Cedolare su affitto a canone concordato 2020: c’è la proroga ma sale l’aliquota.

Cedolare su affitto a canone concordato 2020: c’è la proroga ma sale l’aliquota.

Brutte notizie per i proprietari: la Manovra 2020 introduce un aumento dell’aliquota della cedolare secca sulle locazioni a canone concordato.

Nel contratto di locazione a canone concordato l’importo del canone di affitto che l’inquilino dovrà corrispondere al proprietario non è deciso dalle parti (come avviene con il canone libero) ma è calcolato in base agli indicatori contenuti nell’Accordo territoriale.

Questo documento, che è frutto della contrattazione tra sindacati degli inquilini e associazioni dei proprietari, fissa la soglia massima e quella minima entro le quali dovrà essere stabilita l’entità del canone.

⇒Per saperne di più sugli Accordi territoriali nel Comune di Pisa clicca qui.

Dunque l’inquilino che stipula un contratto di locazione a canone concordato ha il vantaggio di pagare un canone “calmierato”, inferiore a quelli normalmente applicati.

Il proprietario che sceglie di vincolarsi a tali condizioni ha diritto a specifiche agevolazioni fiscali:

  • ai fini Imu e Tasi può beneficiare di una riduzione del 25% della base imponibile;
  • in regime di cedolare secca, l’aliquota è al 10% invece che al 21%.

La misura ridotta della cedolare secca sugli affitti abitativi a canone concordato (la stessa che si applica anche alle locazioni degli studenti universitari) è motivata dalla finalità di favorire l’accesso all’abitazione a quei soggetti che non possono rivolgersi al libero mercato.

Introdotta nel 2014 dal Governo Renzi e in seguito confermata dal Governo Gentiloni nel 2017, in questi anni di applicazione la cedolare secca al 10% ha garantito un’offerta abitativa estesa, agevolando la mobilità di lavoratori e studenti sul territorio, ma non solo.

Uno degli effetti positivi prodotti consiste in una riduzione senza precedenti dell’evasione fiscale nelle locazioni.

Quindi possiamo dire che è senza dubbio una misura sociale che funziona, apprezzata unanimemente da forze politiche, sindacati, operatori ed esperti del settore immobiliare.

Ma tra le novità della manovra 2020 c’è una modifica che rischia di guastare questa situazione.

Il Governo Conte ha deciso di prorogare la cedolare secca sugli affitti abitativi a canone concordato, ma aumentandone l’aliquota dal 10% al 12,5%.

Mentre le associazioni di categoria e il mondo immobiliare sono già sul piede di guerra e contestano questa mossa poco prudente che mette le mani nelle tasche dei proprietari, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri difende le scelte del Governo dicendo che l’aumento è più contenuto del previsto.

Infatti l’aliquota al 10% era solo temporanea ed era destinata a salire al 15%. Da questo punto di vista il fatto di renderla strutturale al 12,5% rappresenta una riduzione e non un aumento delle tasse.

Nonostante il chiarimento, resta il fatto che questa decisione grava sui locatori e ha sollevato dure critiche da parte dell’Unione Inquilini e di Confedilizia, che ritengono il provvedimento un errore clamoroso.

Infatti aumentare l’aliquota della cedolare secca per i contratti agevolati comporta più tasse per i locatori; la conseguenza sarà che gli accordi fino ad oggi firmati localmente vedranno la richiesta da parte delle associazioni dei proprietari di rivedere i valori.

Il rialzo dei canoni che ne potrebbe derivare è destinato a mettere in difficoltà gli inquilini.

Continua a seguire il blog e la pagina Facebook dell’Agenzia Immobiliare Pegaso per essere sempre al corrente di tutte le novità del settore immobiliare e, se hai delle domande, contattami!

Sarò felice di aiutarti a risolvere ogni tuo dubbio relativo all’affitto o alla compravendita di un immobile.

Elisabetta Senesi

Please follow and like us:

Info sull'autore

Agenzia Pegaso Immobiliare editor

Commenta

Facebook
Facebook
Instagram