Contratto di affitto turistico: funzione, forma e durata.

Contratto di affitto turistico: funzione, forma e durata.

La primavera è esplosa e con l’arrivo delle belle giornate Pisa è diventata meta di turisti più che mai. Scopri con Pegaso Immobiliare tutto ciò che è necessario conoscere sul contratto d’affitto turistico.

L’art. 53 del Codice del Turismo definisce locazioni turistiche gli alloggi locati esclusivamente per finalità turistiche in qualsiasi luogo ubicati.

Quindi il contratto di affitto ad uso abitativo con finalità turistiche è un particolare contratto di locazione con durata limitata, con lo scopo principale di soddisfare esigenze abitative temporanee per l’unica finalità turistica, cioè in occasione di un viaggio o di un soggiorno per svago, villeggiatura, riposo o qualunque altra causa “di piacere”.

In altre parole, il contratto di affitto turistico è un contratto consensuale con cui il locatore si obbliga a concede al conduttore (turista) un diritto personale di godimento su un immobile per il fine di una vacanza, in cambio di un corrispettivo. Può avere una durata di tempo non superiore a tre mesi.

Questo contratto di locazione turistica non include i servizi accessori come la pulizia giornaliera, il cambio biancheria, la ristorazione e simili, che rientrano nelle prestazioni del contratto di albergo.

Sulle normative ed i servizi previsti per le strutture turistiche micro-ricettive leggi anche il nostro articolo Come trasformare la casa in un Bed and Breakfast.

 La forma del contratto di affitto turistico.

contratto di affitto turistico

Il contratto di affitto turistico deve essere stipulato necessariamente per iscritto, secondo quanto espresso nella Legge n. 431 del 9 dicembre 1998, che disciplina le locazioni e il rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo. Inoltre nel contratto devono essere indicate le finalità turistiche dell’affitto. Così facendo, si eviterà l’eventuale applicazione delle norme in materia di locazione abitativa primaria o transitoria.

La durata del contratto.

Il contratto di affitto turistico non ha una durata minima e alla sua scadenza cessano automaticamente gli effetti, senza bisogno di alcuna disdetta. In base alla durata del contratto, si può parlare di locazione turistica:

  • lunga (contratto casa vacanze): nel contratto devono esserci clausole che regolano la durata della locazione, l’entità del canone e le relative modalità di pagamento. Può essere prevista la possibilità di prevedere la rivalutazione in corso di contratto e il deposito della cauzione;
  • breve (contratto brevi vacanze): questo tipo di contratto deve contenere appositi accordi circa il recesso, l’entità delle spese accessorie e le modalità di utilizzo degli eventuali spazi accessori;
  • brevissima (contratto weekend): il contratto deve prevedere una clausola con pattuizione forfettaria sui consumi per le utenze.

Se la locazione turistica dura meno di trenta giorni non c’è obbligo di registrazione del contratto.

Se invece tra le stesse parti sono stati stipulati più contratti di locazione turistica per diversi periodi, ciascuno dei quali anche inferiore ai trenta giorni, la cui durata complessiva sia però superiore ai trenta giorni nell’arco dell’anno solare, il contratto deve essere obbligatoriamente registrato. In questi casi, l’affitto dovrà essere registrato entro i trenta giorni dalla stipula del contratto. Inoltre è soggetto al pagamento dell’imposta di registro del 2% del canone pattuito per importi non inferiori a 67 euro. Entro quarantotto ore dalla consegna dell’immobile, il locatore deve effettuare la relativa denuncia presso l’autorità locale di pubblica sicurezza o il sindaco.

Indipendentemente dalla durata della locazione, la denuncia si deve sempre effettuare quando l’affitto è in favore di cittadini extra UE o apolidi.

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