ma attenzione: se hai acquistato la tua abitazione usufruendo delle agevolazioni fiscali del Bonus prima casa e hai intenzione di vendere prima che siano trascorsi 5 anni dall’acquisto, sei tenuto a versare all’erario la somma relativa all’agevolazione fiscale di cui ha beneficiato. A questa devi aggiungere anche il 30% di sanzione. Se invece i 5 anni sono passati, non avrai obblighi a tuo carico.

Ovviamente estinguere il mutuo in anticipo è una possibilità riservata solo a chi ha le sostanze per andare a pagare la parte di capitale mancante e, spesso, è un sacrificio troppo grande.

2.Estinguere il mutuo al rogito.

Se non hai modo di saldare il mutuo prima di vendere casa perché non hai a disposizione la liquidità necessaria, puoi decidere di estinguere il finanziamento al momento del rogito utilizzando il ricavato della vendita.

In questo caso dovrai recarti in banca dove hai il mutuo in essere, chiedere il conto estintivo aggiornato, dichiarare che stai vendendo l’immobile e comunicare la data fissata per il rogito. Sarà la banca stessa ad indicarti con precisione la procedura da seguire.

Al rogito di regola dovrebbe presenziare anche un funzionario della banca presso la quale hai acceso il finanziamento; l’acquirente ti consegnerà un assegno circolare intestato alla tua banca, con importo pari alla quota di debito residuo in base a quanto risulta dai conteggi di estinzione anticipata che hai richiesto.

Una volta versato l’assegno alla banca, questa ti rilascerà la quietanza di avvenuta estinzione e cancellerà l’ipoteca gratuitamente.

3.Procedere con l’accollo del mutuo.

La terza strada, un po’ più complessa, è quella che prevede che il mutuo venga accollato dall’acquirente.

Questo significa che chi compra casa subentra al venditore nel rimborso delle rate, e si fa carico di tutti gli impegni finanziari previsti dal mutuo in essere. L’accollo può essere:

  • cumulativo: tu venditore rimarrai obbligato verso la banca e dovrai intervenire nel caso in cui il compratore non fosse più in grado di provvedere al rimborso delle rate
  • liberatorio: il venditore viene svincolato da ogni obbligo futuro nei confronti della banca che ha concesso il finanziamento e il rimborso ricadrà quindi solo sull’acquirente.

Nell’accollo del mutuo sia l’acquirente sia la banca devono dare il proprio consenso e il subentro diventa effettivo al momento del rogito.

Perché questa modalità è più complessa? Perché l’acquirente non è tenuto ad accettare la tua proposta di accollo, né la banca è obbligata a concederlo. Infatti:

  • l’acquirente potrebbe riscontrare le condizioni di finanziamento poco vantaggiose rispetto alle attuali condizioni di mercato e rifiutare l’accollo sebbene gli permetta di risparmiare sulle spese notarili, di perizia e istruttoria cui andrà incontro stipulando un nuovo mutuo;
  • la banca prima di dare il suo benestare farà approfondite verifiche sulle garanzie reddituali dell’acquirente e sulla sua storia creditizia.

Quindi i fattori in gioco sono davvero tanti, perciò ti consigliamo di chiedere un parere ed una consulenza agli esperti del settore. Se sarà un agente immobiliare qualificato a seguire l’iter di vendita della tua casa, grazie ai suoi consigli eviterai di commettere qualche errore e di rimanere vincolato nella vendita del tuo immobile.

Per la tua casa a Pisa scegli la professionalità dell’Agenzia Pegaso Immobiliare. Ti faremo da guida per una vendita serena e sicura. Contattaci!

Ti aspettiamo!

 

Vendi casa? Ecco come scrivere un annuncio immobiliare efficace.

L’annuncio immobiliare si compone di tre parti: il titolo, l’immagine e il testo descrittivo.

Ogni elemento deve avere un effetto persuasivo sul lettore che si avventura tra i vari annunci online alla ricerca della sua prossima casa. Scopriamo insieme quanto è importante scrivere un buon annuncio per la tua casa in vendita e come realizzarlo.

Se ti sei occupato da solo della pubblicità del tuo immobile in vendita e sono passati mesi dalla pubblicazione del tuo annuncio in rete senza che qualcuno abbia chiesto informazioni, sicuramente la tua inserzione non è risultata efficace. La tua casa non è saltata all’occhio degli acquirenti, ma di certo puoi fare qualcosa per migliorare.

Internet è affollato da immobili pubblicizzati con foto di scarsa qualità, titoli insignificanti, descrizioni banali, piatte o approssimative. Un utente dedica solo pochi secondi alla lettura degli annunci, che scorre velocemente sul suo schermo, e tu devi riuscire a bloccare il suo occhio e catturare la sua curiosità proprio in quei rapidi istanti.

Le immagini.

Durante la navigazione online, il nostro occhio è colpito di continuo da immagini, testo, grafiche e colori, così dà un peso diverso a tutte informazioni che riceve. Ecco che diamo la priorità alle foto: le immagini attraggono maggiore attenzione di altri tipi di contenuti e i colori sono uno strumento potente per spingere l’osservatore verso le diverse sezioni della pagina. Lo sguardo nota prima le illustrazioni, poi i titoli e infine il testo e questo vale sia sul web sia su riviste di settore.

Quindi per prima cosa, se non hai intenzione di affidarti ad un fotografo professionista, devi munirti di una macchina fotografica di qualità, ordinare la casa e valorizzarla con un intervento di home staging che contribuirà a renderla luminosa e interessante.

Poi, una volta scelta la giusta angolazione, scatta le foto che correderanno l’annuncio, avendo poi particolare cura di scegliere quella che si vedrà come immagine principale.

Il titolo e il testo.

Il secondo elemento che l’utente guarda è il titolo. Anche se breve ed incisivo, deve necessariamente contenere non solo le informazioni essenziali che spingeranno a cliccare proprio sul tuo annuncio, ma anche le parole chiave giuste che lo renderanno più visibile ai motori di ricerca.

Infine il testo completerà il quadro: una descrizione ben scritta farà davvero la differenza. Riporta le informazioni in modo chiaro, semplice e ordinato. Tieni presente che i lettori su internet sono pigri, ti dedicheranno poco tempo e tu devi ottimizzarlo scrivendo un testo completo, che possa racchiudere i caratteri essenziali dell’immobile e allo stesso tempo evitare di essere prolisso: l’utente si spaventa quando si trova davanti a blocchi di testo unici di difficile lettura.

Quindi anche una faccenda apparentemente banale come la stesura dell’annuncio immobiliare può rivelarsi un’operazione complessa.

Uno dei tanti vantaggi per chi sceglie di vendere o affittare affidandosi all’Agenzia Immobiliare Pegaso è quello di non doversi preoccupare delle foto né della realizzazione e promozione dell’annuncio. Infatti sarà compito della nostra Agenzia fare gli scatti giusti per immortalare al meglio il tuo immobile e occuparsi della sua pubblicità attraverso i canali più efficaci.

Così potrai risparmiare tempo, energie e soprattutto avere la sicurezza di un risultato finale di qualità.

L’Agenzia Pegaso sa che l’annuncio immobiliare è una chance importante per la tua casa, affinché sia notata in mezzo alle altre, e saprà evidenziare sapientemente i punti di forza della tua proposta grazie a questo che è, a tutti gli effetti, un vero e proprio strumento di vendita.

Siamo a tua disposizione per curare con professionalità il tuo annuncio immobiliare e tutti gli altri aspetti della tua compravendita, per aiutarti a vendere casa in modo veloce e sicuro.

Contattaci per maggiori informazioni!

Ti aspettiamo!

 

Come si può rendere la casa più sicura? I consigli di Pegaso Immobiliare.

La nostra abitazione è il luogo in cui dobbiamo vivere serenamente e sentirci protetti; perciò è d’obbligo adottare tutte le misure necessarie per rendere la casa più sicura possibile dai malintenzionati. Ecco delle utili soluzioni, molte delle quali ci vengono fornite dalla tecnologia.

Anche quando si è alla ricerca di una nuova casa, la sicurezza ha la sua importanza: è una prerogativa quasi irrinunciabile. La paura di furti nella propria abitazione è uno dei principali timori e, in risposta a quasta esigenza di tranquillità tra le mura domestiche, sono nati validi sistemi.

Per quanto la maggior parte dei furti si verifichi a causa di una disattenzione da parte del proprietario, che magari ha lasciato distrattamente una finestra o la porta aperta, è giusto proteggere noi e le nostre case. Ci sono vari modi per scoraggiare i ladri, cominciando proprio dalla scelta degli infissi.

Porte, finestre e serramenti in legno sono quelli più a rischio perché più vulnerabili; inoltre più sono datati e più il rischio è  consistente: i ladri entrano in casa in modo rapido e senza fare il minimo rumore.

Un portone blindato per l’ingresso principale senza dubbio è una scelta che scoraggerà buona parte dei malintenzionati, così come finestre con vetri dotati di protezione antisfondamento:  è vero che i ladri possono rompere anche questi, ma solo con grande fatica, insistendo per ore e facendo molto rumore.

Altro utilissimo deterrente sono le grate alle finestre, soluzione che però molti decidono di non installare perché più che protetti si sentono prigionieri in casa propria. In realtà le grate costituiscono una buona protezione e il loro livello di resistenza ai tentativi di effrazione è certificato dalla loro classe di sicurezza, con una scala che va da 1 a 5 (dove 5 è la migliore).

Per raggiungere un livello ancora superiore di sicurezza, l’ideale sarebbe integrare tutto questo con un efficiente sistema di allarme… e una buona dose di tecnologia!

Si possono sottoporre i vari ambienti della casa a sensori esterni ed interni, sirena, centralina e combinatore telefonico. C’è poi la possibilità di integrare il classico allarme (totale e perimetrale) collegando delle videocamere e connettendo tutto il sistema alla rete wi-fi. Questo rende possibile verificare anche a distanza che la casa sia al sicuro da intrusioni, dato che tali sistemi sono pienamente integrati con gli attuali smartphone e tablet così che, tramite un’apposita app, il proprietario di casa può ricevere una serie di notifiche di allarmi.

Ma la vera nuova frontiera della videosorveglianza è il drone, un apparecchio volante dotato di microcamera, in grado di fornire immagini dall’alto e di riconoscere eventuali intrusi grazie all’intelligenza artificiale installata a bordo. Questo strumento ti permette di vedere in tempo reale ciò che il drone sta filmando. Si tratta di un apparecchio di monitoraggio smart, attivabile anche da remoto, che sicuramente ha molte potenzialità. In un futuro non molto lontano il mondo della sorveglianza potrebbe affidarsi sempre più spesso a questa tipologia di strumenti innovativi e facili da usare.

Intanto si diffondono a macchia d’olio i videocitofoni, i più tecnologici dei quali permettono di verificare dallo smartphone, dal tablet o dal pc chi suona alla porta e di dialogare eventualmente con lui, senza che nessuno si accorga che non si è in casa.

Ovviamente scegliere infissi di altissima qualità e tutta questa tecnologia comporta dei costi superiori, ma maggiore è il livello dei sistemi installati, maggiore è il grado di serenità percepito dal proprietario di casa.

Sistemi come quelli che abbiamo descritto sono un investimento a vantaggio del tuo benessere, e valuta che lo Stato incentiva chi rende la sua casa più sicura con uno sconto fiscale del 50% in dichiarazione dei redditi: l’importo verrà recuperato dall’Irpef in 10 rate annuali. Per accedere al bonus basta che:

  • l’impianto di allarme e antifurto sia installato da un professionista
  • il pagamento avvenga attraverso Bonifico
  • la Dichiarazione dei Redditi riporti la spesa e i dati catastali dell’immobile in cui è stato installato l’impianto
  • chi fa installare l’impianto nella propria abitazione sia in regola con i pagamenti di TASI e/o IMU (che potrebbero venire richiesti da un eventuale controllo).

Per saperne di più consulta anche il sito dell’Agenzia delle Entrate.

Continua a seguire il blog dell’Agenzia Pegaso Immobiliare per avere altri consigli utili sulla gestione della tua casa e per restare sempre aggiornato su tutte le novità!

A presto con il prossimo post!

P.S. Se stai cercando a Pisa la casa adatta a diventare il tuo nido di sicurezza e tranquillità, cerca tra le proposte sul nostro sito e contattaci! Saremo felici di aiutarti!

 

La carta di identità dell’immobile: il nuovo servizio dell’Agenzia Pegaso.

Presso la nostra Agenzia Pegaso Immobiliare è possibile avere un nuovo servizio: la carta di identità degli immobili. Ecco in cosa consiste il marchio “Check up FIMAA Pisa”.

Quando si vende o si acquista un immobile, è bene preparare con dovuto anticipo tutta la documentazione relativa, che sarà importante già nella fase iniziale del percorso di compravendita. Capita spesso che una trattativa rallenti o salti a causa di problematiche tecniche impreviste, perciò è consigliabile fare i dovuti controlli con largo anticipo per verificare che tutto sia conforme.

Infatti avere a portata di mano da subito i documenti che attestano la proprietà, la regolarità urbanistico-catastale, la situazione ipotecaria ecc., consente di affrontare l’operazione immobiliare con maggiore sicurezza e trasparenza.

Per offrire maggiori tutele a chi chiede il nostro aiuto per la propria compravendita, noi dell’Agenzia Pegaso Immobiliare abbiamo messo a disposizione un nuovo servizio: il Check up FIMAA Pisa, ovvero la carta di identità degli immobili. Si tratta di un vero e proprio fascicolo informativo che contiene una serie di documenti fondamentali per conoscere nel dettaglio le caratteristiche di un casa o di un fabbricato.

In particolare si trovano qui raccolti:

  • copia del titolo di provenienza,
  • stato civile dei proprietari,
  • ispezione ipotecaria,
  • prestazione energetica (APE),
  • resoconto tecnico,
  • documentazione catastale,
  • situazione condominiale.

Gli immobili con carta di identità vengono dotati di un bollino identificativo di verifica e controllo, che assicura al venditore che il suo immobile è adatto per essere messo sul mercato e dà all’acquirente la serenità di acquistare un bene certificato.

L’Agenzia Pegaso da sempre è attenta alla tutela del cliente: per questo motivo abbiamo scelto di offrire questo ulteriore servizio, in modo che chi chiede la nostra assistenza per intraprendere la vendita o l’acquisto di un immobile possa farlo con la tranquillità di essere in mani sicure.

Ci teniamo a proporre solo il meglio e lavoriamo con chiarezza e competenza, affinché chi si rivolge a noi capisca che può darci la sua piena fiducia.

Se vuoi vendere o comprare casa nella città della Torre Pendente, contattaci o vieni a conoscerci in via Santa Marta 2 a Pisa; ci trovi proprio vicino al nostro bel Lungarno.

Se passi a trovarci in questo periodo, potrai anche approfittare per goderti le luci e l’atmosfera natalizia che hanno avvolto la nostra città!

Data la magia di questi giorni, cogliamo l’occasione per fare ai nostri clienti e ai lettori del blog dell’Agenzia Pegaso i migliori auguri di BUONE FESTE!

Appuntamento a presto con un nuovo articolo…

 

Decreto Sicurezza: comunicazione alla Questura anche per l’affitto breve.

Il contratto di affitto breve è la formula ideale per chi cerca una soluzione abitativa per un periodo che non supera i 18 mesi. Il Decreto Sicurezza si prepara ad introdurre delle novità a riguardo; scopri quali.

In Italia il mercato della locazione è molto vivace: si stima che vengano affittate circa 670.000 case l’anno, a cui se ne aggiungono altre 730.000 usate per la locazione breve. L’affitto breve è un contratto di locazione che definisce un rapporto tra proprietario e inquilino di durata non superiore ai 18 mesi e può essere di due tipi:

  • Affitto breve turistico, che non supera i 30 giorni di permanenza (soluzione sempre più spesso preferita dai turisti rispetto al soggiorno in albergo);
  • Affitto transitorio, quando il periodo di locazione va dai 30 giorni ai 18 mesi.

Il contratto è regolato dal D.L. 50/2017, che impone di :

  • applicare una cedolare secca alle locazioni brevi turistiche fino a trenta giorni
  • comunicare i dati relativi ai contratti
  • richiedere una ritenuta del 21% sull’ammontare dei canoni e dei corrispettivi all’atto dell’accredito.

Se vuoi conoscere maggiori dettagli sul contratto di affitto breve turistico leggi anche il nostro post: “Contratto di affitto turistico: funzione, forma e durata”.

La novità.

Un emendamento al Decreto Sicurezza, che entrerà in vigore non appena verrà convertito in legge, porterà un cambiamento nello stato attuale delle cose.

Infatti per le locazioni e per le sublocazioni sarà introdotto l’obbligo di comunicare alla Questura, entro ventiquattr’ore dall’arrivo, le generalità delle persone alloggiate, anche per affitti di durata inferiore a trenta giorni.

A partire dall’entrata in vigore del D.L. 79/2012 fino ad oggi non c’era più stato l’obbligo di dare alcuna comunicazione all’autorità di pubblica sicurezza per i contratti di locazione, verbali o scritti, perché la registrazione del contratto, che è poi diventata obbligatoria, assorbe l’obbligo della comunicazione.

In effetti, mancava una norma di legge che prevedesse per tutte le situazioni di ospitalità di locazione breve l’obbligo di comunicazione alla Questura dei dati degli ospitati, dal momento che attualmente tale adempimento è dovuto solo se a vivere nell’immobile sono cittadini estranei all’Unione Europea, oppure cittadini Ue che alloggiano in affitto per più di 30 giorni.

Come effettuare la comunicazione?

Per effettuare la nuova comunicazione obbligatoria si dovrà accedere telematicamente al sistema “Alloggiati Web” sul sito della Polizia di Stato, la cui modulistica dovrà evidentemente essere modificata per predisporsi a considerare un tipo di ospitalità basata sulla locazione, che non presuppone alcuna autorizzazione pubblica, come previsto invece per le strutture ricettive.

Continua a seguire il blog dell’Agenzia Pegaso per restare sempre aggiornato sulle ultime notizie e se hai bisogno di chiarire un dubbio specifico, contattaci! Saremo felici di aiutarti!

 

Affitto:come si ripartiscono le spese tra proprietario e inquilino-La tabella.

Quando si affitta un immobile è necessario chiarire da subito i diritti e i doveri dell’inquilino e quelli del proprietario di casa. Normalmente nel contratto vengono elencate le condizioni sull’uso dell’immobile, sul pagamento dei canoni, sulla partecipazione all’assemblea, ecc..

Ma come si ripartiscono le spese tra inquilino e proprietario? Scopriamo insieme quali costi devono essere sostenuti dall’uno e dall’altro.

L’art. 1576 del Codice Civile recita:

Il locatore deve eseguire, durante la locazione, tutte le riparazioni necessarie, eccettuate quelle di piccola manutenzione che sono a carico del conduttore.

Dunque, premesso che il locatore ha l’obbligo di consegnare l’abitazione in buono stato, al conduttore (inquilino) spetta il pagamento delle spese di piccola manutenzione, cioè le spese dovute a riparazioni causate dal normale deterioramento del bene.

Invece quelle per le riparazioni necessarie a consentire all’immobile di servire all’uso per cui è locato (generalmente quelle di straordinaria manutenzione) competono al locatore (proprietario). Si tratta di costi relativi a casi fortuiti,  ovvero le attività di manutenzione che si presentano per eventi non previsti ed imprevedibili e le eventuali opere di adeguamento dell’immobile alle normative vigenti.

A dare qualche indicazione in più ci pensa la Legge 392/78 (relativa alle locazioni degli immobili urbani), in cui si dice che l’inquilino deve sostenere le spese per:

  • la pulizia,
  • l’ordinaria manutenzione dell’ascensore,
  • i consumi di energia elettrica, acqua, riscaldamento e condizionamento dell’aria,
  • lo spurgo dei pozzi neri e delle latrine,
  • la fornitura di altri servizi comuni,
  • il servizio di portineria se presente nello stabile (in tal caso l’inquilino dovrà farsi carico del suo pagamento nella misura del 90%).

Rispetto alle spese condominiali, il proprietario deve sostenere i costi per lavori di rifacimento degli impianti o delle facciate e le opere comuni che possono ritenersi straordinarie e, legalmente, è lui il responsabile nei confronti del condominio, anche in caso di mancato pagamento da parte dell’affittuario. MA ATTENZIONE: Se l’inquilino non rispetta il suo dovere e non paga le spese condominiali di sua competenza, il locatore può esercitare il diritto di rivalsa su di lui, chiedendo il rimborso delle spese sostenute entro 60 giorni; trascorso questo termine, in caso di mancato assolvimento, il proprietario può avanzare la richiesta di risoluzione del contratto.

Tuttavia se consideriamo la quotidianità, queste norme appaiono troppo generiche e davanti all’urgenza di affrontare una spesa, accade spesso che ci siano contrasti tra il proprietario e l’inquilino perché le varie attività di manutenzione possono prestarsi a diverse interpretazioni. Infatti non sempre è possibile determinare in modo chiaro se si tratti di interventi resi necessari dall’uso prolungato da parte dell’inquilino o dall’età avanzata dell’immobile.

Quindi se da un lato è  vero che la legge è piuttosto sommaria nel definire la ripartizione delle spese tra proprietario ed inquilino, è vero anche che sarebbe un’impresa irrealizzabile elencare ogni spesa possibile e individuarne i criteri di divisione nel contratto di affitto! Ma la soluzione c’è…

Per ovviare a questo problema le principali organizzazioni di categoria di locatori ed inquilini hanno sottoscritto un elenco che prevede la ripartizione di spese ed oneri accessori sull’immobile. Basterà quindi inserire nel contratto un esplicito richiamo alla “Tabella oneri accessori (ripartizione fra locatore e conduttore) concordata tra Confedilizia, Sunia, Uniat, Sicet e registrata in data 30.04.2014 presso l’Agenzia delle Entrate di Roma 2, sub n. 8455/3″ affinché la ripartizione delle spese di manutenzione sull’immobile e delle parti comuni avvenga secondo questo accordo di categoria.

Ti forniamo qui la tabella dettagliata, in modo che tu possa vedere nel dettaglio le varie voci che ti interessano; scarica ora la Tabella oneri accessori-AGENZIA PEGASO IMMOBILIARE!

Se stai cercando la tua casa in vendita o in affitto a Pisa, affidati all’esperienza dell’Agenzia Pegaso Immobiliare: il nostro lavoro non finisce con la stipula del contratto perché ti seguiremo anche nella fase successiva restando per te un valido punto di riferimento per qualsiasi problematica potrà sorgere in futuro.

Contattaci subito!

Ti aspettiamo…

 

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